so già di te e dei tuoi inganni, muta
è la lingua, gli anni trascorsi a cercarti
all’indirizzo sbagliato, capirò che amarti
non è stata una sorpresa, sei la stessa
di sempre, una variazione della farsa
in tre atti di vite in parallelo in mondi
contigui, bui gli angoli, grigi gli sfondi
i tondi e i quadrati della memoria perenne
e le parentesi aperte tra le pieghe di gonne
trasparenti. E ti dico, ora che sei caduta
del tempo che mi ha attraversato, della seta
che sei stata per un giorno e del resto
che non ho capito, se sono stato onesto
se non mi sono tradito, se nelle pieghe
del buio ho scorto la forza delle dighe
è perché ti avevo già vista in azione
così uguale alle altre, girata di spalle
a ordire trame dietro il riparo di folle
plaudenti. Qualcosa eppure è rimasto
un suono attutito, un'eco sottile al posto
della radiazione di fondo dell’anima
spenta. E se sei stata il passato del futuro
abortito sul nascere, il ricordo venturo
di ciò che non è successo, non crucciarti
leggimi, scrivimi e cercami tra le tue parti.


Unendo s’adora tra dolci parole
Nel campo fiorito del sentimento più puro.
Momenti unici… il dì riporta
Oro sgorgato dall’alma più vera.
Non ci sono più spine
Donato l’affetto, rinasce
Orgoglio infinito, perenne calore.
Dentro un abbraccio… il gioioso s’avanza!
Altro rinasce, altro riporta,
Magico vivere incontro ti viene
Oggi, domani, sempre e… soltanto
Ridon i cuori ormai disserri…
E ne l’istrada ognuno è fratello!

per sua stessa ammissione
lasciando impronte
a caso ovunque
nel depistare
la sicura sconfitta
a venire
era leggenda
nell'orizzonte infinito
e in dorati riflessi
per non morire
confondeva la terra
si sedette stanco
un attimo solo
e credendo
che il silenzio
l'avrebbe protetta
si fece cullare
dall'ultima luce
ma il volo
divenne il buio
e come d'incanto
finalmente fu notte
LO SFONDO S'APRE
DIETRO LA TORRE
COLORE APPANNATO
TRADITO DA VETRI INTRISI
SBOCCIA NELL'IMPULSO
LUCE SENZA PAROLE
SOLE BOLLENTE
ORFANO DI FAMIGLIA
NEGATA PROLE
EGOISTA VOLUTO
A LUGLIO
IMPAURISCE LE AIUOLE
S'ALLARGA CON CLAMORE
A TUTTI I COSTI
NEI FORMICAI DEGLI ACCECATI
SUCCEDE
SI GUARDA FUORI
COME MAI
E' STATO CANCELLATO
IL LIMITE DEI GUAI
dai sentieri disfatti e pensieri sparsi su tutte le cose.
Bagnata da questo mio tempo
La terra che indosso
ha il sapore del mare
L'inverno
ha cornici di passi lenti sulla neve
una tovaglia colorata appesa al sole

Brilla memoria ora del presente
ad avvolgere il fiato e (dentro) corde,
tenere fermo lo sfondo
sotto le palpebre, perché
non scivoli sulle lontananze.
La voce d’aria, continua a raccontare
mentre si entra ed esce dalle attese.
Custode delle porte apro fessure
per una traccia al buio, di meraviglia.
per l'amicizia,
è un cerchio che gira
ritornando sempre,
restando
sempre intatta
se è vera,
la vita si allunga
quando c'è un amico,
la vita è bella
con un'amico,
i giorni ti sorridono,
basta una battuta
e tutto si capovolge,
dalla sofferenza
arriva l'allegria,
la vita sarebbe vuota
senza un amico come te,
la vita
avrebbe un
vuoto esistenziale.
Povero,
piccolo
vecchio
pianeta,
che quando
lo guardo dall'alto,
mi sembra un niente
questa breve ferita.
Proprio un attimo,
che prima si apre
e subito dopo
si chiude;
come
la
ruota
che fa
la coda
del cane.
Sei hermosa,
Fortune Cookie,
sei mille miglia
in una vita.
Che poi
è
già l'ora
del papillon,
di prepararsi
con amore,
al nostro
prossimo
brevissimo
viaggio.
Seppellirò ogni mio rancore
ogni mio spasmo di vento
sotto terra e radici
nasconderò l'anima al mondo
in attesa della luce
chiuderò gli occhi per non vedere
il mio corpo che brucia
tra tizzoni ardenti e cenere
serrerò i pugni pronti a combattere
contro il dolore e riempirò
lo spirito di acqua purificatrice
acqua salata come lacrime
parlerò senza inibizioni
griderò
pezzetti di me spargerò come sabbia
sono solo un'evanescenza
che vibra nell'aria
in perpetuo mutamento
Il primo mi ha sollevato da terra e con gli altri,
pur insicuri, incominciavo ad esplorare il mondo.
di umiltà e di campagna.
Ho sempre amato sentire il vento sulla pelle,
mi da la sensazione di un viaggio in luoghi lontani
e la voce dei miei avi nel mormorio del vento.
Ogni giorno creo la mia avventura.
Ancora mi arrampico sugli alberi
con lo spirito da guerriera,
e come un vecchio pirata,
mi invento nemici da sconfiggere.
Dall'alto dell'albero vedo il mare
gonfiarsi con la mia fantasia.
Ormai ho imparato a cavalcare l'onda
e cercare di esser felice con quello che ho.
il resto il volo nel tempo che passa.
con l'ombra che non si proietta
e la paura che non si prova
L'incudine è troppo leggera
e bollente ogni freddura
La malattia di essere un angelo
Quella si ripara con l'ombrello
con l'acqua che trapassa le ali sporgenti
La mania di collezionare i fallimenti altrui
Il dottore dovrà dare imbarazzato l'annuncio
mentre il morto si guarda dai piedi del letto
La malattia intoccabile
non si infrange sugli spigoli spuntati
La malattia di essere un angelo
come una piccola mancia presa a rate
non ha ragione di esistere
ma neanche di essere guarita
L'importante è quella spicciolata di ali sporgenti
con tutta l'aria che non possono spostare
Volti
che la vita mi ha donato da guardare
volti
pregni di storia e di sorrisi
dove scorrono pensieri come nuvole d'aprile
volti
dove perdersi tra occhi
che parlano in silenzio
volti
duri e senza amore
o solo chiusi dal dolore
volti da prendere tra le mani e baciare
volti
da asciugare con la pelle del tuo viso
e il contatto ti darà le carezze più vere
volti
dell'umanità
un pallido sogno.
La speranza di un abbraccio,
di una mano che si tendesse, per rialzarsi.
... Identità mai più ritrovata, da anni,
già dispersa nel nulla.
… Casa di carta e uno straccio,
sempre lo stesso, dentro
il respiro affannato di chi
resiste senza speranza,
mentre le merle si nascondono
nei comignoli a cibarsi di calore.
… L’Angelo, da solo,
più niente ha potuto e, stanotte,
le stelle han portato luce nel vuoto.
... Raduno di abbracci,
nel gelo della morte
a sollevare una lanterna di carta
portata lontano, in alto,
come sogni alla meta.
...Luce e calore per quel pugno
di dolore e solitudine…













