Sulle ali del tempo la vita arena
elegante di morte depone la riva
dietro la feritoia del cielo che cola
bacia la storia dall’alba corona
delicato mare di sagoma nera
con legacci ai piedi dal dolore pieno.
Esile pura la vergine Era al moto celeste
l’immortale sovrana a coccio di tomba
nel nulla oscuro del tutto che aliena
squarcio d’inganno dal vivere appena .
Nell'ora il perdono se vivere è stato
cara illusione l'amare nell’aver amato.
era ancora l'alba ,
gli occhi gonfi
umidi di pianto,
le mani sul cuscino
cercavo il tuo calore
il tuo profumo,
sentivo l'odor d'incenso,
sentivo una musica,
cercavo nel mio cuore
sentivo i battiti galoppare,
volevo continuare un sogno
ma la luce del mattino
scacciava la magia.
Inseguivo un sogno
ma la realta si parava contro,
sbattevo la mia testa sul cuscino,
asciugavo le mie lacrime
e cercavo di farmi forza,
poi
mi sono alzata ed affrontato il giorno,
solo per un attimo
ho lasciato correre il pensiero,
ma solo per un attimo,
poche ore..
poi tornera' la notte
mi addormenterò
e andro' incontro al mio sogno:

per coloro che ci umiliano,
per coloro che spacciano la stolta crudeltà per effimera goliardia.
Ti condurrò su un altopiano a strapiombo sul cielo fin quando non avrai imparato a sentirti libero,
ti porterò ad ascoltare le risate dei bambini fin quando non avrai imparato ad essere felice,
dovrai sentirmi parlare di te fin quando non avrai imparato a conoscerti ed amarti.
Il vento ha smesso di soffiare da quando non ha più avuto ali in volo da sorreggere,
capelli ordinati da scompigliare.
Odio sognare.
Odio le immagini trafitte dalla luce del giorno appena prima di tornare alla realtà,
odio l'aria vacua intorno a me, ed il nulla che la occupa.
Non era solo edonistica libidine, era un velo irrorato sulla fronte febbricitante,
era la felicità diversa da come prevista ma comunque perfetta, se non di più.
La pietà mi lacerava lentamente mentre la farfalla, segregata nella prigione d'ebano,
premeva contro la finestra credendo di possedere i tesori che ne stavano oltre.
Uno scudo vitreo li proteggeva dal suo desiderio di appropriarsene.
« Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza » Cit. Lorenzo De’ Medici
Me lo avevi detto tra parentesi che non mi amavi,
che la linfa corre vivida solamente nei mesi estivi,
e che oggi non è permesso giocare sul monte Zas.
E allora non vorrò mai più stare con te:
non ci sarà il Dio Dionisio a rincuorarti,
l’oro di Efesto o la tua Corona Boreale.
Non ci sarà alcun esilio di Nasso,
né Teseo il Meschino, né il Minotauro,
non ci sarà l’intricato Labirinto di Cnosso,
e neppure il tuo filo di lana, mia dolce Arianna.
E rimarrai sola, tu, mutata da Dio
in una costellazione splendente,
a vegliare sulle terre delle Cicladi,
mentre io piangerò, solo come sempre,
aspettando una qualche apparizione,
e un po’ di conforto.
vedrai i tuoi occhi brillare,
non dare ascolto a parole
consumate trasportate dal vento
nell'attesa dietro il vetro.
Segui se puoi senza
dare all'occhio
il tuo cuore non tradisce
i tuoi passi
ma cammina al tuo fianco
e con te resta a guardare
i colori tenui dell'alba
e con te ascolta quella musica
che fa danzare
che trascina nel mondo magico
di un viaggio senza fine.
Praticare strade nuove e tortuose
Non mi va….
Star seduto a pregare nelle chiese
Poi si sa…
Resto fermo nell’involucro del mondo
Senza troppi giri e verbi coniugati
penso agli altri come animali impagliati
Sulle scrivanie dei potenti
Innamorati degli oggetti, dei diamanti
non come loro, io cerco nuovi ori
confido in… tempi migliori
Che ti appartengono...
Osserva il giallo delle
Margherite,
La perfetta armonia delle
Viole,
Il rosso porporino delle Rose,
Le tenere e bianche
Foglie dei Calli,
L'oro ambrato delle Gerbere,
Il verde poroso
delle foglie.
Tutto è
il giardino della vita ...
Tutto ti appartiene.
Cogline pure
figlio mio ....
Finche' non finiranno!
a mio figlio
compie questo destino
azzarda un gioco bizzarro
con i miei vorrei
e i suoi progetti
Cammino tra la gente
respiro la tua mancanza
cercando il tuo sorriso
tra i tanti volti
e le voci squillanti
e la folla dei pensieri si muove
al ritmo di quesiti e risposte vane
i dubbi s'insinuano
tra i miei punti di vista
Gli occhi malinconici
viaggiano
sulle note della pioggia scrosciante
ed esondano pensieri
come barchette di carta
trascinate dall'acqua
verso mete lontane
luoghi che appartengono a te
Questo destino si diverte
m'illude
di effimere coincidenze
spero
sospiro
Intanto piove
e non ci sei
tutto è crollato
pianti,
disperazione,
il rifiuto di credere
che non sei più tra noi.
La vita di tutti è cambiata
come un colpo improvviso di vento
il cammino di tutti noi
sarà difficoltoso senza di te
sei stato più di un fratello
ti sei sempre preso cura di tutti.
Ci accompagnerai nella nostra vita
ti porteremo sempre nel cuore
ci hai trasmesso molte cose
sei stato una persona stupenda
sarai sempre con noi
ogni giorno ogni istante.
Sarai sempre il nostro maestro di vita
la nostra ricchezza interiore
saremo sempre uniti
qualsiasi cosa accada
sarai per sempre
il nostro eroe
il nostro Zorro.
Sarai sempre nei nostri cuori, non ti dimenticheremo mai, ciao ZORRO.
Quano amore
quando ti guardo,
quando ti penso
e ti sento vicino.
Quanto amore
se guardo le mie mani
e le vedo tra le tue.
Quanto amore
quando guardo i tuoi occhi
e mi vedo riflessa nei tuoi,
quanto amore
e quanta tristezza
quando mi sento sola
e sento che il tuo cuore
non batte per me.
le lancette dell’orologio
scandiscono il tempo,
inesorabilmente,
sui crucci delle persone,
sui coppi dei tetti tribolati
e sulle strade angariate.
Il paese vive la sua vita invernale.
Le giornate e le notti si confondono,
l’ombra e il buio nascono senza violento contrasto.
Il mattino spruzza un po’ di chiaro nell’ombra
con la pigrizia annoiata di un compito eterno.
Nei vicoli fischiano le raffiche,
nei focolari fuligginosi
crepitano ceppi d’ulivi.
Radi capannelli di giovani,
avvolti nei loro giacconi,
il viso sprofondato nei baveri,
passano ore a guardarsi taciturni
o ad ascoltare la narrazione
di un fatto cui nessuno crede.
Un’eloquenza verbosa
affoga il garrulo discorrere
nella sapienza ubertosa
e in un arcaico fingere.
E l’immobilità dello spazio
trova il suo correttivo
nella dinamicità della fantasia.
un cielo senza colore,
il biondo sembra sferzare il colpo tra i verdi mescolati tra loro
il bruno, falena, dorme, nelle cortecce -
l'acero palmatum reagisce a stento ai miei stanchi desideri,
e subisce un vento leggero
oscilla il suo cartellino d'identità.
d’Aprile
respiro il silenzio
e aspetto
il fiorir delle rose
nel giorno più lungo.
Immenso è il campo
come la malinconia
che mi avvolge
come il vuoto di un lampo
nel cielo ricurvo.
Aspetterò il profumo
di Maggio
per estirpare le spine
in un cuore
malato da sempre
rinchiuso nel bocciolo
di un amore ancor sconosciuto.









