Io ricordo sfavillante il tuo viso
come onda di luce sommerge il mio pensiero
vivacità e amore rasserenavano il mio ferito spirito
odio e dolore spariti.
ma un giorno il tuo amore esiccò e io
conobbi il male come cavalli stramazzati
come alberi bruciati
 
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Profilo Autore: davide.r  

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L'alba è giunta muta
negli angoli della notte
appena vissuta,
è giunta timida nelle pieghe
della mia anima.

Al tuo ricordo
trattengo con gli occhi 
l'ombra delle spighe dorate
ondulate dal vento,
il profumo del pane
di zagara e di gelsomino.

Raccolgo in un cesto 
farfalle e papaveri rossi
l'erba taciuta dei grilli
sospiro lanterne di lucciole
sotto un cielo di stelle.

E come una foglia
nuda all'inverno
siedo sulla neve e aspetto
un ruvido bacio di sole
sul mio petto.


 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Darò una conferenza arancione scuro
in una piazzetta, diciamo di Bienne,
tra il francese e il tedesco
non mi capirà nessuno

forse i petali del balcone decaduto
di una Magnolia X Soulangiana,
la stessa che mi guardò in un superiore giardino inglese
un secolo prima - là mi riparava dal sole un ombrellino
e dai tuoi sguardi o dalle basette rosse.


 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Tu sei un fiore maldestro
che ruba i colori
al freddo inverno.
Sei docile sfera
che ruota attorno ai sentimenti,
polo di attrazione,
eco di una sillaba erotica
protratta oltre ogni desiderio.
Come anima vorticosa
aleggi ronzando
sui pensieri di strada
e voglie inconfessabili.
Ma sfuggi ad ogni abbraccio
perché il tuo cuore
è un congegno crudele
e lontano da ogni sogno
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Quando la notte non c’è più nessuno
Ti sovviene una sorta di magone
Che siano tutti tristi e qualcheduno
Ha perso nel sentiero  l’occasione;
Allora ti rifugi  tutto triste
In altre strade oppure  in altre piste
Che sono paliativi della noia
Che fanno solo finta della gioia
Di avere un bel colloquio assai gentile
Con quella che risponde con lo stile
Di una signora vera intelligente
Che fa sognare invero la tua mente 
E accende ancora  solo in un  momento
La vita che si presta a monumento
Di quanto veramente si può stare
Un’ora in più per scrivere  e sognare
Di amori avventurosi nella rete
Che poi non hanno mai strade dirette
Per compiere misfatti od emozioni
Che sono di diverse direzioni
Di vite avventurose mai sopite
In anime normali ma sconfitte. 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Che bello, in cerchio, 
soffiare acqua di sapone a farne bolle!

Che meraviglia!
- Guarda, nonna, com'e' grande!
soffia, soffia, soffia ancora ... - 
Poi si stacca e leggera vola.
Danzano nell'aria le bolle colorate
col sole che le attraversa
in arcobaleni di luci e di magia.
E ti diverti ad afferrarle con le mani 
attenta a non scoppiarle, 
ma, ecco, sul nasino, una si spiaccica e via!
Che bello il tuo sorridere e che gioia,
realizzo che basta cosi poco a regalarci allegria!
Poi chiedo cosa ti sembrano le bolle di sapone
e mi sorprendi:

- Nonna sono come le favole, 
mi fanno volare nel mondo della fantasia! - 
E stiamo ancora un po' sul balcone a soffiarle,
dall’alto a vederle roteare, con la realtà riflessa
in trasparenze colorate,

finche’ di acqua e sapone … non c’e’ n’e’ piu’!


 
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Profilo Autore: Giovanna Vecchio  

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Voglio morire di metastasi
e che il cancro mi devasti.
Voglio morire di quel male
che toglie la fame e pure la sete.
Voglio morire tra le pene
del sangue che sguazza nelle vene.
Voglio morire di primavera
di notte tra gli ululati.
Voglio morire dove il domani
è uno spicchio di luna tra i crisantemi.
Voglio morire dove il sole
è una fiammella in confronto al mio cuore.
Voglio morire baciando una larva
aprire gli occhi ed è una farfalla.
Voglio morire con in mano il sorriso
di lei che mi guarda partire.
Voglio morire in un giorno qualunque
nell'attimo esatto che sono arrivato.
Voglio morire affogando nel peccato
piuttosto che amputato di ali e coraggio.
Voglio morire con negli occhi le spighe
accecato di vita, d'amore, respirandola...

 

 

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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Se solo vuoi ti innonderò d'amore

Se solo vuoi toccherai la passione

avrai da me tutta l'energia

sentirai che la mia poesia

vale la fragilità del tuo cedimento

pace nell'anima dopo il mio vento

Se solo vuoi ti daro' me stesso

Se solo vuoi sarò amore e sesso

come non hai mai conosciuto

ti pentirai di non avermi voluto

penserai  che ora e' bello piu' prima

mentre me ne andro' presto di mattina

portando dentro di me il tuo richiamo

stringendo il tuo foulard nella mia mano .

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Profilo Autore: simone corrieri  

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E scrivo l'ultima poesia
con gli occhi di pianto
in questo giorno consumato
tra parole di vento.
Poesia
con l'amarezza nel cuore
saluto i tuoi versi
 che vivevano in me
e scaldavano le mie albe
colorate d'amore.
L'ultima che mastica dolore
ma devo andare via
troppo tempo ho lasciato
dietro la porta chiusa
i colori della primavera.
Voglio afferarli ma tu aspettami
poesia di una vita
aspettami la dove
c'è sempre il sole.

 

 
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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Le fotografie 
dagli occhi pieni di sole
e senza voce.

Mi pare di  sentire
il  profumo intimo e floreale
 di borotalco sulla pelle 
che ogni sera dolcemente 
scivolava e palpitava  il cuore
di abbracci e  baci 
misti a un  fresco pulito menta e mare.

Persistente è  l'odore dell'erba appena tagliata
mi rimanda indietro all'aria aperta
di giochi spensierati e d'allegria.

Di viuzze strette e parlottio di voci 
 l'odore legnoso e  secco
di  cuoio e  di tabacco, 
odori e  profumi di una stagione  e di una vita
che non tornerà mai piu.



(Ci sono profumi che riaffiorano i ricordi). 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Tendo come freccia al centro
la rima intima del mio rabbuiare
nell’esalare eredità al vivere antro.

 
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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E ti rivedo attraversare il ponte,
sospeso penzoloni tra opposti dirupi rocciosi
e fare il salto.
Il tuo equilibrio è precario sulle doghe consunte dal tempo,
assemblate da funi lise che fungono anche da corrimano.
Non puoi permetterti di cedere al baratro del vuoto
al vortice del nulla:
gli avvoltoi stanno sempre lì, in agguato!
Nel buio del letargo in cui ti trovi a navigare
una luce progressivamente avanza:
sono carezze che morbide sfiorano le tue mani.
Un fremito ti scuote a sorpresa
e strizzi lacrime al suono delle fresche voci
che ti riconsegnano a noi:
- Dai, nonno, andiamo, dai, portaci ai cavallucci! –
L’incubo frantuma nella consistenza del presente.

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Profilo Autore: Giovanna Vecchio  

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Muti. Muta la lingua
Serrate labbra fremono tremanti
Attendono la nota, quel là per esplodere
 
Che ne volete voi della tristezza
Nella compassione di falsa comprensione
Eppure quel vento smuove le corde
 
Sentite il fruscio, quello fra i denti
Stridulo e scostumato, per voi
Manichini di questo tempo
 
Eppure, smisurate misure
Nelle riluttanti distanze
Distanziano le ombre
 
Sorridete semplicemente
Così, spontaneamente
Tendendo la mano
 
Questo basterebbe
 
Questo basta.
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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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Ti aspetto 
ricordando il passato 
con una piccola goccia 
che riga il mio viso 
pensando a quei ricordi belli, 
anche meno belli, 
che il vento ha portato via. 

                                  Ti aspetto 
                                   in questo vuoto assordante 
                                   che riempio in un foglio  
                                   con la penna, 
                                   un alito di vento 
                                   ha portato via le nubi 
                                   e un sorriso ci scalda... 
                                   con i suoi raggi lucenti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E’ un uomo
quello di cui parlano?
 
E’ ancora un uomo
quello di cui sento parlare?
 
E’ un uomo che ha lasciato sangue
su quella terra?
 
E’ ancora un uomo
quello che mischia la terra
col sangue e le lacrime?
 
E’ un uomo quello che semina corpi,
quello che bagna di sangue la sua terra
nel nome di un Dio,
dopo una preghiera,
dopo aver nominato il nome di quel Dio…
 
E’ ancora un uomo
quello che lascia dietro di se quel sangue
 quelle lacrime e quei corpi,
miscugli di corpi,
che bagna la terra col sangue e le lacrime
per seminare Terrore e Paura,
Paura per quella Fede,
Paura per quel Dio…
 
E siamo ancora uomini
noi che stiamo a guardare
mentre le nostre mani
si sporcano di quel sangue
e di quelle lacrime che,
quelli che dovrebbero,
ancora,
essere uomini
spargono nel nome di un Dio
su una terra lontana…
 
Centocinquanta gocce di sangue
e centocinquanta lacrime…
 
 
                     7/4/2015  h 1,03
 
                     © Carlo Zanutto
 
 
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Profilo Autore: carlo zanutto  

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