Innamorata è la mia donna ,
di me ,tu, come la rosa !
M’incontrasti un dì per caso
quand’ero perso e deluso …
La tua voce mi rapì e fosti presa
sei amore in libertà libera e decisa ,
sei nella mia carne nella furia cieca
gemi sensi e ritrovi la tua mente .
Trovi la porta che s’era chiusa
il poeta del degno lato ,
l’innamorato che sa amare alla follia
carezza la tua chioma bionda .
Ti fa’ sentire ancora femmina!
L’amante senza scrupoli che sa cosà vuole,
cosa realmente prende
insieme a me sogna la pazzia .
Di amori in libertà ne è pieno il mondo ,
fuggono dai mali ,i più tremendi :
dagli stupri , da mostri senza cuore ,
da volgari che fanno passerella .
Amore ! Amore in libertà
amor profondo !
Tu che della vita mia seme ne raccogli ,
dipingi col pensiero ogni tuo vanto ;
Ti colori in me ,di rosso sangue .
e nutriremo di miele
i nostri sogni.
Tra le rose smarrite
d’un attonito novembre
asciugheremo lacrime
nei colori boreali
del bosco incantato.
Verrà l’inverno
e i pensieri danzeranno
in vuoti rigagnoli.
Come nei mugugni smorzati
d’un ricordo sbiadito
sbocceranno promesse
tra i ciottoli
di parole non dette.
Arriverà l’aurora
come un Cristo risorto.
Desideri e speranze
risaliranno il gorgo
nel freddo mattino.
E tra i fiori rutilanti
del crepuscolo
rinasceranno primitive passioni.
Ci saranno altre sere
a rinverdire i nostri pensieri…
E torneranno altri inverni
a ridestare i sogni.
E' guardando il cielo
che hanno vita i miei pensieri,
con le nuvole sospese
come pagine di un diario,
ricordo ...ne custodivano i segreti
ora ne guardo il passaggio.
Quante piume bianche e delicate
a forma di ciuffi e di cotone increspate,
senza ombre, trasparenti e tondeggianti,
estese e piatte e ad onde del mare,
il più delle volte compatte e scure
temporalesche, paurose, minacciose
poi incantate uguali all'alba e al tramonto
rosate e turchesi,
oltre la siepe la in fondo
mi guardano
in attesa del mio vento e
mi danno la pace!
Vengo a te,
tachicardico pensiero della notte,
con braccia che sostengono
il soffitto carico di ricordi e sangue.
Vengo a te,
tra il rumore
di questi silenzi
che imbavagliano l'anima
e la voce dei venti
di questa bufera.
Mi trascino ansimante
ai limiti del destino,
ai bordi delle giornate uggiose
che ci dispensano
fumo e verticalità
discendenti
di grezza materia sognante.
Riesci ancora a farti desiderare
Nascondi con un po' di trucco
la stanchezza dai tuoi occhi
mentre fuori c’è un altro cliente
ancora lì fermo ad aspettare.
Sorridi quando scendi
ma certi sgradevoli commenti
Sono difficili da sopportar
Bevi, mandi giù un’altra tequila
Fingendo di abbandonarti a pensieri
molto lussuriosi
finché qualcun altro fiero, spavaldo e fragile
non si illuderà.
Un’altra doccia e una nuova esperienza da dimenticare
Il rossetto, la borsetta, i lubrificanti
E un’altra vita da compatire
Danzi senza risparmiarti
come un vortice ruoti sul quel palo,
per un attimo sei senza respiro
la paura di cadere
e l’insana consapevolezza che
tanto ti saprai rialzar.
Si sta bene nell'autunno imperfetto
dove farfalle non vestono il distacco
Per lo strano gioco di luci
-non ne ho accesa una-
mi tieni compagnia
in una scena senza abitanti
Mi scalda il fuoco
il lato del sogno
Un solco sul viso
estemporaneo
come questo verso
senz'accento
si colora e si assorbe
nel flusso spezzato delle notti
Nelle pupille appare
il buco più fondo
Entrano ed escono
strisce di nebbia
foglie straniate
voglie
(chissà)
Il crepuscolo attende
una cortina di luci.
In filari ordinati tredici stelle
trattengono il cielo
in una cornice ,
avanzano sul mare
parlano al vento,
profumano d'essenza,
sanno d' incanto.
Sei nata ieri
nei rintocchi confusi
e ora sei quiete
nell'acqua di un lago,
sei un cigno
che veste il mio inverno,
una carezza appesa di seta,
un fresco bocciolo di rosa,
riccioli d'oro
di un' eterna Primavera.
Vorrei per me
il tuo bacio della sera
mentre dormi ti guardo
e ti resto accanto.
Buon Compleanno
un filo di luce da un lumicino
che sembra ritorni quand’ero bambino
da solo a dormire nell’intima stanza,
aspetto parole che diano speranza
che dicano quanto l’amore è vicino
e vale la pena seguire il cammino
di questo tormento di secco e fragranza.
Ma tutto si perde nel buio aspettare
distrutto nell’anima ansiosa ed illusa
di ciò che io sogno nel mio fabbricare
castelli di nubi nell’aria confusa
di spirito in pena che non sa domare
la sua fantasia anormale ed intrusa.
che s’incaglia sui rammarichi
rendendo inutile ogni passo
serrando le orecchie a ogni suono
Forse… sono le carezze non date
che hanno reso il cuore duro
cancellando ogni lacrima
dai dipinti della vita
Forse… avrei dovuto osare di più
e prendere a schiaffi la luna
cancellando i sogni
e ridipingendo ogni attimo
Forse avrei dovuto smettere di pensare
ma agire rompendo il filo del silenzio
senza raccogliere le mani tese
che mi vestivano gli occhi
e combattere
per la vita… per ogni vita.
se ho qui tutta la tua immagine,
muta e immanente,
sospiro di un segnale
d’allarme
per il cuore,
se ho qui nascosto
il segreto dei tuoi ritorni,
la tua flemma usuale
di ricercatrice d’ombre
e di volti.
Che bisogno c’è di un silenzio,
se tu sei lì, semplicemente,
oltre quell’assenza
che ha il sapore del tutto?
Oh, sì, ho letto da qualche parte
dei tuoi stivaletti da bambola,
li toglievi - o lo fai ancora -
per metterli a un morto coleottero di parole.
Ne salta fuori un soufflé dolciastro
dalla crosticina lunare
insomma, un po' d'anemia, nei contenuti,
ma un bel grido allo scandalo.









