Non c'è amore che viva
senza il tuo nome
sussurrato a tutte le ore,
ad ogni passaggio del sole
sulla mia vita.
L'ombra mia che si muove
per prati e per piazze non
conosce pace senza saperti
nella stessa città.
Ed esce di scena la tiepida stella;
un altra notte s'affaccia
sulle mie membra.
Ed è paura di non cogliere
più il tuo sorriso...
Di non tuffarmi in quegli
astri verdi...
Di non incontrare più
i tuoi passi...
Liberami amore mio,
la paura è tanta...
le corde stringono,
tagliano i polsi,
frustano il viso,
lacerano i miei piedi...
Liberami amore mio,
splendida luna delle mie notti,
stella perfetta per il mio cammino,
frutto dolce per i miei sensi...
Liberami amore mio,
in ogni luogo non so che fare,
in ogni tempo non so che dire,
in ogni strada non ti vedo più...
E l'ombra mia mi segue,
e vive di me, come io di te...
E' morta, morta perché
vive schiacciata,
vive toccando i colori del mondo
ma senza sapere...
L'ombra mia è nera,
costretta al suo buio
perché non ha un cuore
perché non sai chi sei..
2 commenti
Dalle lentiggini furiose il viso di bambina
sul grigio dei muri, corpo d’angelo dall’urlo di fuoco
Guarda -le disse la memoria- fioriscono le rughe
dove lacrime trattenute in questo mondo
sono stelle sulla scala della morte e tu
che insegui ancora il sole nel perduto vento .
Hai primavere distratte in ciclo disconnesso
nell’ozio d’abitudini di nostalgica sequenza
e le paure sbattono sul cuore come onde
con la pretesa d’arredare gli occhi in sogno.
Dalle ferite aperte la vita non sempre si perdona
in memoria s’adagia nel silenzio della stanza occulta
con la tenerezza del viaggiatore al finestrino
che ha smarrito la meta tra le paure dell’arrivo.
Il lettino con l’orsacchiotto e il gattino sono lì
a ricordo d’un mondo ormai bambino
e l’uomo dagli occhi bianchi gli sorride
padre dolce sollevando l’anima nel sonno
nel mentre la donna col piatto tra le mani
nutre di calma l’ultimo addio con un bacio rotto.
Chiudi gli occhi ora, sei pianto di bambina .
sul grigio dei muri, corpo d’angelo dall’urlo di fuoco
Guarda -le disse la memoria- fioriscono le rughe
dove lacrime trattenute in questo mondo
sono stelle sulla scala della morte e tu
che insegui ancora il sole nel perduto vento .
Hai primavere distratte in ciclo disconnesso
nell’ozio d’abitudini di nostalgica sequenza
e le paure sbattono sul cuore come onde
con la pretesa d’arredare gli occhi in sogno.
Dalle ferite aperte la vita non sempre si perdona
in memoria s’adagia nel silenzio della stanza occulta
con la tenerezza del viaggiatore al finestrino
che ha smarrito la meta tra le paure dell’arrivo.
Il lettino con l’orsacchiotto e il gattino sono lì
a ricordo d’un mondo ormai bambino
e l’uomo dagli occhi bianchi gli sorride
padre dolce sollevando l’anima nel sonno
nel mentre la donna col piatto tra le mani
nutre di calma l’ultimo addio con un bacio rotto.
Chiudi gli occhi ora, sei pianto di bambina .
Stringimi e lascia le parole
in balia del vento,
baciami e poi in silenzio
sfiorami.
Non dire, ma guardami
negli occhi
mentre con delicatezza
poso le dita sulle labbra
disegnate d'amore
invitandoti a morire
ancora un pò.
Le parole sono niente
quando i respiri si incontrano
e non dire perchè la musica
inizia a fremere.
Sogno un mondo meno avaro
dove manca il Dio danaro.
Ove tutto si può fare
senza il bisogn del capitale.
Con le banche delegate
a distribuire le derrate,
con i lor vecchi padroni
che ti dan zucche e meloni.
Dove chi ha un pochin più ditè,
te lo dà e non pensa a sé.
Con i loro governanti a lavorare:
come gli altri!
Con le donne più sincere,
che ti stiano vicino:
anche se non hai un quattrino.
Ma perché non si può fare?
Ci dovrem proprio ammazzare,
per il soldo maledetto
che ha creato qualche inetto!
dove manca il Dio danaro.
Ove tutto si può fare
senza il bisogn del capitale.
Con le banche delegate
a distribuire le derrate,
con i lor vecchi padroni
che ti dan zucche e meloni.
Dove chi ha un pochin più ditè,
te lo dà e non pensa a sé.
Con i loro governanti a lavorare:
come gli altri!
Con le donne più sincere,
che ti stiano vicino:
anche se non hai un quattrino.
Ma perché non si può fare?
Ci dovrem proprio ammazzare,
per il soldo maledetto
che ha creato qualche inetto!
!
E' distesa e nuda,
come l’erba al vento ricurva,
si mostra d'ogni sua forma.
E' deliziosa al tatto,
bagnata come i rivoli di nettare
che sgorgano dalla bocca
piena di frutta.
E' perfetta come il cristallo
di neve ch’è così diverso
da ogni altro simile.
E' materna e bella come l’albero
di mele, carico e carico
di semi di vita e frutti
dell’amore.
Io non solo l'amo,
ma indegnamente guardo
le mie misere mani che
l’accarezzano e tremano.
E vibrano di passione,
sudano di tensione,
fremono per il desiderio.
Io non solo l'amo.
Ma perdo il senso d’ogni senso
quando il tempo ci fa
incontrare.
Tutto questo non avrà
che la sua naturale fine,
che oggi m’è ignota,
ma ne sarà valsa la pena.
come l’erba al vento ricurva,
si mostra d'ogni sua forma.
E' deliziosa al tatto,
bagnata come i rivoli di nettare
che sgorgano dalla bocca
piena di frutta.
E' perfetta come il cristallo
di neve ch’è così diverso
da ogni altro simile.
E' materna e bella come l’albero
di mele, carico e carico
di semi di vita e frutti
dell’amore.
Io non solo l'amo,
ma indegnamente guardo
le mie misere mani che
l’accarezzano e tremano.
E vibrano di passione,
sudano di tensione,
fremono per il desiderio.
Io non solo l'amo.
Ma perdo il senso d’ogni senso
quando il tempo ci fa
incontrare.
Tutto questo non avrà
che la sua naturale fine,
che oggi m’è ignota,
ma ne sarà valsa la pena.
Dalla gabbia che ci tiene prigionieri
e non permette allo spirito di librarsi
nel cielo della Vita,
vorrei fuggire.
Altrove, lontano,
dove il cuore può riposare
in una distesa infinita
di sublimi emozioni.
Anelo ogni istante,
tra impegno e fatiche,
a questo Paradiso
mentre gioisco dei traguardi
raggiunti insieme agli altri,
dolce anticipazione
dell'Eterna Gioia.
e non permette allo spirito di librarsi
nel cielo della Vita,
vorrei fuggire.
Altrove, lontano,
dove il cuore può riposare
in una distesa infinita
di sublimi emozioni.
Anelo ogni istante,
tra impegno e fatiche,
a questo Paradiso
mentre gioisco dei traguardi
raggiunti insieme agli altri,
dolce anticipazione
dell'Eterna Gioia.
Sulla vecchia corriera
che insegue il tramonto
figli di una umanità disperata
viaggiano nella sera
verso nuovi orizzonti
verso un cielo sconosciuto.
Vanno a giocare l'ultima carta
e forse subiranno altri affronti.
.
Dignità e coraggio
non si sono smarriti
nell'estenuante viaggio
ma si sono nascosti
nel bruciore di lacrime
che rigano la pelle d'ebano
di quei volti che chiedono aiuto
rassegnati e composti
Una mattina come tante di sole,
il cielo azzurro
con qualche forma strana di nuvole.
La primavera sta arrivando
ho pensato di fare due passi,
mi incammino osservando la natura cosi bella.
Con tanto dispiacere
noto che il sole si nasconde
dietro le sempre più numerose nuvole.
Improvvisamente cambiano colore
diventano nere,
inizia a soffiare il vento.
Strana la natura.
Freddo pungente,
gli alberi si piegano,
il vento strappa via le foglie appena nate.
Meglio rientrare
a casa
prima che si metta a piovere.
il cielo azzurro
con qualche forma strana di nuvole.
La primavera sta arrivando
ho pensato di fare due passi,
mi incammino osservando la natura cosi bella.
Con tanto dispiacere
noto che il sole si nasconde
dietro le sempre più numerose nuvole.
Improvvisamente cambiano colore
diventano nere,
inizia a soffiare il vento.
Strana la natura.
Freddo pungente,
gli alberi si piegano,
il vento strappa via le foglie appena nate.
Meglio rientrare
a casa
prima che si metta a piovere.
I miei
figli
come boccioli
di rosa
colorano
il mondo,
profumano l'aria e
inebriano la
mia vita.
I miei figli
sono come farfalle
in una giornata di sole.
Liberi di volare,
liberi di sognare.
Un giorno torneranno
a farmi visita
e voleremo insieme!
ai miei figli
figli
come boccioli
di rosa
colorano
il mondo,
profumano l'aria e
inebriano la
mia vita.
I miei figli
sono come farfalle
in una giornata di sole.
Liberi di volare,
liberi di sognare.
Un giorno torneranno
a farmi visita
e voleremo insieme!
ai miei figli
Sembrano scheletri bianchi
i boschi nudi di Ficarola,
in basso a ponente.
Sulle poche radure si stagliano
quasi come fantasmi
trasfigurati nell’elegia del letargo
e nella clausura dei gesti impossibili.
Il silenzio è solenne,
non si ode alcun verso
di bestie o di uccelli.
Solo un lontano mormorio d’acqua
soffocato nel ghiaccio dei ruscelli.
La neve assorbe ogni sussurro,
anche un colpo di vento
affonda nel bianco.
Gli abeti, carichi all’inverosimile,
si sono arresi piegando i rami
sotto il peso della neve fino in basso.
Alcuni alberi di ulivi,
spinti dal loro fogliame orgoglioso,
hanno opposto resistenza
facendosi spaccare le ossa senza pietà.
Gli alberi spogli, invece,
dormono pacifici.
E il cielo di ceramica
chiama altra neve.
E con la neve cala dal cielo
una coperta di seta bianca.
i boschi nudi di Ficarola,
in basso a ponente.
Sulle poche radure si stagliano
quasi come fantasmi
trasfigurati nell’elegia del letargo
e nella clausura dei gesti impossibili.
Il silenzio è solenne,
non si ode alcun verso
di bestie o di uccelli.
Solo un lontano mormorio d’acqua
soffocato nel ghiaccio dei ruscelli.
La neve assorbe ogni sussurro,
anche un colpo di vento
affonda nel bianco.
Gli abeti, carichi all’inverosimile,
si sono arresi piegando i rami
sotto il peso della neve fino in basso.
Alcuni alberi di ulivi,
spinti dal loro fogliame orgoglioso,
hanno opposto resistenza
facendosi spaccare le ossa senza pietà.
Gli alberi spogli, invece,
dormono pacifici.
E il cielo di ceramica
chiama altra neve.
E con la neve cala dal cielo
una coperta di seta bianca.








