Rigurgiti di vento gelido
sbarrano il transito alla primavera
e si trascinano echi di memorie
che si propagano in grovigli di rami
ed archi ancora spogli
e l’edera si fissa, definitiva, ai muri porosi:
difficile separarla!
E di stormi,
rondini ne tornano in poche.
Se stacchi dal suolo la mia zolla
striature, vedi,
di respiri
e impronte di viaggi
d’amore e di speranza;
graffiti di vita
in bilico tra luce e penombra;
occhi persi nel buio dell’attesa
che la luce del giorno ingoi,
col fumo della notte,
lo scarto del distacco.
E mi piace dipingere il nuovo giorno
in un volo di aquiloni colorati,
nell’abbraccio di voci confuse
e complici sguardi,
di pensieri sospesi
a generare bellezza.
Ora si che i sensi
sono così:
come quando la pioggia
cade dal cielo
in una serata d'agosto.
E le tue mani
in quel momento
sono come il vento caldo
del deserto
quando fa volare la sabbia
facendola diventare un vortice
ed avvolge tutto
come il tuo desiderio
d'avvolgere un caldo abbraccio
dentro il tuo corpo sensuale,
così il fuoco della pelle
può esplodere in qualunque momento.
Ora si che lo sai
piacevolmente femmina
dentro quel bel vestito scollato
con sotto niente
ma solo la voglia
dell'essere donna.
Ogni goccia di sudore,
i sospiri,le parole,
danno profumo al tuo respiro.
E diventi come il mare
con le onde che cominciano a volare.
Ora si,
sei così....
Bellissima dentro quel deserto
un vertiginoso vortice
ed avvolgi i sensi
in quel tuo trasparente pudore.
Ed il tuo vestito diventa suo,
come la tua voglia
e tutto il resto...
da i miei primi passi.
Vagabonderò tra le vie del mondo
alla ricerca del tuo amore,
raggiungerò quegli orizzonti
dove il cielo e la terra
si incontrano,
finchè le nostre anime
non si apparterranno.
invola mente sulle vele del tempo
amore per la vita in scrigni d’uomo.
Scava ricami di mare dal dolore cullato
profondo fianco, specchio muto di ventre.
Risuona armonie di flauti e violini in poesia
aperte su sentieri di cielo a nido d’arpa
di primo mattino in corteo lungo il cammino
dove la morte ladra non può rubare la scena.
E’ nel pudore il racconto del tragitto
ruba pensieri di lacrime ripiegate
una ad una rifugia l’amata solitudine
sospesa assenza d’assolo fragile
tra ghirlande di stupori bianchi.
Margherite sul verde in cori danzanti
orme di vita sulla pelle di primavera
trema gemme, incanti d’unione
estasi d’innocenza in sinfonia d’amore
sognando piccoli miracoli di solenne tepore .
a guardare
l'aurora
e le prime e lievi
note di luce
posarsi
sulle lenzuola
di lilla e di lavanda,
diradarsi
poi nell'ombra
e nei respiri
di pane e anima
scompigliare
le lenzuola di briciole
e carezze implose
in sillabe
appena sussurrate.
Ora è un cielo
azzurro
e pieno di voci
e ti sorrido amore.

Promesse
Ho promesso di non piangere
di voltare le spalle
ed evitare il tuo cielo
stringendo pugni di parole
Ho promesso di non ridere
nelle giornate grigie di tristezza
e tenere aperti gli occhi
sul tramonto che si consuma
Ho promesso, promesso, promesso
ciò che non potrò mantenere
e piangere solo di gioia
piegare la vita e portarti sulle spalle
condividere ogni tuo sorriso
ammirando ogni alba che s'innova
e parlare dipingendo il tuo cielo
con i tuoi stessi occhi
Sono felice di aver promesso
che non mi abbatterà la tua diversità
ma mi darà solo coraggio
per raggiungere nuovi sorrisi
E chiudo gli occhi
mentre ciò che rimane loro
è una modesta capacità di campo
Passa un vento debole e fastidioso
che ha raggirato l'ostacolo
e rifiuto il piatto che mi venera
Senza accorgermene
la cura è passata di moda
e gli orgogli naturali spingono le altre mani altrove
La macchina che formula le parole con qualche accento non colto
ostenta quella paralisi innocua
Non vi sono tasse sul rifiuto di un rifiuto
e allora può andarsene l'infermiera
o al limite restare per ciò che sa fare meglio
Tanto le guerre finiscono
A prescindere da chi si arrende
che torna al suo mare,
come una parola di troppo
che torna al suo silenzio,
come spighe di grano che attingono
dal sole il loro colore,
così vorrei il mio mondo,
un mondo che è meta di partenze
e di ritorni,
ultimo fragile velo di sicurezza
contro i venti dei dubbi.
Semplice come un battito di ciglia che salutano
vecchi emigranti di un destino avverso,
per fuggire da questi lidi di infinito rumore,
senza più traccia d'amore,
senza più tepore di poesia.
Voglio credere solo nell'uomo,
l'uomo che supera la sua umanità
e costruisce oltre le montagne inaccessibili
delle parole e della ragione
il suo lembo di semplice cielo.
io e le mie poesie
a lacerarmi
masturbarmi il cervello
oltraggiarmi
lasciare una traccia
del fermento
del cuore che piange
attimi di gioia
viaggi senza ritorno
illuso e confuso
sul filo dell’inchiostro
fino a quando
finalmente
prendono forma le parole
dal frullatore
di un’anima piegata
sul male e sull’amore
incosciente e lacerata
centrifuga pensieri
che si adagiano sul foglio
e da uomo qualunque
divento poeta
nudo
delle mie complessità
Ora il buio
ed inizia il suo gioco.
Le tue labbra
ansiosamente cercano le sue,
scende lenta la mano
e ti cerca.
Senti un fremito dentro
vorresti guardare
ma il gioco è così
un impulso un piacere.
E ti senti divina
pelle nuda sul letto
ansimante,sudata.
Sei sua
lo sai e ti piace.
Ora il buio.
E' più intenso il piacere,
baci,carezze,
nei sospiri nasce il ti amo.
Ma non riesci a vedere
senti solo il respiro
ed è intenso
quando entra dentro la carne.
E poi urla
ed il buio rapisce ogni senso...
della mia ginestra in fiore
che superba si mostra
ai cigli delle strade,
e ardita si staglia
sulle morbide distese,
nelle voragini a strapiombo
e la sua fragranza diffonde tutto intorno
e dell’intenso suo profumo
invade le contrade.
Brioso il suo colore,
raggio di sole,
mi attrae e mi cattura in fantasie e ricordi.
E sento il murmure roco della fiumara
che si confonde con lo sciacquettio
di donne curve a sfillacciarne steli tra le dita
e batterne con legno le fibre sulla pietra
a farne filato prezioso da tessere in dote.
Fatica antica, nota stonata,
se di sintetici filati, ora, s'intrecciano orditi!
Stagno prima della sera direi,
foglie imbalsamate nel sentire perlaceo.
La coda d'un rossignolo
- così l'avresti detto -
si agita a scatti
di pochi istanti.
La vista è raggiata di intrecci
dove il nulla si palpa quasi
tanto è chiara l'inutile nuova parola.
con quel sorriso impossibile
distillato dal vino
e da una carezza violenta
mi domandò se fosse giusto
aspettare l'amore
tra noi
però mi volle accanto a se
tra le sue poesie
e
i suoi tradimenti
ora resta impavido
sulla mia spalla
un breve infinito ricordo
di Lei
dal nome impossibile
E' quest'alba
ad assistere i ricordi.
E' un fiato
che intiepidisce l'aria
non sento la tua voce
sul muretto
s'arrende e non compari
sui gradini all'ombra
a ricamare.
Vola
una lacrima
dentro ad un pensiero
e ti viene a cercare
masticando
nell'attesa del tramonto
una preghiera.
Stringo
mani di cordoglio
che hanno vento di memorie
e la distanza
oltre il cancello,
dove tu abiti ora!
E li
che ondeggiano
le aiuole del silenzio
e li che resti
mia malinconia
quando trattengo
le mani alla parete
ti do un bacio
e vado via.
(Un anno senza te...... Mamma)








