Calce viva tra i fili larghi della lana,
occhi allegri e sempre bagnati,
l'odore del mosto,
le mani...
Le mani
ruvide
sfregano sulla schiena dolente,
odore di canfora.
Dritto vicino al fuoco scacci i pensieri
con piccoli sbuffi...
...che tristezza ricordare la vita che hai
perso,
gli abbracci negati,
le mani spaccate dal freddo di una
notte non ancora scaldata dal sole...
Nascesti padre del fanciullo che ti
diede il nome,
rifugio dei tuoi fratelli,
farò dei tuoi figli,
marito di più donne...
Mai stanco...
Mai triste...
Mai vecchio...
Mai bambino...
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Profilo Autore: jimbo82  

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Commenti  

Hera
# Hera 19-01-2017 20:27
molto triste e moto bella, specie la chiusa della poesia.............. ....Bella davvero!
Sabyr
+1 # Sabyr 20-01-2017 11:40
Veramente bella sia per le sensazioni che offre, sia per la riflessione...Nasces ti padre del fanciullo che ti diede il nome, ecco, questo verso poi è davvero speciale. :-)

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