Ricordo che di mare
sa il profumo dei capelli
nelle sere d'estate...
E tornerà d'ebano la pelle
con i vestiti a fiori.
Torneranno i sapori dei frutti
che mangeremo fino a saziarci,
E raccoglieremo in un cesto
farfalle e coccinelle.
E nelle serate piene di stelle...
Il respiro della collina sarà la sola
carezza per noi.
sa il profumo dei capelli
nelle sere d'estate...
E tornerà d'ebano la pelle
con i vestiti a fiori.
Torneranno i sapori dei frutti
che mangeremo fino a saziarci,
E raccoglieremo in un cesto
farfalle e coccinelle.
E nelle serate piene di stelle...
Il respiro della collina sarà la sola
carezza per noi.

Lei è così all'improvviso.
Come temporale d’estate,
con la pioggia
che bagna i capelli
lei corre
per cercare un riparo sicuro.
Poi ti osserva,
sorride...
Il suo viso è più bello
e non sai cosa dire.
Lei così dolce,
con le labbra socchiuse
ed aspetta
che tu dica qualcosa.
Ed ora lo dici
vorresti essere lei,
così forte e sicura.
Un dolcissimo amore
profumato e gustoso
ha riempito sapore
ad intense ore d’amore.
Lei è così indimenticabile.
Un sogno!
Ogni lieve sospiro
la sua bocca di rosa,
vorresti sentirla
attaccata alla tua...
Vorrei incontrarti
in giorno strano
ove il cielo
sia ricco di aquiloni
e dove gli aironi
volino con gioia.
Vorrei vederti
tra i ricordi di un futuro
perché non finisca
mai il presente
che viviamo.
Vorrei spiarti
da lontano
se lo consenti
e far si che la mia
fantasia non ceda
alle rughe del tempo.
Vorrei incontrarti
in un giorno strano
dove ogni vuoto
sia pieno di noi
e i ricordi non
rubino mai
i nostri sogni.
Vorrei la libertà
e come uno scoiattolo
percorrere il mio tronco
fino all’ultimo
mio sogno
e incontrarti nel prato
tra le foglie dipinte
d’amore.
Qua il galeone spagnolo
ha il mio dito come mozzo
toglie la polvere durante la sua sciolta passeggiata
scende a un intarsiato porto
e cammina dum dum dum
sotto i due vasetti della Cina
madamigella le vostre mani giunte
aspettano davvero da quel dì
il mio ritorno? Eccomi, nella stola viola vedo tutti i nostri pensieri
intenti a digerire la vita passata
con un bicchierino di China Martini.
Le telefonerò, caro avvocato, rebus 5 9 3 7 ma
sarà il solito sospiro di colomba
messo per iscritto da un illustre sconosciuto.

ha il mio dito come mozzo
toglie la polvere durante la sua sciolta passeggiata
scende a un intarsiato porto
e cammina dum dum dum
sotto i due vasetti della Cina
madamigella le vostre mani giunte
aspettano davvero da quel dì
il mio ritorno? Eccomi, nella stola viola vedo tutti i nostri pensieri
intenti a digerire la vita passata
con un bicchierino di China Martini.
Le telefonerò, caro avvocato, rebus 5 9 3 7 ma
sarà il solito sospiro di colomba
messo per iscritto da un illustre sconosciuto.

Nude e...
grigie pareti
ricamate dalle
fantasie del sole
accolgono i sussurri
di parlottii sommessi.
Petali di rose fatte
seccare ad arte
san diventare
una parte
importante
dell'intesa.
Avendo
la pretesa
di respirare
anch'esse
gli effluvi
dell'ardore.
Ogni storia
emana i suoi
particolari suoni
melodie silenzi ritmi
echi di sospiri e affanni.
E hanno disegnato gli anni
su quel soffitto senza colore
gioiose grida appassionate.
Armoniose voci cadenzate
cantano le ardenti note
di un intenso godere
tra le assi sconnesse
della soffitta ove
la noia sconfitta
è già fuggita
dalle vetrate
delle finestre
arabescate
dai profumati
aliti d'ogni cuore
che ha saputo godere
la sua stagione più bella
urlando la sua felicità
ubriacato da dolci
brividi d'amore.
E lasciando
la scia
del suo odore
nell'aria rarefatta
da tenerezza e...
nostalgia
« L'argomento della mia poesia è la condizione umana in sé considerata: non questo o quello avvenimento storico. Ciò non significa estraniarsi da quanto avviene nel mondo; significa solo coscienza, e volontà, di non scambiare l'essenziale col transitorio. Avendo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realtà che mi circondava, la materia della mia ispirazione non poteva essere che quella disarmonia. Pensai presto, e ancora penso, che l'arte sia la forma di vita di chi veramente non vive: un compenso o un surrogato.» Cit. E. Montale in "Confessioni di scrittori (Intervista con se stessi)", Milano 1976
Non è giusto, c’è trasparenza oggi nell’aria,
i contorni delle case e delle cose sono netti,
i colori sono troppo puliti, sono intellegibili.
Il nostro abbraccio mattutino, e quel bacio,
ci hanno allontanati di un altro paio di gradi
dallo zero assoluto, dal riposo quantistico:
e siamo tipi da funerali di stato, tu ed io,
siamo tipi peccaminosi, satanici, illuminati,
in attesa dell’alba e del risveglio spirituale.
Non siamo nati per lavorare, ma per studiare:
Aleister Crowley, il Raja yoga, le arti occulte,
il triangolo dell'Abracadabra rivolto verso l'alto.
Tanti inutili passaggi, tante immense bugie,
poi l’incuria e il thelemitismo, lo gnosticismo.
E Aiwass, prima tuo, ora mio angelo custode.
Non è giusto, non ho avuto stele di rosetta io,
non avuto accesso ai libri di Thot, alla magia,
al soprannaturale, all’arte degli incantesimi.
Ma dalla nostra nuova casa, Boleskine House,
possiamo ancora sentire l’eco di Jimmy Page,
l’esoterismo che in musica diventa quasi vero.
Pesca, amore mio, un altro tarocco ancora,
e la via sarà descritta, sarà libera e aperta,
ma così fredda da bilanciare il nostro amore.
Non so cosa scegliere, fra la Qabalah e Dio,
fra il mostro di Loch Ness e il volto dei Santi,
allora scelgo te, che sei la mia pace interiore.
E’ stato il tempo
forse il destino
che ha disegnato
quella strada
attorniata di girasoli
è stato il cammino
forse al voglia
che ha avvicinato
lo sguardo
a quei girasoli
è stato semplice
come fluttuare nell’aria
è stato armonioso
confondersi con il giallo
è stato unico
respirare e profumare
ancora non si è tornati
in mezzo ai quei sogni
ascoltando il sapore
di viti e vigne
in fiore
ancora non si è tornati
su quei passi
pochi o tanti
forse cento
ma passi importanti
forse domani
in primavera
o in autunno
si ritornerà
ad inebriarsi
forse il destino
che ha disegnato
quella strada
attorniata di girasoli
è stato il cammino
forse al voglia
che ha avvicinato
lo sguardo
a quei girasoli
è stato semplice
come fluttuare nell’aria
è stato armonioso
confondersi con il giallo
è stato unico
respirare e profumare
ancora non si è tornati
in mezzo ai quei sogni
ascoltando il sapore
di viti e vigne
in fiore
ancora non si è tornati
su quei passi
pochi o tanti
forse cento
ma passi importanti
forse domani
in primavera
o in autunno
si ritornerà
ad inebriarsi
E voglio amarti
di un amore forte
come il vento di tramontana
ama la schiuma di mare,
scompigliarti come una
tempesta di neve e sole,
capovolgerti d'azzurro
nelle profondità e bagnarti
con nuvole e e nuvole
di pioggia benedetta!
Come l'antico Crono scandire
il ticchettio del tuo tempo
e dell'estate calda e afosa
voglio essere l'arsura,
e di quell'arsura...
un refrigerio che mai sazia.
di un amore forte
come il vento di tramontana
ama la schiuma di mare,
scompigliarti come una
tempesta di neve e sole,
capovolgerti d'azzurro
nelle profondità e bagnarti
con nuvole e e nuvole
di pioggia benedetta!
Come l'antico Crono scandire
il ticchettio del tuo tempo
e dell'estate calda e afosa
voglio essere l'arsura,
e di quell'arsura...
un refrigerio che mai sazia.
Al di là del pensiero lo specchio
di chi ha occhi a dipinto di cielo
e pioggia di lacrime che colorano il tempo
nelle attese ingrigite dalle emozioni.
Nel cuore petali d’ istanti finiti
foglie adagiate sull’acqua
lasciate al destino sazie di vita
lungo il flusso delle cose preziose.
Infinito a bocca aperta, lo stupore
risponde respiro sulle ali del sogno
silenzio in carezza aperta sul dolore
con voci create dai legami intimi
in un dio che ha smarrito l’uomo.
E’ la bellezza nell’essere nuvola
è gioco in volo di gabbiani sul mare
a richiamo di libertà nel cuore
dove la fantasia fa promesse d’amore.
di chi ha occhi a dipinto di cielo
e pioggia di lacrime che colorano il tempo
nelle attese ingrigite dalle emozioni.
Nel cuore petali d’ istanti finiti
foglie adagiate sull’acqua
lasciate al destino sazie di vita
lungo il flusso delle cose preziose.
Infinito a bocca aperta, lo stupore
risponde respiro sulle ali del sogno
silenzio in carezza aperta sul dolore
con voci create dai legami intimi
in un dio che ha smarrito l’uomo.
E’ la bellezza nell’essere nuvola
è gioco in volo di gabbiani sul mare
a richiamo di libertà nel cuore
dove la fantasia fa promesse d’amore.
Un occhio mi fa male
non vi sono più sbocciati certi fiori,
il loro capolino è ancora avvolto
codina di sauro
e non si apre,
solo albeggia,
tramonta.
Quale villa che non apre i battenti
qualche lettera chiusa sul vassoio,
il tappino dorato
s'è spezzato
con un tuo piccolo deciso mezzo giro della mano.









