penzolava dal collo dell'uomo
che chiese con stanca gentilezza ospitalità”…
Nell’attimo d’uno sguardo
osservi attentamente cosa t’aspetta
e lì, come una marionetta, buttato su quel letto…
Vitrei i suoi occhi, s’accorgono e fuggono
nel vuoto muro bianco, dall’odore soffocante
Fu un budino a sconvolgere gli eventi
accompagnato da un sorriso carezzevole
in quel tocco tra voce e umana carezza
su quelle ossa che aspettano solo la fine
Mi regalasti una lacrima che abbracciò la mia
fu l’incontro d’un attimo, fugace …
e così t’infilasti nella mia valigia di vita
come il viandante che chiede ospitalità
“e noi gli aprimmo, la porta di casa...”
chi mi faceva battere il cuore
chi mi ha fatta piangere per ore
chi diceva di amarmi.
Non dimentico cosa sentivo, quando stavo con te
nel mio cuore....
non dimentico quanto ti ho amato.
Adesso un semplice ciao
hai confuso le mie idee
mi hai fatta piangere
mi hai stravolto la vita.
Anche se resta solamente un sorriso,
un semplice ciao,fai sempre parte della mia vita,
io non dimentico nessuno.
Io cerco in te quel che è mio
che non siano paure
o insicurezze date in pasto
all’aquila in volo.
Cogliere il fiore raro
che possa ammirare
nel mio giardino
e annaffiarlo di lacrime
per sentirlo vivo e vicino.
Io per sempre mio.
E l’altro che sia il mio dio!
Un tempo fermato
con l'oscurità
di un momento
lughissimo o interminabile
pensiero di una mente
riversa a finire i suoi giorni
nel riflesso di un amore
infinito, che non si vuole
abbandonare
perchè è tutto
la vera essenza
di quell'impronta
celeste, nella sensibilità
dell'anima, chiusa
la vita mia
quella che non stanca
e si attacca
a un profumo
che non si disperde
nell'aria che respiri.
Incollandosi
alla morbidezza
della mia pelle
assaporando
ogni giorno
che sa di me.
Adesso lo sai
sei della vita
la vita mia.
Di te
che sei che sai
la messa a fuoco
di materia scomposta
di me
che sulle sfumature
serro le dita
di noi
che l’anemometro del respiro
scandisce riverberi
accoppiati
inversi
Ora,
che il nero vira al rosso,
dalla bocca
beviamoci l’anima
e tutto il resto
voglio solo
inebriarmi del tuo colore
voglio solo
dipingermi con il tuo respiro
voglio solo
lasciarmi andare
nella tua trasparenza
voglio solo
lasciarmi trascinare
dalla tua immensità
voglio solo
coprirmi della tua profondità
ascolto e non rispondo
al mondo
riesco a specchiarmi in te
e a guardarmi dentro
sei il mio rifugio di sogno
sei mio
sono tuo
le mie gabbie non respirano quasi più
mi appaiono continui fotogrammi
i due orologi illuminati di una torre
occhi vuoti fuoriusciti dalla luna
dal cranio nero allungato della notte
la corda pende morta e offre appesa
una sola dolce
parola
l'unica che conservo
per te sperando.
Mi, ma, hai,
disposto ai lati del tuo mondo
in un collage spietato.
in questo viaggiare
si ferma il tempo
sei della vita mia
la presenza
che non sfugge
sei la forza
del mio cuore
di un approdo sicuro.
Compagno
in questa notte
complice di noi
mi stringerai forte
non avrò paura
della tempesta.
Mi avrai anche
se la notte è lunga
ma questa notte
danzerò solo con te.
Rinascerai, e vedrai quella luce
che non avevi visto prima
chiunque tu sia
un credente oppure no
Dio non fa differenza
difronte a lui siamo tutti uguali
figli suoi, incarnati nel suo corpo
dell'eucarestia festosa, in angeli
del paradiso, consacrato nell'austerità
di vita ricevuta, sacrificando suo figlio
prediletto, nel portone di cuori straziati
che un giorno i loro successori saranno
premiati, dalla divina provvidenza
la gatta passò tutto il tempo
a sfuggire agli attacchi del gatto.
Puntava saltava inseguiva correva
il gatto dal manto grigiastro
voleva la gatta, perché pure lui
si trova in ostaggio del sesso.
La gatta fuggiva nei muri sui tetti
sugli alberi ricchi di gemme,
ma lui non mollava.
Non fusa ma artigli e canini
a mostrare nel dramma
il suo grande rifiuto.
La gatta fuggiva alla furia del gatto.
Mi viene il pensiero di chi
segregata e rinchiusa
non può ribellarsi,
subisce nel pianto
le crude angherìe
di chi la molesta, piangendo e pregando
perché sta morendo
la sua dignità.
mute
vestite d' ombre
danzano nel silenzio,
il tuo silenzio
eco del mio silenzio
che tuona dentro
e trema,
parole mute
come tarli
corrodono, forano
come un colabrodo,
parole mute
chiodi arruginiti
incastrati nel pensiero.










