Se potessi intonare un canto
come gli uccelli
sul ramo del coraggio
Se potessi lasciarmi andare
come l'usignolo
nel cielo dell'amore
Se fossi soffice e leggero
come le piume
di un passero in calore
Forse avrei più cognizione
e non sarei così incapace
a questo mutamento
capirei l'evoluzione
di questo sentimento
di un uomo pur sempre solo
nell'agonia del pentimento
sul precipizio della tentazione
di un frastagliato quanto inutile
tormentato volo
tra l'esegesi del mio essere e del perdono
che non agita le foglie,
non spegne candele
e non volta le pagine.
C'è un soffio
che io respiro.
Di esso mi nutro
e con esso amo.
C'è un soffio
che porta a me
la cauta voce di
un sogno vivo.
C'è un soffio
che nasce col giorno
e al calar della notte,
ogni notte,
mi accarezza tutto.
C'è un soffio
che non avevo mai
respirato fra le fronde
piangenti dell'albero
della mia vita.
Quel soffio è il tuo amore,
la tua dolcezza piena,
la tua voce che disarma
e sa muovere ogni istinto...
Quel soffio è mio,
è il mio sangue che scorre,
l'ombra che mi segue,
una luce che mai niente di niente
potrà mai affievolire.
Non saranno codificati.
La lezione ritorna,
Sempre più gelida:
China la testa,
Rispetta il bastone.
Volere è sognare,
Volere è agognare,
Volere è potere.
Ma non possiamo dimenticare,
Siamo ciò che subiamo,
Siamo ciò che ci sta uccidendo.
l'aspetti...
Illuminato
dall'irrazionalità,
volgi il tuo cuore
a ponente,
nell'involontaria speranza
che dal roseo orizzonte
appaia...
Estraneo all'usanza
di chi imbriglia
la realtà
con la ragione,
attendi sereno
l'arrivo dei suoi occhi.
si allontana il ticchettio dei passi.
Mille di mille lanterne formano le fiaccole
del riposo eterno ed è silenzio.
La tua anima passeggia tra quei viottoli
nel buio della notte.
T’immagino lì,
nel tuo elegante vestito
dondolando tra i passi tuoi,
i capelli gellati,
le sopracciglia corrugate e una mano in tasca,
ti giri,
sorridi a labbra strette e te ne vai.
stella marina pe' i suoi amati
vai a imboccare i bambini affamati
con il tuo colore principale
un rosso d'ospedale corallo
hai attraversato l'Oceano Indiano
e all'incrocio con il ponte del pianto
làsciati cadere a pezzi, Lalla,
l'umiltà della dolcezza offerta
aziona l'ideale.
Come un bambino
rimango stupito
vedendo il sole tramontare
scompare d’improvviso
nascondendosi dietro la collina.
Poi come un uomo
faccio mille domande.
Come mai la notte è così lunga
se non riesci a dormire
e il giorno invece
passa troppo in fretta.
Quante volte ho pregato
invocando Dio
pensando stupidamente fosse distratto.
Rannicchiandomi su me stesso
aspettavo una risposta
immediata.
Quanto tempo perso
così inutilmente
sciupando gli anni migliori.
Solo ora m’accorgo,
la risposta era già arrivata.
L’ottusità del mio essere
non l’aveva sentita….
Vieni a prendermi questa sera
portami al mare
assieme potremo parlare
ridere alla nostra maniera
Vieni a prendermi questa sera
sfiora la mia mano
andiamo a guardare la luna che ci sorride da lontano
e si specchia nell'alta marea
Vieni a prendermi questa sera
non voglio stare sola
aiutami a pensare che ancora si vola
nel cielo stellato di questa notte nera
Vieni abbracciami dammi calore
solo in questo modo batte ancora il mio cuore
non farmi morire all'ultimo sole
fammi pensare che nella mia vita c'è ancora amore
sorridimi parlami con il tuo sguardo d'azzurro pieno
aiutami a far tornare in me il sereno
portami un fiore di campo preso sul sentiero
tu non lo sai ma ora sei solo tu il mio pensiero
voglio sognare...
voglio una carezza
per emozionarmi e vivere,
una carezza
che travolge tenera la sera,
come una ragnatela
impigliata al tuo petto,
incastrati i pensieri
tra cumuli di carta
dove due cuori si cercano
dove le lettere prendono vita,
scavano, leniscono e gravano d'amore
al punto che tutto diventa l'essenziale.
E sfioro la gioia con un dito
sulla pagina aperta,
e pura appare la notte
con una tua carezza.
Non sono le parole cattive
che ci trasformano in bestie
ma il dilagare delle amarezze
nelle similitudini dei peccati
che commuovono la vita
guardandoli con occhi perplessi
nell'istinto del cuore
come un vero viaggiatore
su una nave correttiva
Se un raggio di sole
potesse far luce
nei tuoi occhi
sentiresti
l'anima che vibra
in quei silenzi nascosti
mettendoli a digiuno
premiando l'anima
come miglior amico
che non sostituiresti
mai con nessuno
invitandolo ad adorarti
quando la notte
ti avvolgerà nell'oscurità
delle tue paure, nelle albe
di interminabili respiri

Meno male che c’è il sole
a scaldare le giornate
troppo lunghe da passare
con quest’ansia che assale
avresti bisogno veramente
di respirare almeno un po.
Meno male dopotutto
c’è questa dolce poesia
con la sua voce delicata
s’affaccia ogni giorno
davanti al cuore tuo
facendolo brillare,palpitare
ed inventare nuove fantasie
da poter di nuovo custodire
gelosamente come un tesoro.
Quando poi il sole stanco
dirà alla luna di prendere posto
in questo cielo e farlo illuminare
insieme alle stelle.
Tu sarai lì ad aspettare.
Non sarai stanco
ma solamente più innamorato…
ai fiori di rosmarino del balcone
alle erbe spontanee
sul fondo solare delle lampadine
luppolo in germogli,
uno di questi nostri primi baci -
ma sapevo già di dover andare via,
tu sbocci in una poesia dove piove.
come l'animo mio,
vuoto di senso
in quest'acre
monotonia...
Fluttua stanco
il pensiero,
vagando per
desolate memorie
vissute nel dubbio.
Chino è il capo
sotto la fitta pioggia.
- - - - - - - - -
Serena avanza
su un tappeto di fiori.
E' il dolce vento
che spira amore...









