lieta e leggiadra ritorna
come ali di farfalla incanta,
soave eterno amor
chè gia l'esistenza ripaga
di cantar mi accingo le tue sostanze,
ardente pura vivida fiamma
speme ed essenza di ogni uomo
vita di luce.
Assorta in si dolce oblio,
dimentica di loco, pareti e porte ,
confini invisibili,
sacri e cari or paiono i testi cui mi appresto dedicar
poichè ove Eros giunge
una nuova Terra pare l'Olimpo degli Dei.
e va scambiando la verità per la bugia,

La vita a che serve la vita
se nel buio ci vivi
e sai di non poterne uscire.
Certo che l’amore
quello non t’ha mai abbandonato
anzi ha combattuto con te
fino alla fine.
Il sole, i colori
ti mancano da un po’
ora potrai finalmente accarezzarli
perché il buio s’è spento
i tuoi occhi ora vedono
e sai che la vita continua
proprio dove tu l’hai finita…
Quand’ero io
prima che i miei percorsi
fossero interrotti da vane imposizioni.
Quand’ero io
prima che il mio essere loquace
fosse spento da un tremendo silenzio.
Quand’ero io
prima che la mia spontaneità
venisse deviata da menzogne e falsità.
Quand’ero io
prima che il mio cuore
venisse infranto dai suoi sogni speranzosi.
Quand’ero io
prima che tutto intorno a me
divenisse inutile circostanza.
Quand’ero io:
bene, ci siete riusciti
ora non sono più io
sono a metà tra me e voi altri.
che avanzi leggiadra,
la natura s'inchina
e le rondini si fanno corona.
Intensi profumi irrompono
sulla terra dormiente
e gli alberi nudi
or vestiti a festa,
celebrano la Sublime Presenza.
L'animo, un tempo silente,
canta melodie al cielo turchino
e l'esplosione di colori
ravviva i pallidi volti oscurati.
Negli aridi cuori feriti
germoglia una lacrima.
concentrato in due punti
ed ogni sua sfumatura
per dar forma alla luce
circoscrivendo infiniti
di una sublime bellezza
da convivere al tempo
per provare a eternarla
in questa ridimensione
in cui ora mi hai messo
come se fosse il piu' tuo
dei miei diversi universi
che crei ad ogni sguardo
per quell'attimo e basta
Per fortuna che sei in me
Per fortuna non è un film
Piuma leggera
portata dal vento
volteggi incapace di direzione
sobbalzi e crei
danze mai viste e provate
ti fai portare come anima libera
sullo spazio infinito, e
nulla placa il tuo volo.
poi ancora un colpo più forte
e nell'acqua ti fermi
galleggi ma
ti bagni di gocce di pianto di nuvola
e diventi pesante come piombo
ma non riesci ad affondare
sei fatta di vento e spirito
sei soffio di vita
sei fatta per volare....impalpabile soffio

Erano una meraviglia...
oh, se erano una meraviglia
quei giorni
rivisti con gli occhi della mente
e col senno di poi!
Ci fecero rivalutare
il loro valore reale, la loro bellezza,
la loro genuinità
in una libertà di sole e di vento.
Anche se ogni passo
[anche allora]
doveva essere una conquista,
lo sprone della speranza correva veloce
e l'afflato d'andare avanti
metteva le ali all'anima
per il raggiungimento di un nostro paradiso.
Emozioni affrontare muri invalicabili
con coraggio e veemenza
per guadagnarci cose importanti
che vestivano i giorni di fulgido chiarore:
sensazioni che ci inviavano in orienti di luce
accarezzanti la fronte e le spalle
in un tempo che ci prospettava
orizzonti d'azzurro.
addolorando la pupilla

Forte al seno
trattieni bimbi addormentati
e latte come fiume che scorre
per saziare
madre pura come giglio
nei tuoi occhi veglia il sonno
che non riesci a provare
dal tuo ventre creature sono nate
tra i singhiozzi respirando a fatica
le tue labbra colme di baci
per cullare san di miele e dolci ninne
sei smarrita
e a loro tu ti stringi
trai forza dai virgulti
che con occhi estatici osservano
piccole farfalle le manine
s'aggrappano a te
e ti stringono piu' dei lacci
son cordoni ombelicali
che mai più recidere dovrà
sei amore puro, amore vero
infinito e senza fine né peso










