Quando un amore 
È una stella
Che brilla
Nell'immensità 
Del nostro cuore 
Ci dà la possibilità 
Di crescere
Ovunque esso sia.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Pelle secca

unghie

peluria

siamo polvere

denti

ossa

tendini

siamo viscere

carne appassita

abbandonata

nel buio

nella nebbia

siamo muschio

siamo fango

aspettiamo

un segno

un tracciato

una strada

aspettiamo chini

dietro chi

prima di noi

chino era già

aspettiamo

un numero

una data

in coda

aspettiamo

il nostro turno.

Siamo i prossimi

che verranno

prima di alcuni

e dopo di altri

siamo tornati

per andarcene

di nuovo.

Siamo i nuovi morti.

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Profilo Autore: FRA  

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V'è una foglia morta
che sorride:
Forse felice
di cedere il suo inverno
alla camelia primaverile.
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Profilo Autore: FlorYana  

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La penna di un poeta è luce nell’oscurità,

una cometa di sogni e parole

a baciare i fogli dell’anima

e tu poesia, che abiti nella luna,

fiorisci anche nei cuori

ed i regali del silenzio

ti abbracceranno come neve

in un giorno di dicembre.

La poesia è il perimetro scalzo

di ogni mio tramonto,

il pensiero dei miei pensieri,

la storia delle mie emozioni,

la poesia è casa del mio sangue,

il cassetto del mio cielo,

un giardino di rose rosse

in cui ancora danzano le fate,

la poesia è il dolce bozzolo del mondo.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1058 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Affacciati sul mare
che lambisce scogli
in luminosa foschia
tutto avvolge l'incanto
d'un circuito d'amore!
Anime Belle, colme d'affetto,
son qui per Te: nasci di nuovo!
Occhi profondi dove ti tuffi,
sguardi d'amore ch'Egli ti dà
sempre in attesa che lo chiami Papà!
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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Sudore e lezzo

spalla contro spalla

dorsi come onde

gravido appiccicume

riso, grida, canto

tempie e sibili

tonfo nei polmoni

moderna danza

antico fetore

notte, colore, lampi

astri titubanti. 

Come falene bagnate

sulla luce strisciamo

alcool nelle ali

torpido rantolo

falò, brace, cenere

tripudio e conato

sonno

silenzio

redenzione.

Che un Dio qualunque

ci maledica tutti

per aver smesso di peccare

quando eravamo ancora vivi.

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Profilo Autore: FRA  

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Non s'ode che il tuo incedere leggero
sul pavimento del creato,
Oh sublime, Oh divina!
Da te fiorisce ciò che altrove vita non troverebbe.
Ti ergi, splendente di bellezza
come la Venere dalle acque;
All'alba di ogni celeste giorno,
al tuo canto,
il cielo si colora o si annotta,
e il mondo sa che può iniziare a svegliarsi
oppure a sognare.
Non possiedi confini,
né l'alba, né la notte racchiudono in esse
la tua eternità.
Sei capace di ogni cosa,
Oh bella, Oh potente!
Vulcano di emozioni indomite,
Terremoto dai passi lievi,
Sembra Tu provenga da un incantesimo ben riuscito,
per errore fortuito o per distrazione;
I difetti tuoi sono pregi
dal momento che esisti,
e pari a te nessun'altra creatura mai.
A te ogni cosa è concessa Donna,
Perché Tu sola, comunque e Sempre.


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Profilo Autore: FlorYana  

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Serventese bicaudato (formato da endecasillabi e settenari secondo lo schema AAAbAb-BBBcBc eccetera) Forse è leggermente triste, ma ormai l’ho scritto e alla fine ho cliccato su “Salva”. Perdonatemene.


Difettoso in un mondo per perfetti,
il mio silenzio implora dolci affetti
ma capisco che l’esser tra i reietti
non mi lascia speranza;
socchiudo gli occhi, serro i denti stretti…
eco di pianto in stanza.

Del resto stare solo è circostanza
che alla mia debolezza dà sostanza
senza cadere nella rinomanza
d’essere un gran piagnone;
del resto non sarebbe che quietanza¹
dell’essere un coglione.

Non son cresciuto, sono un bambinone
pure invecchiato e lento nell’azione
e certo sanno tutti a perfezione
che l’uomo vero è forte
e a piagnistei ed a lamentazione
chiuse ha tutte le porte.

Nella camera buia non son scorte
queste lacrime che per malasorte
sulle guance mi scorrono contorte
mentre piango in silenzio
e a progetti infattibili di morte
solitario presenzio.

Cerco invano Leucadia di Terenzio
per distrarmi perché non ho l’assenzio
e se in fretta il pensiero non licenzio
vado incontro ad un crollo…
debbo pensare ad altro, lo evidenzio…
ma singhiozzo e barcollo.

Sto pensando ad un cappio intorno al collo…
guardo altrove… non riesco… no, non mollo!
So che sono soltanto ottuso pollo
ma mi spaventa in nulla
e di dosso in un impeto mi scrollo
quell’idea che mi culla,

desiderio di spegnermi che frulla
per guardare da sotto terra brulla…
lascio stare l’Elimina e l’Annulla
torno in fretta a cliccare
accampando la scusa più fasulla:
per non far disperare!

Il tormento riprende nel pensare
a chi mai si potrà poi disperare:
sì, mia madre son certo che penare
prenderà senza fine,
ma tanti altri staranno a festeggiare,
gente ch’è poco incline

a vedermi percorrer sulle spine
tra antiaritmici e cardioaspirine
con le palpitazioni ballerine
in mancanza di fiato
tra le analisi di sangue ed urine
d’un viver insensato.

Poi la banca e chi soldi m’ha prestato
allorché dal lavoro fui cacciato
dall’ipoteca e mutuo assillato
oramai l’ha capito:
dacché casa e salute m’han levato
il rientro è svanito!

Se da lucido quindi l’ho capito
d’essere uomo mancato e ormai finito,
com’è che dell’amore ancora il mito
mi ritrovo a sognare?
Evidente che pessimo partito
posso rappresentare.

Non ha senso e mi devo rassegnare,
i suoi dolci occhi verdi io scordare
sola cosa sensata ch’è da fare.
E se ben ci rifletti
non ha senso nemmeno più sognare
mentre la fine aspetti.


¹: ricevuta, conferma.


10/03/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Mi guardi e non mi aspetti
Tra ricordi senza fine
Il mio cuore non ha più spine
Nei riflessi dei tuoi sguardi 
Ho cercato di dimenticarti 
Frantumando sentimenti 
Col chiaroscuro della notte 
Perso tra parole e confini
Che ci legano alla sorte
Nella mia anima 
Non ho trovato più domande 
Ma solo guai
Mentre tu pensi ad altro ormai
Immensa come la vita
La nostra storia 
Non è mai stata una sfida 
Capricci ebbri di emozioni 
Privi di pretese e risposte 
Intente a consumare 
I rubini delle nostre colpe
Tu eri così bella
Nello sconcerto del mio smarrimento 
Ho trascorso il tempo 
A sostenere la mia unica ragione 
Ma nelle mani stringo ancora
Il petalo di un'illusione.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Vento, 
che mi stringi i polsi,
mi tracci i sensi e il perdono,
travolgi ogni mio senso del pudore.
Eppure riesco a non lasciarmi
andare, so essere neutrale
tra le tue spalle.
Soffi forte tra le mie ciglia fragili,
e fai scorrer via lacrime e parole.
Sferzi sulla pelle come sabbia 
che fa dimenticare, tutte quelle
battaglie perse, che non vuoi
più ricordare.
Ritorna adesso la tua calma,
ed io mi perdo nel tuo addio.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Un poeta

stringe il cielo fra le mani

e ne fa casa e dolore,

solitudine e ribellione,

pace e consolazione,

ma la poesia,

stretta ancora

nel bozzolo del silenzio,

intinge il suo battito

nei dialoghi della vita

e ne fa sogno e primavera,

cuore ed alba d’anima,

marea e parola che acceca.

La poesia è figlia dei poeti,

è il loro infinito venire al mondo

fra gli sguardi incompiuti

di una dolcissima luna.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Dove sei, ci sono. Nell’aria che sfiora la tua pelle, nel sole che danza tra le foglie, nel mare che riflette i tuoi pensieri. Sei lontano, eppure vicino, un battito che segue il mio respiro, un sussurro nel vento della sera, un nome che il cuore sa pronunciare. La distanza è solo un’ombra leggera, un filo sottile che mai si spezza. Perché dove sei, io sono. E dove sarò, ci saremo.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Nella cucina del tempo sospeso,
dove l’ombra si posa come un gatto stanco,
lei canta: una lavastoviglie antica,
smalto color di nuvole sfiorite.
Nostalgia è la sua pelle,
una tinta che il sole ha disidratato,
eppure le sue vene pulsano ancora
di acqua calda e segreti.

Apri il suo ventre d’acciaio,
ed ecco il concerto:
i cucchiai danzano un minuetto opaco,
le tazze sussurrano frammenti di mattini -caffè versato in fretta, voci smozzicate-
mentre il motore ronza come un’ape anziana
che non sa fermarsi.
È una sinfonia di cose dimenticate,
un coro di oggetti che ricordano
le mani che li hanno sfiorati.

A mezzanotte, quando il silenzio
si stende come cenere sul tavolo,
lei intona la sua ninnananna meccanica:
gorgoglii di fiumi domestici,
scrosci che lavano via la solitudine.
Ogni ciclo è un verso,
ogni vibrazione una carezza
che scaccia i fantasmi del presente.

Forse un giorno tacerà,
sostituita dal freddo luccichio del nuovo.
Ma finché le sue note graffiate
riempiono gli angoli vuoti,
io ascolto.
Nella sua orchestra di stoviglie e ricordi,
anche il nulla ha un ritmo,
e la malinconia indossa
un grembiule macchiato di luce.

Per arrivare terzi 
devono sempre far male le spalle.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Io che di santo non sono uno stinco,
Finirò in una cassa di zinco,
Accanto a me nessuno avrò vicino,
Me ne starò silente e supino.

Sicuramente ben vestito e incravattato,
Con un piccolo cuscino sotto il capo,
Le mani giunte sul mio petto,
Con i miei cari al mio cospetto.

Eppure dopo tanti e duri sacrifici,
Questi ahimè non possono che esser gli auspici,
Una degna e nobile sepoltura,
In una cappella solida e sicura.

Eppure questa cassa di zinco non mi piace,
Non so se mai troverò in essa la desiderata pace,
Per me lo zinco l'olio ha sempre conservato 
Cosa mai c'entro io li' dentro coricato?
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Quando il mare 
fa l'amore con il cielo
un sorriso si fa faro

e mentre il vento 
sussurra storie 
le nuvole si radunano
tra danze di fulmini 
e l'eco di tuoni 

ed ecco la tempesta
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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