minaccia pioggia e consuma azzurri.
Sarà forse un meriggio opprimente,
intorno solo attesa, e sussurri.
È ciò che sto pensando, aria assorta,
mentre percorro il sentiero del mare
tra sassi neri ed erba non colta
con l’attenzione di non scivolare.
Eppur, esiste valido motivo
che possa indurmi a qualche deviazione.
Ancora vive un secolare ulivo
dal tronco strano a forma di grifone
Un poeta, fin troppo sognatore,
ostinato, mi ha chiesto di sostare
al vecchio fontanile delle more
là dove Erato potrei incontrare.
Ma sono giunto quasi alla mia riva.
Di miti, di leggende e suggestioni
la mente è colma ed ora se ne priva.
Io vivo al tatto le mie emozioni!
E tocco mare sotto questo cielo
che certo par volermi dissuadere
se spalma il suo indecente velo
sull’orizzonte - almeno - da vedere.
E piove sulla baia preferita,
sull’acqua che neanche se ne avvede,
su queste onde dove la mia vita
ancor si specchia e tutta si rivede.
*
Testo pubblicato
si cela un mondo
dove il reale
si fonde con l'immaginario
Le storie danzano
fluttuano nel vuoto
mentre noi
spettatori incantati
cerchiamo verità
nei labirinti del cuore
Finzioni
ombre proiettate
su un palcoscenico al tramonto
dove ogni sorriso
è una maschera
che si nutre di sogni
tra verità e illusioni
gli ultimi giorni
prima che il destino e l'ospedale fottessero mio nonno
Mi chiamò coglione per poi fumare assieme
Eravamo una pubblicità per il progresso
Quindi una specie di meme
Mi parlava di uno dei tanti bar
dove chi è vecchio rinasce e geme
Dove aveva vinto chiunque avesse perso un ricorso al Tar
scambiando un eccitante per camazulene
Ma ti pare che abbia visto davvero quel che ho già visto?
Ho scambiato l'aramaico per lo scozzese
ma tanto era sempre Mel Gibson
Mi conforta che avesse l'ittero
a elemosinare insulti ne I Simpson
Ma ti pare ci stia capendo qualcosa
mentre mi punto un pensiero alla gola?
Calo la zanzariera e mi sento una sposa
per poi sentirmelo moscio
nel dilemma interiore di una pistola
Forse così ho ritrovato la verve
Un bagaglio leggero
Giusto quello che serve
In prima classe su origami dirottati
Guerre contro mulini
troppo forti al punto di dover firmare trattati
Io mi ricordo anticamente
di domani sera
Elenco di azioni in fin dei conti casuali
Miseramente una colata colorata
multipla e cinerea di cera
Sono completamente cieco
Macchie di bianco su una crisi nera
a rovinare tutto
formando una chimera
Filo rosso tra le sponde del divano
Colpo grosso nello scassinare il sonno
ma il film ormai è già troppo lontano
Sì di soprassalto
ma per fortuna ero solo:
si era solo addormentata la mano
Sonetto classico con svariati puntini di sospensione in diversi versi.
Lo sguardo s’alza ancora verso il cielo
in cerca di quell’ultima illusione
mentre sul collo sente la tensione
ma ancora è caldo, tarda il dolce gelo.
Forse un minuto pria che scenda il velo
ad oscurar dagli occhi la visione…
dai piedi non c’è più la sensazione
del ramo grosso sotto l’alto melo.
Ma il cuore ancora palpita, dannato,
forte e sbruffone ancora batte in gola…
forse un minuto e poi sarà calmato
come un topino andato alla tagliola…
forse un minuto e poi vien liberato
sfumando al nero… lento alla moviola…
07/02/2025
Filastrocca dell’amore
qual è il colore del tuo cuore?
E’ rosso come una ciliegia,
come il tramonto della sera,
come rosa profumata,
come un gomitolo di lana.
Filastrocca dell’amore
conto i battiti del cuore,
saran mille o forse cento,
è certo un dolce sentimento
che fa scrivere canzoni,
fa felici le persone.
Cupido dai riccioli d’oro
e le ali bianche come neve
scaglia l’arco e le sue frecce:
qual è il colore del tuo cuore?
Certamente, il colore dell’amore!
Una lacrima solca il viso,
Persone che più non ti scordi,
Che ora campeggian nei ricordi.
Estati con gli amici al mare,
Di cui ora non hai neanche il cellulare,
Pomeriggi scorazzando su due ruote felici,
Oggi non possiedi neanche una bici.
Sale giochi che odoravan di tabacco e vino,
Mentre con la saliva si oleava il biliardino,
Ora la playstation la fa da padrona,
Si gioca soli e comodi sulla poltrona.
Allora guardi avanti con speranza,
Con un telefono dentro una stanza,
Sperando che almeno la pecorina,
non rimanga solo un formaggio di Latina.
https://youtu.be/oZU7Kutvjjk?si=-vF9XGoq1GSxAran
Parole:Mie Musica:Suno AI
In ogni
goccia
in ogni
tuono
in ogni
vetro
e in ogni
suono
in ogni sguardo lanciato
e in ogni passo sbandato!
Portami, portami
con te
Nei tuguri
negli alberghi
nei rifugi
gelati
negli assaggi
e nei peccati
nei tamburi
negli archibugi
su navi di vetro
nel grande mare tetro!
portami, portami con te
Nei viaggi
immobili
nelle fermezze
instabili
Negli aeroplani
nei sommergibili
in tutti i fluidi
incomprimibili
nei voli bui delle civette
nelle presenze circospette
Portami, portami con te
Portami!
Portami con te!
portami!
Portami con te
In un granello
sul giradischi
nei libri scemi
e in Dostoevsky
nella bufera
nei documenti
in ogni angustia
e nei fermenti
in un saluto convenzionale
in un sorriso venuto male
portami, portami con te
Sarò presente
nelle tue assenze
nelle intuizioni
nei clarinetti
nelle canzoni
e nei difetti
nelle distanze
nelle assonanze
Nei nascondigli e nelle riscosse
gli scacchi matti fatti in due mosse
portami portami con te
Portami!
Portami con te
portami!
Portami con te
Portami!
Portami con te
portami!
Portami con te
Son tempo perso lungo un sentiero,
rassegnazione o guerra vinta,
sono chiarezza e sono mistero
forse son vera o faccio per finta.
Tutta coraggio nella paura,
tremo di freddo, gocce di sole.
Vento di oggi, ma scelta futura
è nel silenzio che urlo parole.
Quando mi spoglio stanca la sera,
vestiti e sogni sul pavimento,
diventa muta la mia preghiera
nero elegante lo smarrimento.
Cieche pupille scrutano amore
bevo bolle d'insipido sale
respiro fiamme, c'immergo il cuore:
farò del bene o mi farò male?
E non m'importa dell'equilibrio
di giudicanti ipocrite menti,
dal vento spinta, mollo il manubrio.
Faccio l'amore coi miei tormenti.
Son prigioniera e libera in volo
posso sembrare contraddizione
senza confini sotto il mio cielo
Respiro sempre solo emozione.
Rielaborazione di un testo scritto in versi sciolti circa cinquant'anni fa
Da lungi mi raggiunge antica brezza,
di lampioni in penombra i nostri passi
lungo deserti vicoli di sassi,
che par d’altri vissuti una carezza.
Fantasmi avverto in queste notti estive
in questo vagolar nostro ramingo,
voci che nel silenzio ancor mi fingo
ancora proferir parole schive,
oppur lazzi d’oziosi perdinotte
o fidanzati senza ancor dimora
da sera conversar fino all’aurora
scambiandosi effusioni galeotte.
Un silenzio ch’è gravido di storia,
rotto sol dal frusciar delle fontane
o da un lontano tocco di campane,
storie umili, fuor d’ogni memoria.
E ancor sui muri parlano graffiti
messaggi senza voce e nell’oblio,
impudiche vestigia di desio,
confessioni d’amor, cuori feriti.
E noi che a notte andiam per queste strade
siamo tracce anzi tempo già presenti
di fantasmi futuri ad altre genti,
un eterno ritorno che riaccade.
Cadono foglie sulla soglia di casa,
varcano soglie le figlie al confine,
scioglie la neve una stella alpina,
nel mare ride una sogliola corsara
sfoglia una margherita l’innamorato,
prepara una sfoglia la cuoca in cucina,
sulla soglia del dolore il sordo si riposa,
sulla soglia delle tenebre il cieco sbircia
spoglia la terra la nebbia autunnale,
sfoglia il giornale un nibbio reale,
voglia di vita negli occhi di un bimbo,
sulla soglia indugia lo sguardo materno.
Persi la fede nello scetticismo
nel suo torpore, e nel misoneismo
degli orologi senza alcun arcano
mossi nel nulla da nessuna mano,
e nei dogmi che fanno permanente
solo la legge che trasforma in niente
ogni navigazione e ogni sorriso.
Dopo tanto cercare fui deciso,
si sgretolò pericolosamente
l’idea che sia materia questa mente
e la fiducia cieca e universale
che perfino l’amore sia mortale.
Vedevo solo il fango sulla riva
e non vedevo il mare che stormiva…
adesso che Nettuno si fa vivo
il resto è solo un sogno fuggitivo!
Prima nessun miracolo era vero
e tutto censurava il mio pensiero
ora ho lasciato quella fantasia,
niente mi appare qui che non lo sia










