guardando dentro gli occhi
il cielo mi risponde
dall’alto fa scivolare
colori azzurri
ed orizzonti infiniti
seduto su una panchina
parlando con me stesso
l’anima mi replica
da dentro fa implodere
meraviglie della coscienza
e della mente
seduto su una panchina
mordo il tempo
l’aria mi sferza
ancora un vento di stagione
scopre nudi pensieri
ed emozioni mai sopite
sposa il mondo:
di mattina si fidanza
e lo guarda,
di lontano
quasi presa
da una dolce timidezza,
dall’attesa…
Poi le nozze
si compiono e lei
manifesta
i suoi mille
progetti, la sua folla
inesausta
di splendori e magie,
sino al tempo
dell’alcova,
della sera: è in quell’ora
che il bagliore della luce
lentamente
si ritira,
per l’intimità nascente
con lo sposo
già disteso…
Ti accendi d' incanto e dai sapore alla vita
senza di te le stelle
non sarebbero le lanterne del cuore.
Senza di te tutti gli attimi
raccolti dall'alba al tramonto
non avrebbero calore.
Parli con il sorriso e
hai la bocca piena di nenie e di passione
di mani che danno e
cercano l'amore.
E ti perdi "Donna"
nell'urlo del vento che tutto scompiglia
nello sguardo della luna
che non si meraviglia
piange
ma non cancella la tua ombra.
nubi dell'inverno
che vanno verso il mare,
verità racchiuse
nel seme che nascerà
se verrò l'estate.
Fruscio di acque monotone,
di fontane sommerse nel ghiaccio.
Re della notte,
cappelli,
fumosità di vecchi
che trascinano lo sguardo
oltre la soglia della vita
a masticare l'inverno
che ci rimane nel cuore.
scrivo parole
nascoste dentro il cuore.
Faccio viaggi immaginari,
con la mia fantasia
posso arrivare dappertutto,
mi basta chiudere gli occhi
e tutto si trasforma,
anche i momenti brutti
diventano belli.
Sognare, immaginare,
ridere e non piangere,
fare finta di niente
per poi ricominciare.
Sono un sognatore
catturo ogni cosa
la chiudo dentro un libro
per non farla scappare.
Mi piace inventare,
non ho tempo per dormire
ma tanto tempo per amare.
Sono soprattutto l’io stesso,
un piccolissimo puntino
dentro un universo
così immenso…
Ho sorriso, guardandoti attraverso i vetri della macchina,poi ,ti ho visto sulla strada, immobile, rosso del tuo stesso sangue.
Mi sono fermata ,ti ho preso per portarti lontano dove nessuno potesse violare il tuo corpo, ancora caldo.
Nei tuoi occhi ancora la liberta' , in fondo ad essi gli ultimi bagliori di vita.
Hai conosciuto la nostra crudelta',la nostra pieta' ed io con il mio bagaglio di tristezza proseguo il mio cammino.
Spogliate nostalgie
di foto in bianco e nero,
In un angolo
rimasugli di seta.
Bucce di mandarino.
Cuscini odorosi di lavanda.
Sul prato orgie di margherite.
La sedia vuota
dove riposa un vecchio gatto.
Una maglia lavorata ai ferri
sull'uscio di casa
per impedire alla pioggia di entrare.
Ancora si bagna
il solito dolore.
Voci che gli alberi
hanno intrappolato nelle radici.
Guardo attorno
respirando solitudine..
Gesti che non sanno di minestra,
di ravioli la domenica,
di una tazza di latte
dove affogare zattere di pane..
Lontane risate.
Mani abbandonate sulle ginocchia.
bianca pietra illuminata,
guardi nel mio io
con privilegio d'intromissione
anche quando vorrei essere lontano
e chiuso in ermetici silenzi.
Hai le chiavi degli animi
-o dei miei pensieri almeno-
ed io sono tuo schiavo
allo scadere delle maree delle sizigie
quando vieni a far l'amore tra le mie sponde
e mi riprendi con cordami di luna.
Tutto si quieta, tu mi conosci.
E anch'io ora
godo la tua pace
infine
tra spiagge mie
e occhi brillanti
“Dove c'è solo uno da votare, questa è la scelta di Hobson - prendere o lasciare.” Cit.
Io non lo sapevo che la mia esistenza
avrebbe sconfinato nell’assurdo,
e che mi sarei trasformato
nella bottega stessa.
Ma Mefistofele era bello
nel suo vestito scuro;
e la mia aspirazione,
giusta o sbagliata,
era una firma blu
su un libro rosso.
Così, ora che il passaggio
alla visione spirituale
si è aperto al Nulla,
posso vederla anch’io
la sua armonia universale:
e sono tante anime fiduciose
ed una sola intelligenza diabolica.
Ci sono alternative però:
contraddizioni, paradossi, poesie,
e tante frasi insolubili, dove una è vera
e quella che segue è falsa.
Se solo potessi impazzire
(ma tu non lo capisci che stiamo morendo),
sarei l’uomo felice che lascia per sempre il suo labirinto:
attirato, per autodistruzione, da un fatale amore per l’infinito.
Il tuo Dio mi avrebbe anche salvato, lo sai no?
Per far sparire il mio creato nel nulla,
nella notte dei tempi:
come se fosse realmente qualcosa.
Ma anche se sono nelle grinfie di Arimane,
non ti crucciar per me, povera piccola anima libera:
vedrai che alla fine sceglierò di preferire te,
a questo mio tanto agognato
Vuoto eterno.
dei tuoi assolati borghi
con voce sofferente
per non tacere a lungo
posando gli occhi a terra
a distanza di pochi passi
nei diurni
privi di nembi
in momenti distesi
di marea, priva di controlli
in delicati saliscendi fioriti
accarezzando le ordinate mura
sussurrando senza parole
questa gioia, da avaro turista
a te, che rimani
il mio modo migliore di spendere i giorni
Ho bisogno talora di andare: vagabonda
mescolarmi alle strade
i miei pensieri lasciar camminare e sentirli
finalmente rallentare.
E studiare le varianti e le costanti della vita
- matematica segreta -
Della gente che passa ogni volto e andatura
studiare: giocando a immaginare
in ogni istante e per ciascuno un passato,
un presente, una storia.
Non mi servono
vestiti firmati,
appariscenti.
Non mi servono
termini eruditi,
altisonanti.
E' dalla
solitudine sonora
che sgorga l'esatta
parola,
dall'esperire la vita,
il creato e la creatura
che la nostra eleganza
si mostra
e si affina
senza paura.







