Quanti sostituti e surrogati d’affetto,
quanti peluche di stoffa o metallo,
quanta empatia e quanta tristezza;
Ma questa è la vita: l’attaccamento
e poi subito la perdita.
Siamo soli come il macaco di Harlow,
senza affetti, senza base sicura,
in balia delle nostre fobie.
E come il grande branco degli uomini,
volgiamo verso la nostra propria
evoluzione creativa. Già sconfitti.
L’istinto, l’intuito, l’apprendimento,
la selezione naturale, la coscienza,
la vita come un esperimento,
l’amore come un doppio cieco;
l’associazione, le consuetudini,
l’imitazione, il gioco, lo zugunruhe,
il corredo genetico tutto,
le angosce della specie, e le mie.
È pessimismo questa mia patomimia?
o è mancanza di contatto e di sguardi?
Non lo so, ma forse crescerò lo stesso.
E tutti ancora.
Fra tanti,
Fiore, colsi te.
Il più bello che vidi.
Gelosamente
Con me ti portai.
Un vaso
Ed acqua tutti i giorni.
Ma fu un errore.
Mi illusi.
Non era il tuo roseto.
Ti strappai alla tua terra,
Spezzai le tue radici.
L’acqua non bastò
E nessun vaso fu conforto.
Ora so.
Ogni cosa ha il posto suo,
Ogni fiore il suo campo,
Ogni animale il suo regno.
L’amore è un’altra cosa.
Chi mai potrà perdonarmi
Non aver saputo esser spettatore
Mi chiedo adesso
Che, girasole al tramonto,
Tristemente ti penso?
Loro parlano, ma non conoscono i suoi occhi
nell’ aria fresca di romantici mattini
no, non vedono i sogni come pacchi
ed il nostro scartarli, come dei bambini
io mi sono innamorato, come lo spiego
è una lingua di grande difficoltà
dinanzi a questo amore io mi piego
però il mio è un inchino alla felicità
... loro parlano, di periodi che passano
di momenti di vuoto, di semplici complicità
ed invece, io mi accorgo che si moltiplicano
le mie voglie quando lei si siede... qua
io mi sento, spesso in gabbia, sono solo
lei mi ascolta io la sento, soffre con me
questo amore, contro tutti è come un volo
o si muore o si scopre l'anima dentro ...se...
sono universi separati,
uniti da ponti immateriali,
su cui, a cavallo di bit,
viaggiano riflessi di emozioni,
simulacri di passioni,
conoscenze vere, ma astratte,
svuotate dalla loro carnalità
fatta di tocchi, gesti e sguardi.
Nel mondo virtuale,
il tempo è in ritardo di quel attimo
che serve alla trasmissione,
premendo sul tasto invia.
Non è un mondo men vero,
ma è diverso da quello reale,
è composto da pixel più studiati,
da byte appena meno spontanei.
Quando ci proiettiamo nel universo virtuale,
è come se usassimo il teletrasporto,
passiamo da qui a li, attraverso
una demolecolarizzazione del nostro essere,
che poi astrattamente si ricompone
in una immagine oleografica, creata dalla mente.
E sono quei ologrammi che comunicano tra loro,
che si attraggono o si respingono,
che si raccontano più o meno sinceramente.
Ma mancherà sempre la lettura degli occhi,
la simbolica comunicazione dei gesti,
l'intima sensazione del tocco,
che possa fare divenire quello scambio astratto
una verità palpitante di vita.
L'immaginazione di un viver
bene, ti porta ad esser felice
ma è soltanto un momento
uno stupido istante
che ti illude e ti fa star male
da non poter più sopportare
discorsi buttati al vento
quel vento che finge di rinascere per te
tramontando quando apri
gli occhi, svegliandoti da un sogno
trasformato in un incubo vero
arrivi all'improvviso
odiata da tutti
crei problemi
e disagi.
Ma non per tutti....
mi piace molto
camminare nella nebbia
sa di pace e
tranquillità.
Sono assorta
nei miei pensieri
mi trasmette
una sensazione
di protezione.
Uno scudo
che
nessuno mai
oltrepasserà
un muro.
La nebbia fitta
non fa arrivare
più nessuno al cuore
e all'anima
cosi saranno al sicuro.
Una trincea
guardo da lontano
gli altri ma a me
nessuno mi vede
nascosta dietro la nebbia.
per vedere meglio
oltre veli e pazienze
tra colori e ombre
stantii e meccanici
e con oculata ponderazione
ho preso decisioni
per staccare incrostate credenze
e liberare il respiro
Decidere...
un impatto rumoroso
e dubbi prepotenti sono valangati
a schiacciarmi il petto
comprimendolo di domande subdole
e l'inconscio zoppica
ma la sconfitta
non si vestirà a festa
E nel viaggiare dei giorni
nessun ostacolo
nessuna sdrucciolosità
lungo il tranquillo andare
verso l'ambito traguardo
In sordina, fastidioso
però un tarlo s'insinua
a spulciare il libero e facile percorso
Dov'è l'inganno?
Sento la realtà dei cambiamenti
ne assaporo lo spazio immenso
ascolto silente e immersa
la leggiadria dell'anima
è come acqua
che scorrere potente
oltre i margini
Ma dov'è l'intoppo?
Passi sicuri
compiendo svolte concrete
senza sfiorare il bene
dei legami stretti, no
quelli non sono neanche scalfiti
sono al sicuro
Mi sento diversa
e provo emozioni pacate
l'importanza
della concretezza
dell'essere
della realtà
dei valori
della verità
è un'impronta più marcata e stabile
che profonda irruenza
veemente e improvvisa
come raffica di vento
spazza via
tutto il futile e l'inutile
diviene scia di aria depurata
che catturo e respiro
a pieni polmoni
Qual'è il pegno?
Intanto attendo, penso
Mi sento diversa
e mi piace

Vorrei rendere dolce l'amore
fare magie
incantare con le mie parole
scrivere milioni di storie
d'intensa passione.
Vorrei che il cielo
fosse sempre azzurro
ed osservarlo ogni giorno contento.
Lei sarebbe
la mia piccola nuvola
in quell'infinito
dove posso adagiare
dolcemente il mio cuore.
Vorrei rendere queste mie attenzioni
ogni giorno sempre più grandi
far sì che lei rimanga contenta
dell'amore che posso dare.
Oggi, domani e pure in cielo...
Alla guerra penseremo domani.
E facciamo l'amore.
Così, adesso, senza pensarci.
Stringimi forte,
che non resti tra noi
spazio a problemi
e baciami, baciami ancora.
Così dico alla vita
adesso.
E sorrido
mentre un uomo
balla con la sua bottiglia,
due ragazzi si tirano parole
e la tivù di un negozio
ricorda Pavese.
Roma stende un ponte
tra me e S. Angelo,
il Tevere scuro della sera
va via in silenzio, stancamente,
come il mio passato.
Io sorrido alla vita,
le chiedo un bacio ancora
e mi sento bene
e solo.
Rivolo di campagna
sogni d'esser fiume
ogni goccia che ti accompagna
.insieme a te, forse si illude
triste, tra la terra
lento tu... ti muovi
tra i fili alti d'erba
le tue lacrime, mi commuovi
e dinanzi ad un pò di fango
tiri dritto, per il tuo corso
e ne esci sempre, un pò più stanco
ma anche fiero, perchè composto
sei... come un rivolo...di campagna
lotti, cerchi, ti fai avanti
questo cielo, lo sai , prima o poi ti bagna
un consiglio...stringi i denti...
che rifrangi il raggio solare
scomponendolo nei colori dell'iride.
Goccia d'acqua
che rifletti l'immensità del cielo,
riuscendo a contenerla tutta in te.
Noi siamo piccoli, indifesi,
tremanti di paura
davanti alla grandezza del Cosmo,
siamo micro molecole disciolte
nel "brodo primordiale.
Siamo l'inezia di fronte all'imponderabile...
Proprio come te!
Come te però potremmo racchiudere in noi
ogni respiro dell'Universo,
riuscire a contenere l'infinito cielo
con le sue miriadi stelle,
soltanto quando sapremo rispondere
al dolce richiamo del cuore,
soltanto quando saremo capaci
di un piccolo gesto d'amore!
Ci sono momenti
che guardare dentro le persone
si aprono voragini,
la vertigine non lascia
spazio,
il nulla
e' ombra senza confini;
la poesia si spegne.
Le vibrazioni dell'anima
indugiano raminghe,
cercano, bramano
l'eco dell'amore
dove poesia sosta.
Il bagliore dell'attimo
congiunge all'estasi
d'un momento di vita
piena di soffusa lirica,
e la vertigine si schiude
dentro un mulinello
di parole..











