Aggiungerò distinzione a un chiodo,

un po' di ruggine di rose,

e darò nobiltà a un pezzo di cartone

così da dimenticare me stesso.

Ho già ripiegato sotto il letto una cenetta

a Clarens, eravamo appesi alla neve dell'amore,

tutta una vita di dieci franchi

già spesi dal fioraio.
 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Arrivai a Cordova
che la mattina ancora assonnata
dipanava i suoi riccioli d'oro sul letto
scuro e caldo del Guadalquivir

Chiare furono allora le parole
"...Cordova lontana e sola..."
Più ci si avvicina a Cordova
più essa è mai raggiunta

Sfugge nei giochi di luce
tra il Ponte Romano e la Sierra Morena,
nelle mille prospettive
della Mezquita Catedral,
nei dedali tortuosi dell'interno
dove i patios fioriscono d'ascese e decadenze.

"...Cordoba lejana y sola..."
Metafora della meta non intermedia,
del luogo non provvisorio.
Una bisaccia consunta
per raccogliere olive e versi
e alla magnificenza forse giungere,
infine.

Concepimmo un poeta quella notte.

 

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Profilo Autore: Carla Vercelli  

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Quel giorno che verranno a prendermi
sarò seduto rassegnato sulla soglia
e quando vedrò il pennacchio dei gendarmi
esclamerò: "sono qui da giorni ad aspettarvi".
Quando bruscamente mi inviteranno di seguirli
li pregherò gentilmente di non legarmi i polsi
le mani mi serviranno per coprire il volto
e per schivare gli sputi irriverenti degli stolti.
A capo chino calpesterò i loro passi
come un segugio conosce già il suo sentiero
anche il sole all'improvviso si colorerà di nero
e i miei occhi saranno duri come i sassi.
Loro avanti, passo pulito e concreto
ed io dietro come un coniglio impaurito
guardando il cielo chiederò di piovere veleno
al Dio colpevole di malefatte e non di meno.
Preparate la prigione o carcerieri,
preparate le coperte, il mio inverno sarà lungo
cercherò di convincermi che non sarà prigione
ma libera scelta, camuffando la pena in un letargo.
Lascio questa casa e sul tavolo un calice di vino
mentre fuori già una folla si è radunata dal mattino
sento le urla, sono loro che acclamano giustizia
sono accorsi in tanti per lapidare il mio cammino.
Non temete o miei nemici, uscirò da questa porta
senza opporre alcuna resistenza, sarà per l'ultima volta
e voi mi date l'occasione di poterlo fare
non come ogni uomo nella sua vita aspira:
"orizzontale e la con la benedizione
chiuso a chiave dentro un feretro in massello"
ma lo farò perdio con le mie gambe e verticale
lo farò urlando al mondo la mia maledizione
d'avere costruito il niente sopra il niente
con pilastri e fondamenta di cartone
e di avere raggiunto chissà quale meta
se non d'avere edificato un tetto d'illusione
per ripararmi dalle intemperie e dalle menzogne
per poi offrirmi in pasto ai vermi e alle formiche
imputridendo al sole come le carogne.
E allora venite a prendermi o gendarmi
sarà meglio uscire da questo calcestruzzo
tant'è che non trovo alcuna differenza
tra carcere, catene e atteggiamenti da struzzo,
vi lascio tutto quello dove voi sguazzate
ed io non ho trovato mai compiacimento
vi lascio ogni bene materiale, il vostro appagamento
di questa vita che non ha mai riconoscimento.
 
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Tra mille visi
bramosia dei miei occhi
in impenetrabile specchio
mi rifletto e cerco
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Attendo inerme
che accada qualcosa
d'insolito e fragoroso
e resto ferma a guardare il tempo
che continua a volare intorno
nella vana speranza
che un lampo squarci le nuvole
e apra una fessura
per il passaggio di nuova tempesta

Non cambiano le stagioni
agli occhi cupi
restando ancora ferma
mentre il cielo muta colore
e non riesco ad afferrare
alcun vento flebile
che mi attraversa
e non smuove mari
ma scivola addosso
rilasciando granelli di sabbia
tra i pensieri
e mi lascio coprire
senza batter ciglio

Mi avvolge pacato
quel senso di stanchezza
che assecondo silente
lasciandomi ammaliare delicatamente
dai sonnolenti sensi
nella lentezza del giorno livido

Attendo che accada qualcosa
consapevole del niente
senza agire e muovere passi
mentre tutto scorre
e resto ferma
a guardare
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Profilo Autore: Anna  

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Strilla.
Grida più forte,
ch'io possa sentirti ancora
suggerirmi ogni tua sillaba.
Urla
fino a sgolarti
ché possa far mio
il più lontano dei pensieri
e con ogni parola
dipingere il mondo
fino all'ultimo respiro,
quando la luce si spegnerà
nei miei occhi
chiusi per sempre
ed altre orecchie
afferreranno la tua voce,
indispensabile,
e ne faranno poesia.
 
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Profilo Autore: Renato Dentice d'Accadia  

Questo autore ha pubblicato 89 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Le schegge del passato
Che trafiggono il cuore
Partendo da un amore
Ingenuo e giovanile
All’ombra di una siepe
Assolata di maggio
Chiarissimo e fiorito
Dolcissimo e soave.
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Profilo Autore: nabrunindu  

Questo autore ha pubblicato 368 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quando i miei occhi
incrociano i tuoi occhi
il mio veliero parte e va lontano
verso mari liberi e sconosciuti porti...

Quando incrocio i tuoi occhi
parla unicamente il cuore
e lui per farlo lo sai,
conosce solo semplici parole:

abbracciami,
con mani stanche forse ma,
abbracciami.

E poi,
stringimi
e strappa via il mio affanno
fatti respiro e se puoi:

abbracciami,
con occhi stanchi forse ma,
abbracciami.

Forte abbracciami
e del mio il cuore
tu:
 sempre i suoi battiti...

 
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Profilo Autore: bruno leopardi  

Questo autore ha pubblicato 72 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
SORRISO

Rispecchia l'anima 
l’aspetto esteriore 
sorrido cosi non si vede 
il dolore. 

Una maschera 
nasconde 
ferite e 
sofferenze.

Il sorriso 
fa 
sembrare forte 
come una roccia.

Spuntano le lacrime 
goccia dopo goccia 
la sgretoleranno 
frantumandola. 

Lo specchio esteriore 
il sorriso 
anche se dentro 
sto male. 
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ho guardato le stelle nel sogno
Immerse nel cielo terso
colmo d’un velo sottile
fu preambolo di spazi annunciati
 
Eretto e superbo un rione
deforme come il brusio
che passa e trapassa le pareti
movimenti sottili danno elasticità
a questo…Ansia
 
Ho guardato le stelle nel sogno
belle e brillanti… tappezzato quel cielo
di lumi sorridenti ad intermittenza
brusii simili a risate sottili
smuovono e muovono i pensieri
 
Bella la notte, in qualunque sogno
si libera la mente
lasciando scivolare i come ed i perché
ansie e tormenti, gioie e amore
in questo quotidiano nostro vivere.
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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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Quella sottoveste, con il pizzo nero
quel quadro di fiori con al centro un cero
quella riga bianca sulla quale noi ci amavamo
come inchiostro nero avviluppati in un tango


piango, perchè tutto ciò che ho dentro
non è vero, come quelle tue lacrime sul mio petto
su quella riga bianca, il nostro letto
dove abbiamo scritto, ma poi non abbiam detto.

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Profilo Autore: tempo di poesia  

Questo autore ha pubblicato 194 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Alla resa dei conti
non rimane che accettare
di doversi rialzare
per poi ripartire.
Non c'è tempo per pensare
nè una scusa per non riuscire
a superare i difficili momenti
che la Vita ha deciso di offrire.
Solo in Te possiamo confidare,
certi dell'aiuto che non sempre 
sappiamo apprezzare.
Donaci ogni giorno la forza di perseverare
nell'abbraccio fraterno
che raccoglie ogni nostro tormento.
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Profilo Autore: Cry  

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Ormai non ci credo più
lascio che il mio sogno
voli via e si disperde
in una nebulosa
di una parola
senza contarci ancora
E' impossibile che possa
accadere questo impossibile
sogno lontanissimo
per avverarsi anni luce
da me, nelle attese
che discutono, illudendosi
a volte, nel tempo calmo



  Scritta cinque anni fa

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Ignara pregava nella cappella
quando all’improvviso
si ritrovò su una barella
piangeva  dal dolore  la sorella
e toccandosi la pancia giurava
d’aver  mangiato  solo una crespella.
Ma ben presto
le acque inondarono l’ospedale
e a quel punto non poteva più barare
anche se davanti all’evidenza
al primario ancora voleva darla a bere
urlando a squarciagola:
“ presto fatemi un clistere”.
Che confusione quel giorno in ostetricia
tra obiettori  e creduloni
ben presto si diffuse la notizia
“è nato, è nato  il nuovo Redentore”
Tre chili e mezzo pesava  il bambinello
e lo chiamarono subito Francesco
mentre il personale e gli infermieri
brindavano  all’ Alleluia con il limoncello.
Il Papa appresa la notizia
tuonò dal Vaticano:
“fermate il vostro istinto o quanto meno
che rimanga tutto dentro il dicastero
capisco che dovete pur sfogare
il desiderio e l’ardor carnale
ma perdio usate le precauzioni
altrimenti mi tocca come sempre
insabbiare le vostre tentazioni".
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Fermerei il tempo
che danza silente tra noi
in un istante eterno
mentre i tuoi occhi limpidi
mi parlano d'immenso e profondo sentire
e i pensieri più dolci, di nascosto
tra nuvole e sospiri
giocano a far castelli
di sogni e desideri
che una tua carezza, improvvisa
sul mio viso estasiato
trasforma in magica realtà





 
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Profilo Autore: Anna  

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