Un mondo tutto si sposta di miliardi di metri
di fazzoletti fiorati e laceri,
e forse c'è anche un poeta
che zoppicherà lungo il fosso dei pioppi,
il ragazzo che sogna fonti di betulla.
Ma è un'ulteriore illusione,
poi sarà nuova fuga
e terminale.

3 commenti
E' notte di orrori
Jack le budella ti tira fuori
per Dracula ti manca l'aglio
e sei già vampira
Ride e t'artiglia
Freddy maglia a righe
Hannibal t'ha ingoiato la lingua
hai perso sangue ma non langui
La carne che ti rimane
gli zombi ti strappano a brani
ma non soccombi ancora;
ninna di mummia ti risveglia
Vento s’è alzato sulla scogliera,
solitario un gabbiano
sovrasta la roccia
che nido d’amore attende ancora.
…Il suo canto plasma l’aria.
Cento gabbiani sulla spiaggia
in religioso silenzio
ascoltano e s’inchinano
alle note più belle: sono note d’amore,
inno alla vita.
… Sul becco quasi un sorriso,
negli occhi quasi una lacrima,
poi, ali possenti s’aprono
ed innanzi nuovi orizzonti…
e spicca il suo volo…
solitario un gabbiano
sovrasta la roccia
che nido d’amore attende ancora.
…Il suo canto plasma l’aria.
Cento gabbiani sulla spiaggia
in religioso silenzio
ascoltano e s’inchinano
alle note più belle: sono note d’amore,
inno alla vita.
… Sul becco quasi un sorriso,
negli occhi quasi una lacrima,
poi, ali possenti s’aprono
ed innanzi nuovi orizzonti…
e spicca il suo volo…
In alito d’amore, passi sincopati
dan vita a prese improvvisate,
in movenze di tango appassionate
Passi di vita strisciati, lunghi, corti
sempre ben studiati, creano intese
di piacere in disegni attraenti, in spire
di vita coinvolgenti.
Occhi che s’incontrano in eleganti
e voluttuosi sguardi, sussurri, labbra
in fiamme, licenziosi intrecci, di corpi
ammaliati all’unisono forgiati.
Il cuore batte pieno d’amore, anche se
stanco, al ritmo del tango!
La monotonia si rompe infine, prese la notizia da Internet,
Che parla di zoppicate inaspettate nel Settore Energetico,
Ha sviluppato bene la nuova riforma presentata
Con un aumento del 30 per cento del prezzo degli idrocarburi.
E' un popolo pagano allagato nella miseria,
Nato, morto, e di nuovo nato per una seconda volta,
Un paese di aquile, rocce temprate, paletti di recinzione, e
Un piccolo pezzo di terreno pieno di spine lunghe di biancospino.
Lui lo ama ancora di più per quello che è;
Alla fin fine , li ha cresciuto il corpo e la coscienza,
Qualunque sia il male che ha vissuto in un epoca,
E' lavato come la polvere delle strade dalla pioggia.
Questo reticente, battuto e ferito, lo ama tanto, e non
Ha il coraggio di portare rancore e odio per il passato amaro.
Che parla di zoppicate inaspettate nel Settore Energetico,
Ha sviluppato bene la nuova riforma presentata
Con un aumento del 30 per cento del prezzo degli idrocarburi.
E' un popolo pagano allagato nella miseria,
Nato, morto, e di nuovo nato per una seconda volta,
Un paese di aquile, rocce temprate, paletti di recinzione, e
Un piccolo pezzo di terreno pieno di spine lunghe di biancospino.
Lui lo ama ancora di più per quello che è;
Alla fin fine , li ha cresciuto il corpo e la coscienza,
Qualunque sia il male che ha vissuto in un epoca,
E' lavato come la polvere delle strade dalla pioggia.
Questo reticente, battuto e ferito, lo ama tanto, e non
Ha il coraggio di portare rancore e odio per il passato amaro.
Ascolto il silenzio
che brucia intorno
e rivedo quegl’istanti fragili
che non ho saputo racchiudere.
Quelle parole che non si cancellano,
ma rimangono incise nei ricordi .
Ti cercherò ,
dentro le ferite
nelle lunghe notti che ho perso
a rimuginare sugli errori fatti.
Penso alle volte in cui
dicevi di amarmi,
in quel riflesso incatenato
dentro lo specchio
del mio IO.
Andrò via lasciandoti
un pezzo di me
quello che ho spento
e non ho osato difendere
per fare spazio a un nuovo Me.
che brucia intorno
e rivedo quegl’istanti fragili
che non ho saputo racchiudere.
Quelle parole che non si cancellano,
ma rimangono incise nei ricordi .
Ti cercherò ,
dentro le ferite
nelle lunghe notti che ho perso
a rimuginare sugli errori fatti.
Penso alle volte in cui
dicevi di amarmi,
in quel riflesso incatenato
dentro lo specchio
del mio IO.
Andrò via lasciandoti
un pezzo di me
quello che ho spento
e non ho osato difendere
per fare spazio a un nuovo Me.
Farei a meno di sentire
ma il cane graffia il vetro
Mi guarda ottimista
Ma questa gara la vince la tisana al finocchio
che fa pisciare
e altre cose buone che non ricordo
Se non fosse che ha 17 anni
Uscirei
Mi butterei addosso a lui
Lo leccherei
ma ho troppa paura di romperlo
Oramai che si è bloccato il PC
(nel bel mezzo del porno
misto al mio ennesimo innamoramento drammatico)
decido di collassarmi
guardandolo
mentre suda con la lingua
mentre ignora che per sfuggire alla morte
andrà via di casa
mentre arriva l'autunno come uno sputo
Randy
(arrapato)
ha cosparso l'isolato di figli legittimi
un tempo sembrava una frisona
con le palle di un toro
E' sopravvissuto al suo primo agguato
durante il suo primo Natale
(quando gli avevo pure fatto il regalo)
Ha rotto a morsi il collare
quando uno zingaro
credendolo disperso
lo aveva portato a casa sua
E' andato in città a fare compere
E' sempre tornato in qualche modo
Adesso non si regge più in piedi
piscia laddove è accucciato
morde alla rinfusa l'ombra della mano
scambiandola per un pezzo di carne
E' cieco
E' sordo
E' immortale
Decido di aprirgli
ma resta fuori
allora esco io
Mi accuccio
Dormiamo
La stronza inconsapevole
e tutti i riti del malessere
possono aspettare domani
e se per uno dei due l'indomani non arriva
va bene lo stesso
ma il cane graffia il vetro
Mi guarda ottimista
Ma questa gara la vince la tisana al finocchio
che fa pisciare
e altre cose buone che non ricordo
Se non fosse che ha 17 anni
Uscirei
Mi butterei addosso a lui
Lo leccherei
ma ho troppa paura di romperlo
Oramai che si è bloccato il PC
(nel bel mezzo del porno
misto al mio ennesimo innamoramento drammatico)
decido di collassarmi
guardandolo
mentre suda con la lingua
mentre ignora che per sfuggire alla morte
andrà via di casa
mentre arriva l'autunno come uno sputo
Randy
(arrapato)
ha cosparso l'isolato di figli legittimi
un tempo sembrava una frisona
con le palle di un toro
E' sopravvissuto al suo primo agguato
durante il suo primo Natale
(quando gli avevo pure fatto il regalo)
Ha rotto a morsi il collare
quando uno zingaro
credendolo disperso
lo aveva portato a casa sua
E' andato in città a fare compere
E' sempre tornato in qualche modo
Adesso non si regge più in piedi
piscia laddove è accucciato
morde alla rinfusa l'ombra della mano
scambiandola per un pezzo di carne
E' cieco
E' sordo
E' immortale
Decido di aprirgli
ma resta fuori
allora esco io
Mi accuccio
Dormiamo
La stronza inconsapevole
e tutti i riti del malessere
possono aspettare domani
e se per uno dei due l'indomani non arriva
va bene lo stesso
Senza gli squilli delle trombe
si levano gli zombi
allo scadere del secolo
come loro concesso
Famelici di baci e sesso
battono le porte rassicuranti:
"Non portiamo orrore
siamo teneri amanti
in cerca di un po' d'amore
Quei morti risorti
dalla carne sfatta
colante liquami
troveranno chi li ami
dall'orrido attratta?
si levano gli zombi
allo scadere del secolo
come loro concesso
Famelici di baci e sesso
battono le porte rassicuranti:
"Non portiamo orrore
siamo teneri amanti
in cerca di un po' d'amore
Quei morti risorti
dalla carne sfatta
colante liquami
troveranno chi li ami
dall'orrido attratta?
Semplicemente
ricordati di me
di quel gesto timido delle dita
sulle labbra
sulle labbra
dell'inchiostro versato
delle mie parole
della mia pelle ambrata
e rivestita di luna
del profumo di lillà nel fresco mattino
quando piove una goccia di cielo .
Conservo tutti i nostri attimi
nelle mie mani
sfioro una ruga il tempo e gli occhi
del mio domani.
Mio è il tuo pensare.
Mie tutte le stagioni
i colori dell'anima
le note chiare nella mia vita
raccolte strette e luminose due stelle al mio fianco
poi l'alba infuocata
adagiata sul mare.
poi l'alba infuocata
adagiata sul mare.
prima che venga ieri...
Per quanto io possa raccontare storie
quella più bella è una citazione
dall'arte di creare meraviglie
dal niente che contiene l'infinito:
come la piegatura della luce,
equazioni tutte irrazionali,
numeri primi ancora da scoprire
unici spesso come personaggi
esperti verso nuove direzioni.
Di Quanti in fila tutti casuali
verso la stella antica e più remota
giovane in fondo, se paragonata
a ciò che posso solo immaginare.
E dentro me racchiuso,
un micron canta perenni sinfonie.
Per quanto io possa raccontare storie
quella più bella è una citazione
dall'arte di creare meraviglie
dal niente che contiene l'infinito:
come la piegatura della luce,
equazioni tutte irrazionali,
numeri primi ancora da scoprire
unici spesso come personaggi
esperti verso nuove direzioni.
Di Quanti in fila tutti casuali
verso la stella antica e più remota
giovane in fondo, se paragonata
a ciò che posso solo immaginare.
E dentro me racchiuso,
un micron canta perenni sinfonie.
Prima dell naturale colazione
Pregava per gli affamati e gli assetati.
Gli occhi raccoglievano acqua salmastra.
Aveva la sensazione che il pane è
Dono di Dio per tutta l'umanità.
Pensava fino all'estremità
Che la respirazione è fortuna dalle leggi della natura.
Per l'aspiro, incolpava le ombre della notte.
Pregava per gli affamati e gli assetati.
Gli occhi raccoglievano acqua salmastra.
Aveva la sensazione che il pane è
Dono di Dio per tutta l'umanità.
Pensava fino all'estremità
Che la respirazione è fortuna dalle leggi della natura.
Per l'aspiro, incolpava le ombre della notte.
Non commentatemi
perchè se io non vi commento
è inutile che perdete tempo
cercando di interpretare
il mio scrivere banale
pensieri che a volte
anche io fatico a capire
a digerire, razionalizzare.
Non commentatemi
facendo finta d'esser dotti
filosofeggiando
sui miei coglioni rotti
vivisezionando
un attimo della mia vita
che io già sto dimenticando
e non cercate in tutti i modi
d'essere interessanti
nel richiamare l'attenzione
con un commento
ma che sia di scambio.
Non commentatemi
e soprattutto non accendete stelle
non merito lustrini, applausi e inchini
io sono un poeta da strapazzo
che il più delle volte
si rompe il cazzo
di questa poesia
che sembra appagare la malinconia
sputa fiamme dalla bocca
da un'anima in ebollizione
vomita parole che non hanno padrone
concatenate a una lingua senza confine.
Non commentatemi
però leggetemi, quello si
leggetemi sempre
perchè voglio condividere con il mondo la mia gioia
ma anche la mia tristezza, la mia noia
il mio essere e il mio non essere
l'incomprensibile idioma
di un poeta idiota.
perchè se io non vi commento
è inutile che perdete tempo
cercando di interpretare
il mio scrivere banale
pensieri che a volte
anche io fatico a capire
a digerire, razionalizzare.
Non commentatemi
facendo finta d'esser dotti
filosofeggiando
sui miei coglioni rotti
vivisezionando
un attimo della mia vita
che io già sto dimenticando
e non cercate in tutti i modi
d'essere interessanti
nel richiamare l'attenzione
con un commento
ma che sia di scambio.
Non commentatemi
e soprattutto non accendete stelle
non merito lustrini, applausi e inchini
io sono un poeta da strapazzo
che il più delle volte
si rompe il cazzo
di questa poesia
che sembra appagare la malinconia
sputa fiamme dalla bocca
da un'anima in ebollizione
vomita parole che non hanno padrone
concatenate a una lingua senza confine.
Non commentatemi
però leggetemi, quello si
leggetemi sempre
perchè voglio condividere con il mondo la mia gioia
ma anche la mia tristezza, la mia noia
il mio essere e il mio non essere
l'incomprensibile idioma
di un poeta idiota.
Il mio paese
è distante
dieci, cento, mille sogni
da questa anonima terra,
è un alito di vento
furtivo,
un tuono senza eco,
un falò acceso sull'estremità
di quell'ultima spiaggia incontaminata.
Il mio paese è il delirio
di voci lontanissime
che lambiscono appena
quella strana alba nascente,
il tuo incubo
caduto dal letto
prima del tuo risveglio,
un veloce gesto
di un tratto di penna magica
che cancella i miei errori,
un tratto di tempo
tra un'eternità e l'altra.
Questo paese
non ha confini,
non ha abitanti:
in qualsiasi spazio
di ogni remoto ricordo
sarò solo e sempre
un clandestino del vuoto.
è distante
dieci, cento, mille sogni
da questa anonima terra,
è un alito di vento
furtivo,
un tuono senza eco,
un falò acceso sull'estremità
di quell'ultima spiaggia incontaminata.
Il mio paese è il delirio
di voci lontanissime
che lambiscono appena
quella strana alba nascente,
il tuo incubo
caduto dal letto
prima del tuo risveglio,
un veloce gesto
di un tratto di penna magica
che cancella i miei errori,
un tratto di tempo
tra un'eternità e l'altra.
Questo paese
non ha confini,
non ha abitanti:
in qualsiasi spazio
di ogni remoto ricordo
sarò solo e sempre
un clandestino del vuoto.
Voglia di un incontro,
di occhi bramosi entrarti dentro
a risvegliare imbarazzi e pudori.
Voglia di brividi al solo sfiorarsi di mani
nuove,
ancora sconosciute,
di sorrisi accattivanti
che celano fantasie e desideri.
Attese e bramosie
di emozioni,
che esplodano nel petto
e offuschino la mente,
di ginocchia molli e di cuori impazziti.
Voglia di vestiti nuovi
provocanti e colorati,
di giochi maliziosi e intriganti carezze.
Voglia di scoprire
cieli diversi, colori più intensi,
giorni più vivi.
Voglia di follie, di passioni,
di sciocche ingenuità,
di perdere memoria
e tornare ragazzina
tra le braccia di un nuovo amore.
Frugano i genitori nei sogni dei loro bimbi alla ricerca di se stessi.
Si smarriscono da adulti dietro le loro parole
si ritrovano bambini nei giochi con i propri figli.
Abbracci e baci salti e balli…
s’ immergono in un tempo che non conosce età.
Genitori e figli… figli e genitori…
senza ruoli si fondono in teneri gesti.
Questo è il ripetersi della vita,
dove si è figli fino a quando i genitori scompaiono
e si è genitori fino a quando i figli vivono.
Si smarriscono da adulti dietro le loro parole
si ritrovano bambini nei giochi con i propri figli.
Abbracci e baci salti e balli…
s’ immergono in un tempo che non conosce età.
Genitori e figli… figli e genitori…
senza ruoli si fondono in teneri gesti.
Questo è il ripetersi della vita,
dove si è figli fino a quando i genitori scompaiono
e si è genitori fino a quando i figli vivono.










