Una sorta d’inquietudine m’afferra
nella notte galavernosa
e non riesco a prender sonno.
Contemplo la campagna scura e azzurrigna
nel suo riposo rigenerante
dal ballatoio.
 
Nelle tenebre cerco un cesto
per metterci dentro,
come lucciole nel buio,
tutti i bagliori della vita.
 
Saltella una faina
sui rami dell’albero,
un topo fugge spaurito
oltre le striature colorate della roccia.
 
Brillio filiforme in una tela di ragno
tra foglie di eucalipti attraversate da aghi di luce,
iridescenze in una pozza d’acqua,
riflessi di luce nel cielo stellato
e, sulle labbra, strani batticuori.
 
Come turaccioli liberati
in fondo a un mastello d’acqua
i ricordi riemergono
dalle finestre della coscienza.
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Commenti  

catilo*
+1 # catilo* 30-03-2014 06:08
Che dire? Bella, bella, bella! Emozioni pure in un notturno miscuglio di sensazioni e ricordi! Grazie. :-)
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 30-03-2014 17:28
Quando non si riesce a prendere sonno, si fanno i conti con la propria coscienza....con i ricordi che non ci lasceranno mai, bravissimo bellissima. :-)

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