cigolante, percorri le vie d'acciaio
e ti allontani in un grido festoso!
Puoi raggiungere alte velocità
o "ciabattare" pigro
in code cariche di merci
Occhieggiar tra i palazzi
o fender salubre aria di foreste,
giocare a cavalluccio con i ponti,
attraversare fiumi, monti, colline e mari.
Farti ingoiare da buie gallerie
o salutar stazioni con stridor di freni,
stantuffìo di porte e vociar di gente.
Mi porti lontano!
Con il tuo fischio saluti il mio statico lavoro,
ma io sono con te a scoprir nuovi orizzonti,
nuove culture, nuovi sorrisi.
Basta il tuo fischio, il tuo cigolante andare
e già comincio a sognare,
nell'assolato pomeriggio,
a visitar Paesi lontani!
Via le luci,
via il presepe,
presto...presto...
Via le ghirlande,
via l'agrifoglio,
via i nastri porpora e dorati,
presto...presto..
...finalmente non c'è più nulla.
Facciamo finta che il Natale non sia mai arrivato,
facciamo finta di non aver provato
la struggente nostalgia dell'ultimo Natale passato insieme,
consapevoli che sarebbe stato proprio l'ultimo.
Facciamo finta che questa inutile e indispensabile festa degli affetti
non esista.
Tranquillità...
tornare alla normalità.
linee scure sul foglio bianco
i colori d'una farfalla
sparpagliati in un battito d'ali
posati sulla rugosa mano
i versi di un poeta stanco
si buttavan nella valle
e il vento delle parole
persuadeva l'inverno a ritrarsi
Avvolte di luce le spalle
l'anziano sparì in un mite sorriso
e la farfalla andò a fondersi
con l'aria della primavera.
le mani tremolanti
faccio difficoltà a parlare
la bocca si apre
ma non emette alcun suono
un angelo custode
mi aiuta a superare questo momento
non posso crederci ma è cosi
da li a poco il viso si riga di lacrime
non voglio crederci ma è cosi
ho voglia di
urlare
ridere
piangere
un miscuglio di emozioni
non si può descrivere
un momento tanto atteso
tanto desiderato
finalmente è arrivato
una piccola goccia nel mare
l’inizio o la fine?
mi sale in testa
un tedio,
una pena.
E strangola i miei desideri,
i miei sentimenti,
la mia libertà,
come un’angoscia esistenziale.
Tra intimi timori
di gesti abbozzati
consumo le mie voglie
in timidezze intellettuali.
Non vedo più l’argine
tutto si chiude
in una cartoccio trascinato dal vento
sigillato è il senso della vita stanca e
sfinita prima della chiusura.
Ho lette queste parole
nei pensieri scritti su…
su fogli senza impronta
appunti appesi, vaganti
nel vuoto di chi si sente perso.
Frasi senza virilità
in un giorno scolorito dal buio,
senza successo
e senza plauso alcuno.
Ora cerco ruscelli d’acqua fresca
e l’ essenza della vita
con la potenza dell’oltrepassare
barriere di una chiusa.
Cosa sono se aspetto tutto solo
Che tu faccia presto a liberare il posto
Che sia io l’uomo vero, quello giusto
Cosa sono, certe volte, non me lo perdono
Uno scalda sedia, un vero intenditore
Di posture per ingannare il tempo
Ma qui si sta ingannando il mio cuore
Fumo sigarette e dopo la speranza muore
Ma come si dimenticano le tue labbra
Dove ho messo la mia fredda ragione
Basta un tuo accavallare di gamba
Che io sento già tremare il mio nome
Sono diventato forse un burattino
Un cane fedele ma senza padrone
E non sarà certo un altro bicchiere di vino
Che ti farà comparire davanti al mio portone
Preferirei una pistola puntata contro
Che i tuoi seni accesi contro il mio sguardo
Almeno capirei, se sbaglio, adesso muoio
E invece vivo, dentro muoio e per te sbaglio.

Il cielo è immenso
visto da qui
vedi le nuvole
han mille facce
vorresti prenderne
almeno una
perché sei curioso
e vuoi vedere
se t'assomiglia.
Nel cielo vedi
la fantasia
con tanti colori
che danno allegria
prova anche tu
almeno un momento
a chiudere gli occhi
senza pensare
vedrai di sicuro
un cielo stellato
e tutto il resto
non conta niente
perché sei preso
da codesta bellezza...
sciolto tra l’azzurro cielo
ed il blu oltremare
appeso agli occhi
oltre il tramonto
leggero dentro le stagioni
non perdi mai
eleganza e fascino
tra sole ed ombra
bagni di luce il mio corpo
cambi il tuo colore
in totale bellezza
pieno di saggezza
in tripudio di compostezza
ascolti il mio sogno
accarezzi il mio viso
incanto delicato
nascosto dietro leggiadria
abbracci luna e stelle
in un caldo tepore
prendi il mio sguardo
fai volare le mie parole
raccogli i miei pensieri
in mille desideri
Accade ancora
che a volte mi sorprenda
a guardare in alto
mentre, formica tra giganti,
svolgo operosa il mio compitino
e tutte le volte
sprofondo nella sensazione
di sentirmi più insetto che mai
prima di riabbassare lo sguardo
e tornare al mio lavoro
come sempre.
Quale angoscia, quale disagio,
quale tormento dell’anima
questo mio vivere
- Hanno forse un’anima
gli insetti? –
mi chiedo e ti chiedi
mentre passante distratto
mi sfiori e cortesemente
mi calpesti.
sul limitare dell'anima mia vai,
furtivo e silente, a sconvolgermi cuore e pensiero.
Dalle tue finestre, protese sul mondo,
guardi ed espandi amore a quel mondo
per te così chiassoso e ricco di ... superfluo!
Tu fai di sasso comodo giaciglio,
trovi nella natura il parentado ideale:
parli agli Alberi, agli Uccelli,
ai Lupi, agli Agnelli,
al Vento, all'Acqua,
al Fuoco, alla Morte e all'Uomo
con lo stesso linguaggio con cui ti rivolgi al Creatore:
lo stesso linguaggio d'Amore!
arrampicarsi sul mio letto
come una colonna di Cheyenne
che avanza allo scoperto
sfidavano compatti il mio inconscio
nella penombra di fameliche visioni.
Ho visto fumi di guerra quella notte
lance e asce sventolarmi sotto il mento
la mia testa avvolta da un nastro bianco
mostravo la resa a questo mondo corrotto.
Ma le formiche riconoscono la preda
sentono l’odore della carne e dei miei sogni
arrivano col buio per umiliarmi e depredarmi
punirmi e portare provviste alla loro storia.
Ho visto una colonna di formiche
sul mio letto disfatto e pieno di molliche
come gli indiani miravano allo scalpo
così le formiche cercavano il segreto
del mio penetrante sguardo.
Ho lottato fino all'alba ma poi ho ceduto
ho accettato il loro gioco e son svenuto
mi hanno morso tra il collo e l'ombelico
ho perso i sensi e anche la ragione
scivolando nella loro trappola ad imbuto.
Adesso anch'io sono una formica
diligente e allineato
m'arrampico sui letti della gente
accendo fuochi e intono canti
intorno al totem agito i miei fianchi
e succhio l'anima delle formiche bianche.
Com'era la vita
se il tempo
avesse dato una piccola tregua.
Ora sei solo
assottigli i pensieri
rimani assorto
lontano dal mondo.
Son tristi i pensieri
un pugno nel cuore
le cose più belle
non sai ritrovare.
L'innocenza degli occhi
non puoi rivedere
s'è persa nel tempo,
andava di fretta.
Ora rimani
coi problemi irrisolti
e i pensieri di un giorno
che il sole splendeva...










