Scrivo sulle lacrime la pretesa vana
di ridisegnare l’ombra alla luce d’assenza,
mancanza che non rinnega casa alle parole
ma sfiora l’inquietudine d’antica danza
e illumina l’elsa all’aporia sana.
Schioccano lingue di fuoco sui seni
tempo vivo di pensiero indagatore
con pretese di fede smarrite lacerando offese
distanze che non smettono d’edificare
macerie di deserti, silenzi derubati d’infiniti cieli
Rianimato dal pianto del cuore in fiamme
senza fiato in vena appare lo spirito indenne
neonato avvolto dall’assoluto incanto
di ricerca in carezze verginee d’armonia
Quale volo anela l’ala che nella mente manca?

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