che respiro
e riempie i polmoni di gioia
e muta stranamente la sfera emotiva
scuotendo consuete abitudini
pensieri statici
sentimenti sonnolenti
facendoli svoltare all'angolo
prima della routine
del solito vagare
cambiando strada
con un inusitato entusiasmo alla guida
e per compagno
gioviale stupore
E la mano incuriosita
accarezza lenta e dolce
scivolando sul viso
cogliendo e assimilando
nuove espressioni diverse
Gli occhi lucenti guardano
a fondo l'io emerso
scrutando soddisfatti
il riflesso allo specchio, limpido
e raggiunge vergini mete dell'essere
forze estranee
perfino all'immaginazione e ai sogni
Mi accorgo e gusto
il calmo scorrere di linfa d'anima
un tempo girotondo cieco
vortice fremente e frenetico
di confuse agitazioni
a poco a poco riempitosi all'orlo
fino a rompere margini e argini
stravolgendo e trasformando
il sentire e il vedere
come un'onda anomala
che spazza via tutto
e col sereno e la luce
emergono sconosciute realtà nascoste
C'è qualcosa di nuovo
smuove mondi
e cambia pelle
mi sorprende
mi affascina
è piacevole solleticare stimolante
per testa e cuore
che sfonda muraglie
è respirare nuovi orizzonti
non pesa
ma libera da catene arrugginite
Chissà...
forse...
sto crescendo
delusione
voglia di spaccare tutto.
Il cuore e cupo
non capisce il motivo
di tanta sofferenza.
Legami dell’anima che ti ascoltano
ti capiscono ti consigliano
ti toccano le corde del cuore.
Una musica inizia
a suonare festosa
senza mai lasciarti sola.
Guardarsi negli occhi
ti fa capire chi sei
come sei tu veramente.
vorresti arrenderti
buttare la spugna
ti senti sola e triste.

Non stiamo più insieme
Un lama… splende sole
Chi non si ama perde valore
E si ferma delle ore
Nelle mani il dolore
Spegniti fiamma che non duole
Perché piange anche il cuore
E si bagna di promesse un’attenzione
E le mani brucian di calore
Non tira calci ad un pallone
Chi resta fermo ed il mondo vuole
Far da se… prima di segnare
Un punto dove… farà più male
Mille righe di un quadernone
Ci sono storie vere… d’amore
Un sospetto ora sta per cadere
Scrivo ancora, ma noi non stiamo…più insieme

Non cambierà direzione il vento
nemmeno oggi
che il cielo è così grigio.
Rimarrà ad ascoltare
le parole di un amore
non lascerà da solo
chi crede a queste cose
darà una mano
col suo possente fiato.
Non cambierà la notte
resterà sempre uguale
così piena di stelle
con la luna che brilla
ascolterà il lamento
di chi soffre e non dorme per dolore
non lascerà che il giorno
porti via tutti i sogni.
Non cambierà nemmeno una parola
di quello che si è detto fino a ieri
perché la notte e il vento
hanno fatto l'amore
dimenticando in un momento
quant'è difficile assomigliare...
Poesia di una notte
che non sa dove andare
a scaldare le parole
dispersa tra le stelle
pochi versi sul foglio
intriganti di una luna
che guarda
lo scorrere
della mano tremante.
Poesia sei tu che danzi
dentro me
e nella solitudine del mondo
non sarò sola
e mi perderò leggera
tra le nuvole mentre
le parole
pioveranno di me,
della mia poesia.
Fì-fì
cù-cù
ho quasi sicuramente un rametto
uno scarto di corteccia d'abete
in cui il mio sangue scorrendo
ne assorbe il tannino amaro -
lamelle violette spaccate per disprezzo,
per una certa noia da spavaldi
passati di là
mezz'ora prima del tuo magico temporale.
Ti ricordi il mare di Beaufort?
E i fiori della Middlemist camellia?
Io non li ho mai visti, ma li ho sognati.
Così come ho immaginato l’amore vero,
che non avendo mai avuto mi ero creato.
Tutto falso, un ologramma mai esistito.
Una frottola, un'immagine pensata vera, l'arte.
E anche quando prevaleva il bene comune,
le concessioni reciproche e il perdono,
io oggi posso dirlo: è stata un’illusione.
Qui, sul Rio della Plata, sul lato del Paranà,
sono rimasto solo a suonare il bandoneòn,
a canticchiare e intonare vocaboli e melodie
di un lunfardo arcaico, da tempo in disuso.
Ma posso pensare a Gardel, alla lontananza,
al vuoto di un oceano, ai tempi andati,
a questa milonga oramai solo mia.
Non posso più ballare, senza di te,
non posso esorcizzare il male;
e così mi consolo con i miei pensieri tristi,
con quello che resta del mio cuore malato,
con questa mia vita, che come un tango,
ha bisogno di passione e tormento veri
per continuare a dispensare malinconia e pianto.
Nessuno può biasimarmi per non saper distinguere,
il bene dal male, il vero dal falso, la pioggia dal pianto.
La mia illusione non vale nulla confronto alla sua.
degli interruttori
spegne la gola
come la presa senza dita
che agglutina il freddo
umide facciate
le case trasudano ciò che non dici
svoltati gli angoli degli occhi
Per luccicare
armerei la lampada di discorsi
a fiumi, dove combaciano le costole
Sono le ore di nessuno
del sonno a scaglie
Corrodono le sveglie
Piano, da non lasciare
polveri di cifre
Ogni inizio
ha qualcosa di magico.
La nostra infanzia,
l’inizio di un’amicizia,
l’inizio di un viaggio,
l’inizio di un amore.
Forse perché tutto
è ancora incellofanato
nell’inconsapevole ottimismo,
in quella assurda convinzione
che il presente possa durare
per sempre.
Dimentichiamo il Tempo.
Non sappiamo che quest’acido
corrode la vita,
appassisce i fiori,
invecchia la pelle,
uccide i nostri sogni?
di quello sguardo
che accarezzava il vento
attraversando il fuoco del camino
ancora scriverò
di quelle mani
che lambivano il tempo
afferrando le stagioni
ancora scriverò
di quel cuore
che mai domo
si rigirava nel dolore
ancora scriverò
di quei passi
che lasciavano impronte nell’aria
e allontanavano il destino
ancora scriverò
per rileggerti ed ascoltarti
fino al declinare della sera
tra le ali di un volo mai spiccato
Giunse all'improvviso
a offendere la vita
quell'immenso silenzio sui visi
oltraggiando la speranza
mentre nell'aria la pioggia amara
trascinava i profumi a calare
smossi dal gravoso vento
che seccava la pelle.
Adesso è cosi grande lo spazio
che s'adagia irritante sulle spalle
e nessun battito d'ali
si armonizza con la poesia
e laddove
si alza beffardo il giorno
sommergendo i sogni
senza lasciare nessun spiraglio
fa si che il vuoto m'invade
e con la sua aria
sempre dello stesso sapore
di pioggia amara
ogni goccia è una spina
innalzata dal tuo acerbo distacco.
Forse moriremo insieme
abbracciati
all'ombra di un bacillo
o forse lontani
a testa in giù
impiccati
sul viale dell'amore
Magari
sono deboli supposizioni
paure trafugate
nelle sfere
di falsi maghi
Ma adesso vieni qui
baciami le mani
il cuore
il cervello
il pene
Succhiami
l'ultima goccia
di sangue puro
che ho distillato
e ho seppellito
nelle cantine
delle mie noie
Sdraiati accanto a me
raccontami
di quando ridevamo
io ingenuo
afferravo il cielo
e tu le mie ali
tutti e due ubriachi
di menta e d'oceano
Le gocce sul tuo viso
lasciano ampi solchi
come gli aratri
nel deserto
delle nostre sostanze
Anni 50
Desiderarti è poco
ci vorrebbe qualcosa di più
Un azzardo, un gioco
in cui se vinco, vinci anche tu
una corsa ribelle e poi la pelle
che brucia come non ha fatto mai
e poi sotto un mare di stelle
i baci, i baci… tutti quelli…che mi darai
Desiderarti è poco
Sento dentro molto di più
Non è il calore di un fuoco
Ma è il sole che è sceso fin quaggiù
è una promessa, una vita, la nostra libertà
Che se la perdo io, me la ritroverai
E poi in un mare di felicità
i baci, i baci tutti quelli… che mi darai
Desiderarti è poco
Ma è solo quello che ho
La mia è una preghiera così invoco
L’amore, perché tu me ne dia un po’
E poi, i baci tutti quelli che ti darò
E poi, i baci tutti quelli che ti darò
E poi, i baci tutti quelli che ti darò
fanno stragi ed inganni
mentre fuori si muore
loro vivono agiati
in palazzi dorati.
C'è chi vede un paese
dove tutto è una manna
e ci viene di corsa
affrontando tempeste
rischiando di morire affogato.
Una gran delusione
per chi riesce a campare
non è questo il paese
che ha sentito parlare
chi ci vive fatica
a tirar fine mese
perché i ricchi hanno fame
di sontuosi castelli.
Diventa la guerra
della povera gente
che si ammazza
per un tozzo di pane
d'altronde hanno fame.
Niente rimane.











