Spiegatemi cos’è la nostalgia,
voi che per tutto avete una risposta,
che dei dolori e delle gioie altrui
fate medaglie per i petti vostri.
Che ne sapete di quel labirinto
dove volteggiano sciabole e lame,
fatte d’ovatta che non ha scadenza,
pronte a posar la punta sulla pelle,
sulla radice di un capello bianco,
sul labile confine che separa
il cuor dall’anima che non invecchia?
Spiegatemi cos’è la nostalgia,
ma non codesta, che puntuale arriva
da ingenua meretrice travestita
a vendermi ricordi già comprati
e a spogliarmi della corazza lenta.
Spiegatemi quell’altra nostalgia
che altrettanto non ritarda mai
da navigata meretrice travestita
a mettersi in mezzo nei giorni miei migliori.
Così allora accade che, tutto preso
dai rari lampi d’un buon presente,
tuffato nel bel mezzo della festa
io sposto gli occhi a quel dolce passato
ed il confronto blocca ahimè il passo.
Ora che ho esposto il mio problema
riunitevi al più presto in un consulto
e, per favore, poi non rispondete
che quella serve, è buona terapia
per via del suo principio attivo
che stimola del cheto i recettori
ed alla fine, anche se si piange,
ogni vissuto vale a tonificare.
Tutto ciò lo so già, ditemi altro!
*
Stesura 2009
Non sei sporco di luna
come giglio della terra,
il rosario della tua pelle
è inchiostro di carbone,
tela d’insulti e frustrate,
mondi di sguardi senza diritti
consumati al mercato degli schiavi.
Lacrime di sangue e fatica
imbiancano campi di cotone
come schiaffi di nuda miseria
a compiacer il volto dei padroni,
ma l’orologio della storia
truffa scarti d’uguaglianza,
spezza i rintocchi di mille catene,
ma questa umanità,
ancora di Dio acerba,
del suo stesso dolore
sarà per sempre serva.
Per la Giornata internazionale contro la discriminazione razziale
Tre quartine di ottonari monorima.
Finché dura è amore eterno,
poi diventa pianto e inferno
che ti svuota dell'interno
e ti spoglia come inverno.
Fisso appunti sul quaderno
o sul tablet più moderno
mentre lascio al malgoverno
vecchio involucro mio esterno.
Il pensiero è subalterno
al dolore a centro sterno,
sfoglio foto e spesso alterno
bei ricordi e pianto odierno.
02/03/2025
che sai di Social e Tecnologia,
che sai di Spazio e Quantistica,
Hai mai visto le lucciole?
lasciava cadere Stelle
e intorno era tutto un pulsare
tremulo e gentile...
L'aria era tersa e pulita,
si coltivava la terra,
senza usare veleni.
Fragile Meraviglia di Luce,
come sottile tappeto,
si adagiava su prati,
siepi ed arbusti
a coprirli di velato respiro,
lasciava l'anima attonita
a chiedere a Madre Natura
se fossimo degni di tale Bellezza!
Ora le lucciole non si vedono più:
l'Uomo si è scoperto indegno
di tanta Bellezza! L'aria tossica
ha ucciso le fragili luci,
ma se tu saprai porre rimedio
agli errori delle passate generazioni,
allora la sera, tutto intorno a te,
il prato si accenderà di tremule luci:
il Cielo tornerà a far cadere le Stelle!
Tutti puntuali ogni mattina,
Vicini come perfetti sconosciuti,
sempre ogni dì per pochi minuti.
C' è la ragazza fissa sul suo telefonino,
C' è colui immobile come un manichino,
Tutti a dar un occhio in fondo alla via,
Paion come aspettare una funivia.
Compagni di una fetta di giornata,
con cui non v'è mai una chiacchierata,
sguardi tutti tesi e corrucciati,
in pochi metri quadri come anestetizzati.
Da lontano il bus si scorge finalmente,
arriva già pieno di altra gente,
saliti alle precedenti fermate,
tutti a dar vita alle lor mattinate.
L’aquilone del tempo
ancora vola nei ricordi
ed ho in tasca i tuoi consigli
come scrigni di farfalle,
nei miei occhi i tuoi sorrisi,
accesi come parole,
nel freddo della notte.
Un padre siede accanto al tuo cuore,
regala i suoi passi alle stelle
perché il cielo ti abbracci dentro,
legge con te il battito del mondo
come l’aquilone del tempo
che ancora vola sul nostro volto.
Primavera dice: "Nasci!"
ma l'inverno ancor minaccia
sulle spalle il peso schiaccia.
Perdi tutto se ora lasci?
Una rondine nel vento
mi distoglie dal tormento.
Siamo tutti al ciel protesi
come rami verso il sole
ci vestiamo di parole
per, nel cuor, restare illesi.
Sol chi orecchio sa usare
può capire e decifrare.
Fredda soffia la paura
sulle primule giulive
che comunque restan vive
e si godon l'avventura.
Forse è questo il trucco solo:
vivi l'oggi e fai il tuo volo.
risalta sulla neve che
lenta scende ovattando rumore.
Silenzio che scuote come
frastuono, che esalta le vene,
sotto pini alti e fermi.
E cammino con passo fermo,
dondolando i fianchi,
che esaltano il cammino,
portano sulle spalle un anno in più,
come fardello, ma sorrido,
sotto il cuore ho nascosto
un tesoro che mi dà la forza,
quella, che riesce a elevare
il mio spirito in cammino.
Quella che mi fa amare ancora,
senza perdermi.
E sono apostrofi di cuore
le geografie degli sguardi suoi,
quei capelli disordinati
grigi come cielo d’aprile,
un volo d’altalene ed aquiloni
le sue mani forti e gentili.
Un padre ricama stracci di felicità,
la casa perfetta è nei suoi abbracci,
abbracci che un figlio non dimentica mai
perché un padre ed un figlio
sono autori della stessa dolce storia,
frammento lucente della stessa stella,
stessa impronta sulla sabbia,
amore sconfinato dello stesso amore.









