Nel garbato dolore
del mio cuore malato
un triste tepore
di uno sguardo desolato
per quel paradiso che non c'è più
per questo sfondo nero che oscura il blu
Mi sto dissanguando
nel mio giardino angoscioso
io uomo affranto
cammino nel sentiero nebuloso
per quella luce che non trovo
per quella culla di paure che non domo
nell'immobile imbarazzo
di non trovare energia
riaffiora quel ragazzo
in preda alla malinconia
per gli eroi gloriosi di ieri
che davano forza ai suoi pensieri
io uomo affranto
che non credo nel futuro
reagisco ogni tanto
con rabbia a muso duro .
a farsi vedere sulla porta, lasciato
il sole del primo pomeriggio
dopo aver rubato le capre ai prati bianchi -
tutte con il capriccio stanco di innalzarsi
sul mondo a fumare una pipa, così come fanno con le nuvole
alcune delle poesie che penso e che non scrivo.
depone rose a specchio il mare sulla spiaggia
lacera riverenze d’orme distratte
e perde il ricordo di corpi nudi e caldi
dall’incedere stanco sul dorso del vento.
Il mozzo solleva un uomo in ginocchio
sua la carcassa d’ignavia ad ala sul fondo.
E piove pianto la furia al dolore
opaco addio amniotico, narcotico amore .
Lesa deriva di grida, la rabbia s’arrende
nella dimenticanza acconsente l’assenza
dell’altro amato oltre l’alare murato.
Vola il pensiero sull’isola in sogno
piovono incanti al colmo incendiati
alianti filari di cielo viola all’appello.
Un grappolo a te che nel cuore apri l’ombrello
un po’ d’infinito a me che vivo delirio distillo.
"Cerca di non pensare ad un orso bianco e questo continuerà a venirti in mente"
(Dostoevskij)
Avrei ancora voglia di giocare con te,
ma con la personalità di un bambino,
per correre senza apparente ragione
verso l’irripetibile moto relativo
delle cose che non esistono:
verso un futuro di fatto anteriore
che saprà solo lasciare note invernali
su queste nostre impressioni estive.
Poi, senza perseguire alcuno scopo,
dal chiuso di una presunta maturità,
vorrei assorbire eredità culturale,
l’intelligenza, il temperamento,
e quella caratteristica così rara
che è tracciabile solo nei giochi
dove la posta in palio è tutto:
l’agognato ritorno all’innato.
« La chiave di ogni uomo è il suo pensiero. Benché egli possa apparire saldo e autonomo, ha un criterio cui obbedisce, che è l'idea in base alla quale classifica tutte le cose. Può essere cambiato solo mostrandogli una nuova idea che sovrasti la sua. »
Sono sfortunato
e su Facebook non sarò mai nessuno
ma giuro che per farmi notare
un giorno o l'altro mi farò fotografare
su un deltaplano
o magari di profilo
mentre guardo l'infinito.
Su Facebook ho tante amicizie
alcune fittizie altre più importanti
politici, poeti e pure cantanti
e ho anche nella lunga lista
amici degli amici
che ho accettato per una forma di cortesia
loro su di me non hanno vista
fanno solo volume
e tutto questo mi rattrista.
E li lascio lì quasi a vegetare
anche se volte mi viene il raptus
vorrei cliccare e cancellare, bloccare
o quanto meno mandarli a cagare;
però di tutto questo c'è una nota positiva
della loro vita mi tengono informato
sono tanto scrupolosi
e descrivono ogni movimento
in modo dettagliato
m'informano se il tempo è brutto o se è bello
se hanno la febbre o l'orticaria
se hanno le palle piene
o se hanno una relazione complicata;
sulla loro bacheca brilla sempre il buongiorno
il bacio, il caffè, un sorriso
hanno premura di farmi sapere
che hanno mangiato la carne alla griglia e il contorno
qualcuno mi da anche la buonanotte
qualcun altro il vaffanculo
però son tutti bravi e gentili
questi miei sconosciuti amici
e giuro non è una presa per il culo
nei selfie sono molto ma molto carini.
Sono sfortunato
ma forse perchè sono un tantino asociale
non uso interloquire
e non metto a casaccio i “mi piace”
a dire il vero sono anche un po invidioso
di tutte quelle foto del profilo
dove impazzano stelle e cuoricini
loro trovano sempre le giuste sfumature
per apparire più belli di quando li abbiamo vicini
o forse usano bene i programmi di ritocco
io non son capace, sono sforunato
ma questo l'ho già detto
quindi che faccio, tocco?
Su Facebook non ho culo
quando entro e posto uno stato
o son tutti a dormire
o a pranzare
oppure tra loro a chiacchierare
e gli uomini si sa, ci vogliono provare
le donne sono brave a farsi adulare
ed io che non amo il compiacimento
mi annoio fino allo sfinimento.
Poi spengo
quando capisco che lo sbattimento
è arrivato ad essere paradossale
io stesso che qui ne parlo male
sono sempre collegato
a postare le mie cazzate quotidiane.
A te,
che stai cercando un senso,
mi permetto di dire:
fermati a scrutare
il mare,
ma non limitarti ad un momento:
ci vuole tempo
per carpirne il suo piu' sordo movimento,
respirarne gli odori,
catturarne i colori.
E poi fai come me, guarda:
prendo questa conchiglia, l'appoggio al mio orecchio,
il suo soffiare
tutta mi pervade.
A te,
che ti sei perso, vivi disorientato,
ai margini te ne stai accovacciato,
dico:
drizza la schiena, conta i tuoi passi,
le tue angosce non vanificare,
le tue ore non sciupare,
nella pigrizia non ti rifugiare.
E, se la notte ti sorprende svuotato,
alza gli occhi e riempiti di cielo,
di questi frammenti di luce e suoni dispersi nel firmamento
perche' e' straordinario riuscire ad ascoltare
le voci del silenzio.
A te,
che hai chiuso il cuore, io dico:
sono una bestia che non vive senza interazione,
e non mi aspetto gratuita considerazione.
E tu, invece, che sei asociale,
pretendi di essere apprezzato, quasi, speciale!
Ma tu,
che imprechi e non ti dai pace
e al mondo sbrodoli le tue sconfitte,
guardami!
Tante e tante volte sono stata provata
ma mai nello sconforto mi sono crogiolata,
o nel dolore annullata.
La fede, sicuramente, mi sostiene e ne sono fortunata!
Ma tanta è la voglia di stare a questo mondo,
di godere di sorrisi e allegria
che la paura voglio mandar via.
Vivo di affetti, cambiamenti, nostalgie,
che nell'intimo mi si intrecciano quasi ricami,
e sempre, comunque, dico grazie al domani.
Nell'amore
sfilano i desideri
che lentamente bruciano
tra seta di rose.
Desideri di baci
che si soffermano.
Hanno il sapore
che non si dimentica
e resta tra labbra
di morbida intesa.
Sfilano i desideri
nel nero che traspare
e sconvolge i sensi
e intanto ancora si muore.
che non ci sei più
tutto è diverso
tutto molto doloroso.
Tutto è
diventato estraneo
una montagna ci è crollata addosso
distruggendo tutto.
Ci osservi... un nome...
una frase famigliare la sento ancora per casa
con la stessa intensità
ma con molta tristezza.
Vorrei pensarti
con meno dolore
non sei più con noi
a infonderci coraggio e sicurezza.
Pensieri... ricordi
che fanno male
ridiamo nascondendo
il dolore che ci affligge.
Un lungo... breve...tratto di strada con te
vorrei avere la forza
di dire quello che ho dentro.
che pesa come un macigno.
Lo affido ad un foglio è una penna
guardo i tuoi gioielli
quelli che amavi tanto
cosi mi sento piu vicina a te.
Eri la nostra guida
e lo sarai sempre
anche se non ti vediamo
tu ci sei sempre.
Cominciamo dalle piccole cose
che diventano importanti.
quello che ti piaceva
quello che ti rendeva felice.
NON E' MAI FACILE ACCETTARE LA MORTE DI UNA PERSONA MERAVIGLIOSA, UNA PRESENZA IMPORTANTE, UNA GUIDA, UN FRATELLO, GRAZIE PER TUTTO QUELLO CHE CI HAI INSEGNATO, NON TI DIMENTICHEREMO MAI, OGGI E' GIA' UN ANNO CHE NON CI SEI PIU, MA SAPPIAMO CHE VIGILI SU DI NOI, CHE CI GUARDI E CI SORRIDI, CIAO ZORRO SARAI PER SEMPRE CON ME.
che facevo da bambino?
Qualche volta ti agitavi nella culla,
mi chiamavi ed io venivo,
accendevo il carillon
con le apine roteanti
e ti calmavo,
ti prendevo la manina
e nel silenzio della stanza
mormoravo la tua dolce ninna nanna,
aspettavo ancora un poco
ed appena ti assopivi
ti baciavo sulla fronte
e ti lasciavo agli angioletti.
Ora tu stai tenendo fra le tue
la mia mano che rugosa
non ha forza,
l’accarezzi dolcemente
mi consoli,
non c’è più il carillon
e non c’è una ninna nanna,
tu mi guardi
con le lacrime d’amore
che ti scendono sul viso,
io sorrido
e nel silenzio misterioso volo via.
incontro al crepuscolo quotidiano,
nella cenere dell’incendio solare
appari tu vestita di tramonto.
Note elettroniche danzano in cielo
sposando stelle nel firmamento boreale,
navi volanti salpano per la luna,
manine agitano addii sui moli di pietra.
La tua immensità è di infinito cristallo,
il seno di statua, il ventre di scirocco,
distesa sul mondo come una gigantessa
lo fai tuo colmandolo di bellezza.
Vermi, come dita, brulicano sui fianchi
scivolando via ad ogni liquido sbadiglio,
regina di un castello di bacche e spine
mi rendi schiavo del tuo occhio annoiato.
Il tuo palmo è una lapide di ghiaccio,
la tua insolenza spaurisce il cuore,
spietata, seppellisci i miei versi
immobili, nei sub strati di malinconia.
Verde la foglia, sorregge
un profumo di altri tempi
Il mio lato clorofilla galleggia
sul pantano,
sfioritura di fango - unica macchia
se ogni tanto un piccolo becco
non venisse a specchiarsi, rubando
un centimetro di corda
a palmi e caviglie
dolce e amaro
e profumi di speziato.
Buona come un vino generoso
confondi i riflessi
in rare immagini sbiadite.
Tra un raggio di sole
e un temporale
indossi una sottana colorata
e come un'altalena capricciosa
oscilli avanti indietro all'infinito.
Artista dei colori
dipingi a grandi pennellate
il viver subdolo della vita.
La tela è grezza
quanto l'apparente
fragilità impressa.
io no, nun cerco sta facile platea,
tu te 'nventi la rima coll'amore e co' la rosa,
io no, io vojo fà poesia pericolosa.
Tu te metti a sdorcinà oggni parola,
io sparo dritt'ar core come na pistola,
tu voli 'n arto e vai sur celestiale,
io ciò li piedi a tera e vado sur sociale.
Te arimani sur vago, scrivi 'n generale,
li verzi mia sò scarti d'ospedale.
Però amico mio, pé quanto curiosa
pò esse sta bella contesa,
io penzo, senz'arcuna pretesa,
che 'n fonno volemo dì la stessa cosa.
Oggi il cielo è così:
bello colorato d'azzurro,
con un sole stupendo.
Si ode Il cinguettio festoso
degli uccellini,
un lieve eco nell'aria.
Ora possono volare tranquilli.
Non c’è nemmeno una nuvola
che possa ostruire il loro volo.
Oggi il cuore è così:
più puro
come l'azzurro del cielo
e gioisce festoso,
un lieto canto d’amore.
Ora può volare libero.
Ha il bene dell’anima
nello spazio infinito,
dei desideri profondi.
Un infinito senza tempo
definito...













