Il coccodrillo piangeva lacrime di gioia
da quando la sua compagna era fuggita
col capo del branco a sud di Nairobi.
Le cascate non avevano invertito
il senso di marcia solo per questo
e le scimmie si strofinavano i lombi
con una crema solare scaduta.
Il film in prima visione era una noia.
Risalendo la corrente la balena
innamorata si sentiva una sirena
per fortuna Ulisse aveva i tappi
alle orecchie e una benda agli occhi.
Ci fu un momento in cui i falchi
suonarono Mozart, quello in cui i ceppi
dei suoi polsi si aprirono e la cena
finì in mare. Il re era senza corona.
Penelope aveva tre fidanzati ufficiali
e il marito in guerra, ma si sentiva
casta e pura come una conchiglia.
Il mare era piatto e Nettuno dormiva
quel giorno che tutto andò alla deriva.
Tra gli amanti scoppiò un parapiglia
per i turni della notte. Chi ascoltava
non capiva le leggi dei tribunali.
E’ un incubo la notte, i sogni sono folletti
sospesi sul cuore, c’è un ombra nella stanza
e non sparirà nemmeno domani mattina.
L’ultimo flash è un saluto indefinito
più uno sberleffo che un grugnito
la stangona bionda ha preso una medicina
vietata, ora è abbronzata e in vacanza
ma i jeans le stanno troppo stretti.

Commenti
Il mio elogio e la mia lieta settimana Francesco.
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