Sonetto in endecasillabi a maiore, a rime alternate ABAB ABAB CDC DCD, giusto per cazzeggiare un po’.
Ricordo ancora quando il mio obelisco
agli occhi suscitava ammirazione
quando qualche fanciulla in tempo prisco
di maneggiar cedeva a tentazione.
Non tante estimatrici, che arrossisco
troppo in fretta per farne collezione
ma le due che compagne definisco
non pensarono mai all'astensione.
Ora invece se guardo da supino
quel che rimane resta orizzontale…
s'alza poco convinto nel mattino
ma torna a cuccia e pensa «Ma a che vale
se non c'è più nessuna a far giochino»…
Mi sa che questa rima è uscita male.
13/03/2025
Siedimi accanto poesia
e baciami le vertebre
come luna d’estate,
abita i miei sensi
intrisi d’anima
fra passeggiate di parole
vestite di rose e pensieri.
Siedimi accanto poesia
ed accendi silenzi disperati,
ubriaca gli angoli vuoti
di storie irrisolte e strofe d’amore,
confina con le mie labbra mute
e poi, come forbice di mondo,
cuci sulla mia pelle
lo sguardo più bello che indossi.
Sono nata il ventidue -
Il giorno dopo l'arrivo della nuova stagione -
Come una primavera in inverno -
Sbocciavano le viole
e tutto era in colore.
Sono nata che c'era la luna,
nell'incertezza di due segni in transito.
Fiore sbocciato in ritardo
Di me dirà l'Eternità -
Di me scriverà il Tempo
nella sua opera incessante
laboriosa e lenta -
Io Sua creatura -
mi rimetto al suo volere.
Sono nata senza sapere
che la stagione della fioritura
- come quella dell'Amore -
è gioia, tempesta e travaglio -
Per me, come per ogni fiore.
Cerchiamo la vita
nello spazio di un angolo
più o meno a vista
più o meno acuto
regalando l’esclusiva
ad un ottuso punto di vista.
Dovremmo seguire, invece
la crescita
nella linea in ascisse
ma non sempre riusciamo
ad essere ordinati.
Ché ci tratteniamo
tra lo squilibrato battito
degli alti e bassi
di risposte
non sempre all’altezza, anzi
spesso monnezza.
In un dimenticare che
è l’unione che fa la forza
e permetterebbe, ad ogni vettore
di raggiungere
la propria destinazione.
ci sono giorni intrecciati dal destino
per assaporare ciò che manca
al cuore.
Concediti l'onore del coraggio,
accogli con dignità e quieta forza
ogni lacrima caduta,
poiché sei carne viva
e sangue pulsante,
tempio di autentici sentimenti.
Ricorda di alzarti, sempre,
di brandire la tua speranza
finché il fiato resisterà,
finché il canto di una vittoria futura
si leverà nel vento.
Anima mia, non cedere alla tristezza,
anche se i fiori sono assenti nel prato
e gli alberi sfiorano il cielo
con rami aridi,
le tue mani, benché vuote,
custodiscono germogli di saggezza.
Dopo ogni tempesta,
il sole tornerà a baciarti.
Non temere il tempo che fugge,
sii paziente, abbi fede,
e troverai una nuova luce
nelle gioie che verranno,
gioie che illumineranno i tuoi giorni
come stelle che sfidano i diamanti,
riflessi di sogni mai dimenticati.
ancora ci apparteniamo
Come una stella di vetro
bruci fragile nell’oblio,
giochi coi regali della solitudine,
litighi coi capoversi dell’anima,
colori i tuoi silenzi di dolore,
perdi te stessa nel buio dei giorni.
Ma non muore la poesia sulle tue labbra,
lei ti cuce addosso il mondo,
ama il bozzolo della tua pazzia,
ti si confessa vera,
come il battito sensato della vita.
Ed allora, donna nata in primavera,
rincorri gli indirizzi della sua casa,
specchiati nelle vene di un tormento,
sii un errore di meritata felicità
perduto in un desiderio d’amore.
Dedicata ad Alda Merini
Sonetto in endecasillabi a maiore, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate ABBA ABBA CDC DCD.
Coriandoli rimasti sulla strada
dopo che il martedì grasso è passato
è quanto son sicuro avrà lasciato
la vita mia finita la rugiada.
Non è stata esistenza come giada
ma sassi di risulta e chi ha scavato
dopo aver valutato, abbandonato
m'ha presso un parapetto sulla rada.
Il tempo passa dandole ragione
per i progetti fatti e abbandonati
non certo ché mancò la convinzione
ma in grossa crisi fummo rovinati
senza trovar la via per l'evasione,
restando anche domani ancor braccati.
13/03/2025
I fulmini illuminano le montagne folli
attorno al nostro orizzonte dove l’arrivo della notte
incupisce il nostro triste affetto
uniti sotto un cielo nero
abbiamo perso la voglia di parlarci
affoghiamo lenti, inesorabili
nel mare stagnante del silenzio
le nostre parole non accarezzavano più
i nostri sentimenti
le mille avventure di una notte
non saziavano più la fame l’uno dell’altra
il sonno dei nostri sogni
svuotava il vivere.








