C’è un temporale in corso in città
esci a prendere una boccata d’aria
e qualche secchiata d’acqua gelata
il mendicante con l’ombrello non fiata
ma tende la mano, vedi che ha l’orticaria
l’ha preso raccogliendo margherite e lillà.
Il rullante del cielo è in gran forma
picchia duro sulle casse, sembra un concerto
non un acquazzone notturno, batti le mani
a tempo, sarà pure una notte da cani
ma è così che ti piace stare all’aperto
bastian contrario e fuori da ogni norma.
Hai il cuore di una pozzanghera, esisti
solo quando fuori si scatena la bufera
c’è calma piatta nelle giornate di sole.
L’alba è già dietro le nubi, le tue parole
non le ascolta nessuno, la cerniera
del tempo è chiusa, ma ancora resisti.
La città si risveglia, puoi fare colazione
comprare il giornale e gettarlo nel cestino
dell’immondizia senza averlo neanche letto
sbirciare da una vetrina il tuo aspetto
magari chiedere una canna a un postino
e ordinare il caffè al bar della stazione.
Forse lo fai per gioco o per dispetto
ti piace vagare sotto la pioggia battente
per riordinare le idee e tornare al passato
con la mente, ma ora lo sai, ciò che è stato
non torna, e se il futuro è una lente
sfocata, non c’è pace sotto questo tetto.

Commenti
STRAORDINARIO SCORRERE I SUOI VERSI PIOVVIGGINOSI.
LIETO MERIGGIO.
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Lo hai reso poeticamente in modo davvero intenso.
Ma ho voglia ugualmente di inviarti un
Vera