Amor che parole grida
aperto il cuore
agli occhi del mio sogno
Perle infuocate
di rosse labbra
dischiuse sulle tue.
Incanta l'anima mia
nei versi scritti
canta per me
senza suono
solo al vibrar
del cuore tuo.
Infuocata passione
che brucia
versa su di me
le sue ceneri.
Amor che parole ascolta.
“E gli occhi intorno cercano quell'avvenire che avevano sognato, ma i sogni sono ancora sogni e l'avvenire ormai quasi passato.”
(Luigi Tenco)
In questa lenta evoluzione
siamo gli incauti avventurieri
che uccidono la propria nullità
quasi per voler fuggir se stessi.
Tu, sinuoso punto di domanda,
ed io, ingarbugliato pensiero
da consegnare al fuoco:
siamo i comignoli
delle dimore
degli altri,
e infatti
viviamo
ammassati
come le stelle,
e troviamo rifugio
dentro gli asfittici vicoli
di una vecchia città obliqua.
Abbiamo firmato un contratto
e il nostro linguaggio armonico
è diventato quello del diavolo,
fuori dal contesto principale:
sempre meno universale,
ma sempre molto più
un'opera magna.
né bianco destriero
nessuna spada al fianco
offro le labbra a ore
a bocche poco ricettive
Il risveglio assicuro
sfiorandole soltanto;
se occorre con pressione
Possono testimoniare
varie donne
l'abilità della mia bocca:
una principessa ho ridestato
da letargico incanto;
ma quella volta
era di passione il bacio
carezzevole,
su una spiaggia
che cheta la tempesta
incontro me stessa,
mi rivedo
nelle sue sfumature calde,
miracolo che accarezza i giorni
in un susseguirsi di anni
che fanno la vita.
Brucio al mio sentirmi
e nuda, senza paura,
lascio che un soffio caldo
si allarghi dentro
e senza veli,
senza pudore,
lascio che mi spogli
e mi purifichi…
Vento di passioni
mi sommerge
e un’onda mi regala
una perla nuova.
Come bozzolo mi apro
e mostro
ad una dolce alba rosa
una prepotente… me.
pensai : m’addormirò,
nun c’ho niente da fa
armeno nun penserò.
Sarà la noia cupa,
malinconia direi,
ad esse va la corpa
pe li pensieri miei.
Da quanno se ne annata,
sparita dar mio monno
la luce s’è scemata
mannandome ar profonno.
Su chi avrei contato,
che cosa avrei cantato,
in mancanza der substrato
me sarei ognor dannato.
Poi giunse la notizia
Inaspettatamente
c’accolsi con letizia :
ritorno immantinente.
Vieni, te sto aspettà
questa nun è più vita,
smetti de tentennà
oppure pe me è finita.
Di te più non sognerò
se te avrò vicina
d’amor ti coprirò
e staccherò la spina.
silenzio immobile; nessun suono sento.
Il cielo viola e blu pieno di stelle
ripienan l'universo, luce sulla pelle.
Non ho paura in questa meraviglia
respiro a pieno il colore di vaniglia,
fiori gialli che ricopron la terra
in questo spazio che il mio cuore afferra.
Ma io riconosco questo posto strano
che non fa parte del mondo umano,
qui si fondono insieme i due mondi
realtà e sogni: è qui che li confondi.
Non è consigliato troppo sostare
e dal nero della vita qui scappare,
perché di ombra e luce siam stai creati
in equilibrio dinamico modellati.
In un mondo immobile e fermo
non c'è ombra ne male, lo confermo,
ma neanche la luce potrebbe brillare
quando l'uomo dimostra che sa amare.
Attenti agli inganni del mondo dei sogni,
Dove tutto è luce alimentata dai bisogni!
Meglio la realtà, prendendo anche le botte,
apprezzando di più l'alba, dopo la notte.
All'interno del regime che lui stesso creò?
Che brutti sono i politici di recente, che pena
La gente deve subire, vedere
Le sue attività sudate che segretamente gli rubano meschinamente,
Quel che è stata l'eredità più sacra della natura,
La sua estorsione ingiusta, la caduta al punto zero,
Il pane quotidiano lievitato con lacrime di sangue.
E' modello comune lo scambio delle poltrone di potere?
Oppure ha paura di compromettere lo spirito dall'inizio,
In un flusso infinito di un vagabondaggio,
Dagli occhi schiantati dalle trappole politiche?
Ride. Chi di noi vorrebbe quel che con la sua vita pagherebbe?
Lui se ne è andato, ma comunque il suo regime viene tenuto nello stato reale della vita.
Ed un bacio dovrebbe essere sempre così.
Aspettavo un tuo like.
E pubblicavo qualsiasi foto,
frase stupida, seria, filosofica,
qualsiasi poesia con te fra le righe,
qualsiasi canzone
che mi facesse sembrare libero.
Come se poi fosse un gesto fatale,
come se non fosse soltanto
la tua leggerezza.
E aspettavo che ti facessi viva.
Che fossi viva lo sapevo già.
Eri online a notte fonda,
io guardavo la luna che specchiandosi
si sentiva grassa.
Le canzoni si solubilizzavano
nel vodka lemon e di uscire
non avevo certo voglia.
Eri ovunque e da nessuna parte;
sapevo solo far passare
un pagliaio dalla cruna di un ago
e non era poco alla fine.
senza vedere il traguardo.
Dentro una bolla
una nuvola infinita.
Cerco un viso
un’anima un cuore.
Corro...
Un tappeto di fiori
ricopre la nuvola.
Corro...
Cerco...
L’alba è qua
è arrivata.
Il suono della sveglia
mi riporta alla realtà.
Porterò a spasso
il mio fuoco sacro
legato come aquilone
a quei cieli
e a quei mondi inaccessibili
che danno l'ebbrezza
di un volo superbo,
sopra tutte le bassezze
di tanti buoni propositi
e albe inermi
nell'attesa di un'incerta rinascita.
Divorerò i miei pensieri
come il freddo tempo
ingurgita fameilico
tutti i nostri giochi e attimi
svolazzanti come spazzatura
ai bordi di queste strade
e sarò per un giorno,
anche io
un inconsapevole dio,
padrone del nulla,
del nulla
che tutto possiede.
Il cielo si aprì, si diffuse la notizia, la gente arrivò;
Prima di abbandonare l'ultimo respiro e il sorriso
Rosa, lasciò il Testamento del "non detto" fin'ora.
"Condivideranno a contagocce farmaceutiche l'aria che respireremo.
Sono riempiti d'ossigeno, hanno addensato il collo e gonfiato la pancia."
Dà "il saluto" alle menti dopo l'assemblaggio,
E a tutti gli ideali che una volta pensava che valevano al sacrificio.
Al passante non rimase null'altro da dividere in questa vita
Che le proprie posizioni lo inviano ai gradi di percezione;
Il fuggitivo sembra aver superato tutti i confini delle cicatrici terrestri
Che il cranio umano immagina oltre ogni limite
E alzandosi oltre le frontiere aeree della vita
Vede le maggesi insanguinate di papaveri in fiore.
dispersi nel colore,
evanescenti linee
disciolte nell' oro.
Scalature di giallo
in tempeste di mare,
profili di navi.
Nel cielo nero
archi di sole
e mulinelli di nuvole.
Un grido d' ocra
su acque azzurre
in fragori di onde.
Nelle mani di un uomo
il segreto dell' alba
del suo cuore di luce.
Sulle tele il suo mondo
di silenzi e dolore
di bagliori e di fuoco.








