Risorgerò
su questa terra
come il sole del mattino
nell'alba di un sorriso.
Risorgerò
ma dentro di me
facendo spazio nel cuore
a un nuovo amore
arricchendo la mente di stupore
costruendo ali nelle notti insonni
nella guerra cruenta contro i miei fantasmi.
Risorgerò
mentre cerco la ragione
a questa fine
al vento negli occhi
alle spighe
campi infiniti nelle dieci piaghe.
Risorgerò
negli occhi di mio figlio
nel cielo variopinto
nel canto d'uccello
nelle lacrime del petalo di un giglio.
Risorgerò
dal fondo di una alcova
in un urlo di passione
nel lampo di Dio
cercando il Paradiso.
Risorgerò
perchè non ho scampo
e l'anima mia si scioglierà
pian piano nel tempo
nel giorno in cui afferrerò la luce
e sarò gladiatore
quando le palpebre caleranno
sul nuovo mio risveglio.
S'ALZANO I NARCISI
CON OGNI FIBRA, INGABBIO IL SOLE
SVENTOLA L'AVENA
SFILANO VERMI I MERLI, DALLA TERRA NUOVA
TRECCE DI SIEPI GEMMATE, AMOREGGIANO CON LO STECCATO
GIOIA PRIMAVERA
PRENDE PER MANO QUESTO INSAZIABILE ANIMALE
NEL SUO LETARGO.
Ascolta! Il pianto di un bambino
ferisce l’aria immota
di questo meriggio rovente.
Lontano, severi richiami
di re criniti in cerca di preda .
Aspro, lungo il cammino
per giungere al pozzo .
Arduo conquistare lo stento gocciolio
e tornare stanchi al villaggio
per sapere se il bimbo piange ancora
o se la sua atavica sete ,
si è mutata in sonno senza sogni.
« La sua maglia è biancoceleste; il suo nome è Fausto Coppi »
Eravate a migliaia, quel giorno,
nell’umile borgo di Castellania,
mentre io non pedalavo più,
ma solo, con i miei occhi tristi,
mi abbandonavo all’abbrivio
che forse mi riportava a casa:
lungo il riflesso di un ricordo
che stava sfumando in cielo,
cullato solo da quell’affetto
che già mi aveva scortato,
quand’era ancora sogno,
da Cuneo a Pinerolo.
La mia maglia però
è celeste, oggi come ieri;
e se guardate bene, amici miei,
lo vedrete bene anche voi stessi.
Che sia stato il San Biagio o il Galibier,
che sia stato il Messico o l’Argentina,
Villa Carla o gli sfarzi dei Campi Elisi,
solo una cosa ho realmente voluto,
e solo una ho saputo inseguire
ma tuttavia non superare:
l’amore per la dama,
la mia dama bianca
che pur senza tinta,
mi ha regalo
la luminosità
dell’incandescenza.
«Una invenzione della natura per completare il modestissimo estro meccanico della bicicletta»
E passo oltre
tra incavi d'anima e ferite
accendo un cero
e illumino
amarezze,
fatiche,
cenere di vento.
Sparpaglio il mio silenzio.
In un soffio gelido
trascende l'abbandono,
cede il pianto,
il buio,
il sacrificio,
l'attesa,
la Croce
racconta il tempo.
Soregge la memoria
in questo disperdersi di nuvole
e come acqua fresca a fonte
ispira : Pace!
Inizio io ......continua tu...
Questo soffiare,
impetuoso,
di pena amplifica l’eco
e in vortice di spirale
soffoca grida.
Di polvere d’uomo
il fumo negli occhi
e uguale, del tempo,
nelle sconfitte,
il pianto.
Se per risorgere,
si deve morire,
sempre più dura la prova
e, del passaggio,
più laboriosa la fatica.
Di croci e di voli:
la Vita!
lontane nel tempo
la glorificazione dei Santi
e il loro martirio
Sguardi e volti severi
assistono al momento
I dogmi della chiesa
l'ascesa al potere terreno
il peccato e l'eresia
DIO abbia pietà
delle sue anime arse
su pire innalzate
da giudici
che osservano con gaudio
ai loro supplizi
D'oro la croce
non più simbolo del sacrificio
si innalza al cielo
con mani sicure
nella convinzione
del volere di un DIO
che sentono loro
Ora l'inferno è in terra
le fiamme risplendono
negli occhi di boia
vestiti di porpora !
E sì che la primavera
ben sa che eterni non lo siamo
mentre dedichi alla viola le tue parole bifronti
una gioia elettrica
ha estirpato radici alle ginocchia
nel patio è sveglio ogni profumo
mi dondolo al vecchio ramo
ai nodi assassini delle linfe
inebriata senza spostare ciglio
con una vena allergica alle corolle
risorte fuori del confine
delle viscere
questi attimi di onde anomale
che s'infrangono contro le barriere del silenzio,
questo istante supremo di un battito d'ali
verso un sole sconosciuto.
Lascia che passino questi giorni
aggrovigliati come idee
e costellazioni impazzite,
lascia che passo questa piogga
che ha il sapore di un pianto antico e dimenticato.
Lascia che passi ogni gusto
che non ha il tuo sapore,
così che anche perdendo l'anima
mi ritroverò per sempre immerso
nel tuo sorriso che è la migliore
stagione di questo mondo
per Boris Nemtsov
nè pace, nè rassegnazione sous le désordre
dei corvi:
ils sont encore accrochés, au crèneau
de la tour du Kremlin, dove giace il corpo,
assassinato:
agitano le ali, pronti all'attacco,
per una nuova ondata di repressione:
in quella notte d'incanto
notte mai più vissuta
e rimasta anonima
tra i giorni vuoti e banali
senza di te.
Mi regalasti la notte
sazia delle tue immagini
in una cornice di luce e stelle
cosi presente e forte
da sentir esplodere il cuore
e farmi volare.
Mi regalasti l'amore
tra il sorriso della notte e le stelle
li fermai in un schizzo
nel gocciolare di una poesia
per non lasciarti
andare via.
"Essere al sicuro è l'ultima cosa che voglio. Voglio andare a letto tutte le sere dicendo 'se non dovessi più svegliarmi, posso almeno dire di avere vissuto da vivo'."
(David Bowie)
Ground Control to Major Tom
Ground Control to Major Tom
Sarà stata l’ennesima ultima sigaretta,
quella prima di serrare lo sguardo al sole
o quella dopo averlo dischiuso al lumicino
(il sogno che piano si fa illusione).
Quella che mi turba un po’
quando ci penso,
quella amara:
la più dolce.
E chi lo sa
se è verità
o se è inganno,
che alla fine pure noi
(il sogno oramai è disillusione)
torneremo ad essere cenere indecifrabile;
e poi, colpiti da una specie di malinconia,
sfumeremo in depressioni senza fine.
Major Tom to Ground Control
Major Tom to Ground Control
«I think my spaceship knows which way to go»
(David Bowie)











