Del tuo amore saziami
dei tuoi baci dissetami ,
vivimi nella tua anima
chiudi gli occhi
e entra nei miei sogni impuri .
È solo un sogno !
Tutto appare possibile :
figure angeliche si mostrano beate ,
sollevano turbini di luci ;
nel fatale raggio ,il volto tuo acceca .
E benché io mi vanti
d’essere il sol poeta ,
taccio i miei amori …
Privo di tanta veemenza
acclamo l’eccelsa concubina .
Attonito riprendo la mia spada ,
sono amante e ladro
e gli ruberò il cuore ,
il soffio leggero che mai gli rimane .
Io l’ usurpatore ,
sozzo d’ogni male …
vampiro dell’ingenua innocenza ,
traggo i virili gesti ;
il ricettacolo del fasullo galateo .
Dentro un sogno,
dentro te palpito invadente ,
freccia che scocca sulla sottile pelle ;
tu la dea prodigio che fa innamorare .
dove si posa
colora i cespugli di rovi
di sottili e fragili foglie,
i colori inventano i giorni,
tramutano i sensi.
Appoggio i pensieri
sul cuscino
conservo un cielo stellato
all'angolo del petto
e ogni tanto .
ci appoggio gli occhi.
“C'era una volta... – un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.” Cit.
Da una qualunque
delle mille case piccole,
da sempre abbarbicate
sul pendio scosceso
di una frazione surreale,
ti mando un caro saluto
ed ancora un ultimo bacio:
l’alburno fresco delle guance,
il durame inerme del cuore.
E se siano state 80 crazie,
o 400 miseri quattrini;
se sia stato per caso
e senza troppa voglia,
o se sia stato il singulto
di un vero amore:
io questo non posso saperlo.
So solo che ci sono un focolare
e una vecchia pentola
dipinte sul muro umido
di questa fredda prigione.
So solo che la carne è nel legno
e la germinazione nella durezza,
e che purtroppo
il mio vestituccio è carta fiorita,
le mie scarpe sono scorza d'albero,
e il mio cappellino è midolla di pane.
Intanto puoi pensare quello che vuoi, tu,
ma non è vero che sono un burattino di legno,
incline alla menzogna e sempre nei guai:
è solo che tu sei troppo lontana,
mia dolce fata turchina,
e il fumo grigio marrone
del mio corpo che arde
non sarà per sempre favola.
Perché sono morto da tempo,
io, senza saperlo;
e se sono rimasto qui,
nell’immaginario collettivo,
è solo per poter sognare ancora:
di averti, di baciarti
e di scaldarti,
col mio proprio fuoco.
“Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.” Cit.
Piove così sottile
molto in silenzio
piove di sole spento
piove perché
anche il grigio parla una lingua
e sporca le rose
Piovono sassi sul fogliame
una cenere nuova fa distanza
E' marcia la terra
spariscono orme
di quando si aspetta un raggio
un bagliore un fuoco
un “quanto mi scaldi”
un come
vaporizzato
dalla meccanica dei fluidi
così che va
tutto ciò che abbiamo
che siamo
-e ora come stai?-
dalla terra in su
Dimenticai
i falò dell'estate
le albe meravigliose
le carezze del vento.
il pallore del buio
appena sentii i tuoni .
Dai vetri intarsi di grumi
e nuvole nere
il cielo e i muri del colle.
*
Immaginai allora
la nebbia scarlatta
la spiaggia deserta
la notte dispersa
i drappi schiumosi del mare
nella pelle di fragola.
*
E nel respiro
dividemmo i pensieri
e tu mi guardasti
come si guarda
la pioggia!
perciò la notte svanisce
tra le tue mani soffici come nuvole,
nuvole sono i tuoi occhi
su cui atterro dolcemente
con tutto il peso del mio cuore,
qttenti ai tuoi segni,
ai tuoi zigomi vitali,
alle tue ciglia,
archi di orizzonte.
Ti amo per il sole che mi dai
e per il cielo immenso
su cui scrivere con tutte le stelle
della mia mente.
Tu sei il mio giorno
come un campo di grano,
tu sei il mio giorno
e io, luna obbediente,
tramonto dietro i tuoi perché.
lasciami cadere
lasciami ritornare
dove ho sempre camminato
dove ho sempre combattuto
dove ho sempre amato
sono stato a lungo zitto
seduto sul mio io
cercando di non svestire
quanto la mia anima trattiene
spesso sono stato naufrago
nei pensieri e nelle parole
sono stato in mezzo alla gente
ma ero solo
lasciami sognare
lasciami cadere
lasciami ritornare
dove ho sempre camminato
dove ho sempre combattuto
dove ho sempre amato
quanti muri ho scalato
su quante stelle mi sono appisolato
sempre dentro me
sempre con me
ho dipinto i tuoi occhi
ho vestito le tue mani
stringendole alle mie
e poi posandole al cuore
lasciami sognare
lasciami cadere
lasciami ritornare
dove ho sempre camminato
dove ho sempre combattuto
dove ho sempre amato
lasciami sognare
lasciami volare
lasciami andare
dove sono stato
dove mi sono specchiato
dove mi sono colorato
Giulia che cammini pensierosa
Su quei tacchi da donna vissuta
La gonna troppo corta
Per coprirti l'anima nuda ...
Giulia chissà se i tuoi pensieri
Incontrano il filo spinato
Di questo amore confuso
Di cui ti vuoi liberare ...
Giulia le tue amiche
Ti vogliono simile a loro
Ma sembra impossibile
Che tu voglia arrivare laggiù ...
Giulia questa sera con lui
Non nascondere gli occhi tristi
Dietro il fumo di un ti amo
Ama le cose che senti
E amati un pò di più ...
Amalo un pò di più ...
Giulia che ti senti socchiusa
Fra una portiera ed un sedile
Non era una prigione
Ma un'isola tutta per te ...
Giulia questa sera per strada
Non c'è più nessuno che aspetta
Che tu scenda dalle scale
Per andare a vedere la Luna com'è ...
Giulia ormai puoi andare
Senza preoccuparti più
Che un sorriso ti possa accusare
Di essere come non sei ...
Giulia questa sera con lui
Sei tu ad essere lei
La regina del giovedì
E la riserva del weekend ...
Giulia fra le onde del mare
Si respira l'odore di vivere
Finalmente ti senti leggera
Ma la polvere arriverà ...
Abbandonata dietro una porta
Con un'altra vita da crescere
Giulia cosa vuoi nascondere
Il tuo cuore si sente lontano
Anche se gridi senza urlare
Tremano i vetri dentro di te
Puoi ancora guardare la Luna
Puoi ancora amarti di più.
nel letto dell'autunno,
oboe di farfalle
nella luce ultima del pomeriggio -
o ancora quelle sementi
dalla lente a nòcciolo,
o dall'ala marrone.
L'uno e l'altra
sotto un lembo di tristezza
che cade vicino
alla riconoscenza.
Se potessi...
Ti darei il vento
immaginandoti nebbia
ti darei una lacrima
immaginandoti deserto,
in ultimo un sorriso
immaginandoti Autunno.
Un dipinto di luce e di sole infinito!
Come un volo mite di rondini
saluta questo triste viaggio,
questa memoria che spettina
i profumi della tua vita,
respira il tuo tempo
non il mio!
Cancella se puoi
tutte le ombre
che svegliano le notti insonni,
non ascoltare
il canto del tuo cuore, inganna!
E' una chimera che confonde
la Primavera... e fuori piove!
Donami ancora tempo
un ultimo respiro che fermi l’istante
in quel volo spensierato d’aquilone
fino a smarrirmi nel tempo
e imboccare la strada del cuore.
Donami un sicuro abbraccio
un ultimo schiaffo come quello del sole
che non mi faccia mentire sui ricordi
quei ricordi già pronti a volar via
come foglie in declino.
Donami un ultimo respiro
che mi aiuti a trovare il corso del fiume
nei vetri frantumati dagli sguardi
nei tempi deserti dei silenzi
rafforzati dalle fantasie della notte.
La musica di Mozart ti accompagna
Cosa cerchi
Gli alberi hanno foglie dai colori magici
L’aria tiepida ti scalda l’anima
Cosa cerchi
Il sentiero è spianato
Chi incontri ti sorride
Cosa cerchi
Tu ti avvicini e mi abbracci
Non ho bisogno d’altro
Il sole ora illumina la stanza
della rabbia e del rancore
ho veleggiato sopra mari
pregni di dolore
ho cantato alla luna
di quel forte sapore
nelle onde io cercavo
sprazzi di colore
segui segui
tu mi hai detto
segui segui
il mio vento
segui segui
tu mi hai detto
segui segui
il mio vento
sopra le lancette
di un orologio fermo
rincorrevo il tempo
andando all’indietro
ho toccato anche le stagioni
rimanendo appeso
al loro movimento
giorno dopo giorno
segui segui
tu mi hai detto
segui segui
il mio vento
segui segui
tu mi hai detto
segui segui
il mio vento
tutto troppo bello.
Forse un sogno...
un amore nato per caso.
All’improvviso ci ha travolti
sconvolti.
Presi totalmente
annullando tutto e tutti.
Non aver tempo per nient’altro
che noi.
Dolore quasi insopportabile
ad ogni separazione.
Vivere pensando e sognando
il momento di rivederci.
Attendere con ansia quel buon giorno
che ci illumina la giornata.
Quella voce
assonnata.
Un amore travolgente
che la vita ci ha regalato.
INVADENTE
LA PIOGGIA DI QUESTI MOMENTI
STRANI, CAMBIATI
SOFFOCANDO IL RESPIRO
LASCIANDO SOLO I RUMORI
SEGNI SULLE PARETI
NON PIU' RIPARO
SOLO MACERIE
PER RIPARTIRE
DOPO IL TANTO ATTENDERE
DI UN SOLE SVOGLIATO, ANCORA NASCOSTO
COME AL CAMBIO DI STAGIONE
CON LE GAMBE NEL FANGO
ROTTAMI NEL CUORE
FORZE FINITE
NELL'ATTESA
DI GUARIRE I NOSTRI OCCHI
DAI PIANTI PASSATI
AL VEDERE SCORRERE
ANNI IN SECONDI
NELL'ASCIUGAR DELL'ANIMA









