né il calore della pelle
che riscaldava anche
nei giorni freddi di Gennaio
e riparava dal vento gelido,
non senti più
la melodiosa voce
che sussurrava sempre
parole che saziavano
e ti riempivano
anche di niente
ma anche il niente
era tutto
ora
è solo niente
e questa pioggia
che cade incessante
da alcuni giorni,
battendo continuamente alla finestra.
m'affaccio e scorgo in lontananza
un piccolo passerotto infreddolito
che cinguetta ripetutamente
pare un pianto,
sarà sicuramente caduto dal nido
ed ora si sente perso
perché non sa ancora volare.
Piange,un continuo stridio
accompagnato dal vento,
dissolvendosi nell'aria.
Dio mio voglio salvarlo,
scendo di corsa,
la pioggia è fredda,
prendo con delicatezza quel piccolo passerotto,
è ancora caldo,
mi guarda con i suoi occhietti spaventati
ma sembra capire
che sono io il suo solo aiuto
si lascia fare,
appoggiando teneramente la testolina nella mia mano
addormentandosi oramai stanco....
Sul manifesto ucciso il pudore
resosi irreperibile l’onore.
Rabbrividisco in silenzio
a spalle strette
indecenze sfrontate
intimamente pubbliche
vomitate addosso
tanto per irretire
incuriosire , provocare
dignità svendute
vite tristi e vuote
gettate, scontate e rivendute
E’ questo un uomo?
Ignorante prepotente
Presuntuoso invadente
a pugni serrati, animale
con intelletto assente
in garage nella mente
senza storia e senza credi
senza amori e senza eredi.
La poesia presa a schiaffi
gettata via ai distratti
confusa in versi goffi.
La vergogna nella spazzatura.
Tempi tristi a lor signori
Alziamo i calici!
Un brindisi a chi è senza più valori
e pretende di parlare ai vostri cuori !
e nemica dell’amore,
quando sui tuoi occhi
non si specchierà più il sole,
quando la paura
penderà dalle tue labbra
e sul viso affaticato
regneranno mille rughe,
quando per amare
non avrai più la tua forza,
quando da nessuno
potrai più esser posseduta
allora t’amerò.
Mi mancherai, ora non me ne rendo conto
ma più il tempo passa e s'avvicina il tramonto
capisco che sarà dura lasciarci
Non sarà facile, ma io ti aiuterò
ad aggrapparti a lei
a darti un sostegno, a condurti
ai cancelli del paradiso
con le mie ansie e le mie profonde
nostalgie, confusamente
ripetendo perchè
nella mia ferrea corazza
che lotta per la tua tranquillità
nel mare degli addii
Mi hai guardato ancora
ed io ho intravisto la coda del lupo,
del dingo che vaga affamato
sul cumulo di spazzatura.
Che danza armonioso,
sempre piu' magro,
per gli slums di Bombay.
Avevi negli occhi un sospiro, il mio,
come il fischio di un cuore malato.
Il labirinto, l'aroma del gin,
il passo di quando sono ubriaco.
Non potevo reggerlo quello sguardo,
le mani sudavano, e la cassa toracica
si faceva piu' piccola.
Se non sono svenuto, credimi,
e' perche' mi ami lo stesso.
mi riempio le mani di sabbia
e vivo in perpetuo straniamento.
Costruisco con oro e seta
antichi scenari
intrecciando giochi di pensieri
e musiche invisibili.
Oltre l’uscio di casa
i rumori della strada
parlano a voce alta
con toni solitari.
Fra il nerume opaco
che vibra dappertutto
s’increspano di luce
intensa e pallida
stretti vicoletti.
E sul terrazzo d’ un palazzo impossibile,
tra febbricitanti realtà lunari,
consumo l’anima nei graffi
profondi d’ argentati interludi.
restano i giorni
e senza sole,
ripongo in
un cassetto
i ricordi
di un tempo
chiudo a chiave
e poi la getto
nel fiume
dell'amarezza.
Resto nella pace
del giorno
senza attesa
con i colori
di sempre
quelli che
danno un senso
al continuo di vita.
un giorno dopo l’altro
nel silenzio l'amore
brucia rose nere,
staccando ali alle farfalle .
Quanto tutto
in un nulla
Quanto detto
nel non detto
Dialogo muto
di emozioni al vento
che accarezzano il mare.
Così io, te.
Vorrei baciarti
e restare unita
in fusione di bocche
nel sorriso d’eternità.
Resto immobile
tra le tue braccia
e muoio
nel tempo
che mi resta da vivere.










