Lo guardavamo insieme
ci chiedevamo se dormisse
o fosse morto lì fra quelle cime
Il naso rosso dal gelo
non era quello più a sinistra
così adunco a perforare il cielo
Era sdraiato sulla Terra
e non se ne vedeva la fine
con le sue rughe di entroterra
che ci regalavano il fiume
Ti inventavi la sua storia
ma non c'era il lieto fine
per quella sparatoria
ingaggiata contro tre formiche
Parlavamo troppo forte
con la voglia di vederlo sveglio
con l'idea di un pianoforte
per farlo stare meglio
A sera il vento lo sbuffava
e coi torrenti ci piangeva
L'arenaria lo arrossava
ed un rimpianto lo prendeva
Perché averle tolto il mare
e averle tolto ogni dolore
era triste quanto l'aspettare
che tornasse il suo primo amore
Era quella l'ennesima estate
con l'ennesima ghirlanda di fiori
ma a lasciar passare le giornate
perché ormai passate le migliori
I vaporosi castelli incantati
li sognava pur avendoli davanti
Sentiva i baci come aerei schiantati
e lei invecchiare fra i prati verdeggianti
A guardare te avrei fatto io lo stesso
ma a guardarlo sarebbe stato un prezzo alto
Restar per sempre con il rosso addosso
e negli occhi la miseria del cobalto
ci chiedevamo se dormisse
o fosse morto lì fra quelle cime
Il naso rosso dal gelo
non era quello più a sinistra
così adunco a perforare il cielo
Era sdraiato sulla Terra
e non se ne vedeva la fine
con le sue rughe di entroterra
che ci regalavano il fiume
Ti inventavi la sua storia
ma non c'era il lieto fine
per quella sparatoria
ingaggiata contro tre formiche
Parlavamo troppo forte
con la voglia di vederlo sveglio
con l'idea di un pianoforte
per farlo stare meglio
A sera il vento lo sbuffava
e coi torrenti ci piangeva
L'arenaria lo arrossava
ed un rimpianto lo prendeva
Perché averle tolto il mare
e averle tolto ogni dolore
era triste quanto l'aspettare
che tornasse il suo primo amore
Era quella l'ennesima estate
con l'ennesima ghirlanda di fiori
ma a lasciar passare le giornate
perché ormai passate le migliori
I vaporosi castelli incantati
li sognava pur avendoli davanti
Sentiva i baci come aerei schiantati
e lei invecchiare fra i prati verdeggianti
A guardare te avrei fatto io lo stesso
ma a guardarlo sarebbe stato un prezzo alto
Restar per sempre con il rosso addosso
e negli occhi la miseria del cobalto
2 commenti
I versi del cielo sono grigi.
Eccoti, parla di nuovo un altro colore di monte,
quello più mollemente poetico che
vira su Parma tra le violette,
e non si ha il tempo di fissarla
in un sasso
quest'idea di cielo.
Subito sbiadiscono qui a me davanti,
mentre dietro nessuno sa, in quali occhi di ragazzo
o in nuove parole
tenute sul palmo della mano
dalla pioggia.

mentre dietro nessuno sa, in quali occhi di ragazzo
o in nuove parole
tenute sul palmo della mano
dalla pioggia.
“L'attesa è lunga; il mio sogno di te non è finito.”
(Eugenio Montale)
Io
ho
cibo
tutti
i giorni,
dalle nove
del mattino:
ma è te
che aspetto,
non questa manciata
di granturco e frumento.
E se ormai il prima e il poi
non cambieranno più
(da quando ti amo),
sarà nell’immobilità essenziale
della mia memoria involontaria,
che il ricordo diventerà il capire
e che il continuo pensare,
da inutile e transitorio,
si farà idea fissa.
Ho dimenticato,
e poi rivissuto,
ho provato
nostalgia,
ho amato
l’oggetto
perduto
e odiato
il ricordo
ritrovato;
ma alla fine,
nel mio oblio,
io ho custodito
quel che ho potuto:
lo sdoppiamento
di me stesso
e la perpetua
insoddisfazione
di chi ha provato
il male di vivere,
tutte le occasioni
di una solitudine
nient’altro che
esistenziale.
“L'uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione 'sine qua non' di piccole e intermittenti felicità.”
(Eugenio Montale)
Mi abbandono a te
al ritmo del tuo respiro,
in un tempo lento:
lentamente spogliami di me!
Coprimi
di carezze d'intenti
e brividi di sensi:
lentamente avvolgimi!
In questa notte
di mille e più sensazioni,
nell'incanto delle tue parole:
lentamente coinvolgimi!
Prendimi...
Fammi volteggiare
leggera nell'aria
in una danza d'amore:
lentamente travolgimi!
In quest'istante infinito
dell'essere Noi,
amami oltre il piacere estatico
nel profumo di questo divenire
unica e sola essenza:
Poesia di Vita.
Portami.
Portami oltre...
al ritmo del tuo respiro,
in un tempo lento:
lentamente spogliami di me!
Coprimi
di carezze d'intenti
e brividi di sensi:
lentamente avvolgimi!
In questa notte
di mille e più sensazioni,
nell'incanto delle tue parole:
lentamente coinvolgimi!
Prendimi...
Fammi volteggiare
leggera nell'aria
in una danza d'amore:
lentamente travolgimi!
In quest'istante infinito
dell'essere Noi,
amami oltre il piacere estatico
nel profumo di questo divenire
unica e sola essenza:
Poesia di Vita.
Portami.
Portami oltre...
L'onda nera di morte avanza
imperterrita, accorcia la distanza;
distruggendo la storia dell'umanità
cultura persa, che mai più tornerà.
Guerra nel nome diverso di un Dio distante,
è solo un nome; è poi così importante?
Alla fine gli Dei se ne stanno lontani
negli affari mortali non mettono le mani.
È solo un nome, dall'uomo deciso,
Il titolo cambia il profumo di un fiore reciso?
Se l'è chiesto un tempo un grande scrittore,
nel narrare di Giulietta e Romeo, l'amore.
La risposta tutti noi già la sappiamo,
é sempre la stessa e mai la ricordiamo:
fermarsi all'apparenza porta alla distanza,
tra la mera immagine e la pura sostanza .
Solo questo chiedo alla luce folgorante,
non gli do un nome, non è importante,
riattiva all' uomo il cuore, perché adesso tace,
per ricordargli che di ogni guerra è meglio la pace.
imperterrita, accorcia la distanza;
distruggendo la storia dell'umanità
cultura persa, che mai più tornerà.
Guerra nel nome diverso di un Dio distante,
è solo un nome; è poi così importante?
Alla fine gli Dei se ne stanno lontani
negli affari mortali non mettono le mani.
È solo un nome, dall'uomo deciso,
Il titolo cambia il profumo di un fiore reciso?
Se l'è chiesto un tempo un grande scrittore,
nel narrare di Giulietta e Romeo, l'amore.
La risposta tutti noi già la sappiamo,
é sempre la stessa e mai la ricordiamo:
fermarsi all'apparenza porta alla distanza,
tra la mera immagine e la pura sostanza .
Solo questo chiedo alla luce folgorante,
non gli do un nome, non è importante,
riattiva all' uomo il cuore, perché adesso tace,
per ricordargli che di ogni guerra è meglio la pace.
Tremo all’idea di un tuo bacio
ma sogno, bramo , le tue labbra
… le voglio.
E poi mi arrendo,
dolce è il pensiero
di sciogliermi tra le tue braccia.
E in quell’abbraccio mi attardo,
mi abbandono.
… Rinsavisco, freno
davanti alla paura di
accorgermi d’amarti e poi soffrire.
ma sogno, bramo , le tue labbra
… le voglio.
E poi mi arrendo,
dolce è il pensiero
di sciogliermi tra le tue braccia.
E in quell’abbraccio mi attardo,
mi abbandono.
… Rinsavisco, freno
davanti alla paura di
accorgermi d’amarti e poi soffrire.
Mi innamoro di te,
che non mi guardi e che distratto sogni,
mentre nel parco spoglio di verde
passeggio piano,
tra panchine abbandonate
che luccicano umidità
e qualche foglia rimasta a marcire a terra.
Una nuvola bianca spinta dalla brezza del vento
mi sorpassa,
lasciando il cielo pulito dell'ultimo azzurro.
Cammino,
le mani in tasca
ché il freddo ancora attanaglia
e ciuffi di vapore bianco
evaporano nell'aria,
come quelli di un vecchio treno
che s'allontana.
Mi innamoro di te,
al rintocco di una vecchia campana,
che dondola a un passo dalla luna,
è cupola di Roma che suona
ché è l'ora di pregare a mani giunte.
Mi innamoro di te,
aprendo la porta di casa
mentre m'avvolge il tepore
di queste quattro mura
e quando m'accuccio sotto le lenzuola
mi innamoro di te,
che neanche mi conosci.
Apro gli occhi
una luce straordinaria
cattura i miei occhi.
Circondata da nuvoloni neri
con sfumature rosse
forse per questo splendi di più.
Mi fissi
da lassù
quasi a parlarmi.
Alzati mi par di sentire
io vado a letto
sono stanca.
Per te
inizia la giornata
ci vedremo stanotte.
Solito posto
solita ora
seconda stella a destra.
una luce straordinaria
cattura i miei occhi.
Circondata da nuvoloni neri
con sfumature rosse
forse per questo splendi di più.
Mi fissi
da lassù
quasi a parlarmi.
Alzati mi par di sentire
io vado a letto
sono stanca.
Per te
inizia la giornata
ci vedremo stanotte.
Solito posto
solita ora
seconda stella a destra.
Parti recando con te
non la tua casa intera
ma una sporta d'affetto e il gatto
che non basta al tuo riscatto
Abile nel passo doppio
necessario per l'intesa di coppia
nessuno in consonanza trovi
che t'accompagni :
a danzar sola ti tocca
( ha qualche risonanza co n A Liuba che parte di Montale
uno dei miei autori preferiti)
non la tua casa intera
ma una sporta d'affetto e il gatto
che non basta al tuo riscatto
Abile nel passo doppio
necessario per l'intesa di coppia
nessuno in consonanza trovi
che t'accompagni :
a danzar sola ti tocca
( ha qualche risonanza co n A Liuba che parte di Montale
uno dei miei autori preferiti)
L’amore è come il sigaro,
sapore delicato,
seppur sapore amaro
delizia de l’olfatto.
S’accende piano piano,
aspettando con pazienza
fra le dita della mano,
che s’infiammi a sufficienza.
Le magiche volute
che salgon dal suo fumo
t’avvolgono impregnate
come son, del suo profumo.
Ti fan girar la testa,
dei sogni ti fan fare,
ormai, ohibò, non resta
ad esse capitolare.
Però come in amor,
non farti abbindolare,
se il fondo tocchi ognor
potresti anche bruciare !
sapore delicato,
seppur sapore amaro
delizia de l’olfatto.
S’accende piano piano,
aspettando con pazienza
fra le dita della mano,
che s’infiammi a sufficienza.
Le magiche volute
che salgon dal suo fumo
t’avvolgono impregnate
come son, del suo profumo.
Ti fan girar la testa,
dei sogni ti fan fare,
ormai, ohibò, non resta
ad esse capitolare.
Però come in amor,
non farti abbindolare,
se il fondo tocchi ognor
potresti anche bruciare !
Quando luna s'appoggia alla finestra
dentro il buio ristoratore della sera,
nella quiete perfetta
e filtra la sua luce bianca
tra queste quattro mura,
io posso raccontar di me,
dei miei bisbigli, dei miei sospiri.
Con gli occhi pieni di malinconia,
scrivo ciò che detta il cuore
e impiastro il foglio bianco
col nero della notte.
col nero della notte.
Alleggerisco me da queste pene,
le fermo,le imprimo, le inchiodo,
nell'attesa
di sentire meno male,
di sentire meno male,
nell'attesa
di esorcizzare la mancanza,
di esorcizzare la mancanza,
questa infinita nostalgia che ho di te.
Sibila al ceppo la scintilla
Geme l’ombra canticchiante salma di verno
Seduce il fuoco all’incontro con la cenere
sussurrando profezie d’antichi sapori
memorie innamorate d’umidi odori
coccolate liturgie tra mestoli ed affetti.
Il femminil tepore cola tra pentole e canovacci
rassicurante cura all’ardente buio della sera.
L’invito a cena battente grida di bambini
agita memorie nel cuore d’infantili amori.
Questo l’austero pianto d’occhi fissi al cosmo.










