Il gatto matto chiamato Esatto

si è distratto sbucciando una mela

sulla barca a vela del conte della Tela.

Le ragazze dell'università delle Mazze Chiazzate

pescano cozze e sembrano cocuzze

i maschi agitati vestiti come ragni dei sette regni

le guardano ridendo sul ponte

di comando di uno yacht nel porto di Oporto.

Chi ha scorto il morto del porto di Oporto

con il collo rigato di sangue rappreso,

ha il torto di averlo ignorato,

scappando di corsa con la borsa della spesa a tracolla.

La fanciulla che tutto ha visto, ha taciuto

e senza testimoni oculari, le comari del porto di Oporto

non hanno di che parlare nel giorno dello zombie risorto.

Anche il gatto matto chiamato Esatto

che ha visto tutto dalla barca a vela del conte della Tela

ha twittato la notizia sul proprio profilo

un passeggero del panfilo ancorato al porto di Oporto

ha chiamato i gendarmi della città

per l’indagine a ampio raggio

sull’assassino del morto del porto di Oporto.

Le ragazze dell’università delle Mazze Chiazzate

sono arrivate in blocco e i maschi agitati

le hanno seguite sino alla banchina del porto

col morto ormai diventato il secondo zombie risorto

di giornata. I gendarmi non trovando più il morto

hanno arrestato il gatto di nome Esatto

e la ragazza cozza più figa dell’università

delle Mazze Chiazzate, le faranno un dipinto

tra le mura della cella della prigione senza finestre.

Il gatto matto di nome Esatto sarà condannato

a un anno con la condizionale e con l’addizionale

di cento frustate, per disturbo della quiete

e del silenzio del morto risorto del porto di Oporto.

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Profilo Autore: mybackpages  

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Inverno d’aurore

e parole scheggiate,

clessidra d’amor,

solitudine nel cuor.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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È lentamente che scopri i sapori scolpendo i gusti in bocca;
È lentamente che vedi le sfumature che restano negli occhi anche quando sono chiusi;
È lentamente che le fragranze entrano nelle narici e respiri per fissarle.
Piano amore mio, voglio averti piano...
Che lento sogno.


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Profilo Autore: Ugo Papagni  

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Notte.
Invano!
Nessuna cosa è calma:
   ho la libertà del già stato
ma non ho un’ora ,
 non ho tregua.
     Nessun altro sogno formula la mente
    a cancellare il sogno mai vissuto;
 musicale esperienza
impacchettata ormai, dentro zaini neri
senza nessun nome.
Il dolore è ampio e  si fa fisico:
ci deve essere un modo di accadere ancora,
 un tonalità emotiva,
un nuovo accesso al mondo?
Cerco:
 in-fonazione,
ac-cordi,
pos-sibilià
 vo-ce
     nel mondo del silenzio arrivatomi da te.
Cerco nuove lenzuola
per nuove infernali confessioni:
scandalose si!
 Forti e immonde.
In questo non sapere spazio-temporale
   in quest’ovvietà crudele …
è certo ,
 cercherò un concerto nuovo domani.
Relancer!
 

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Profilo Autore: Hera  

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Spazza dalle strade 
trascinando l ´ammasso 
putrido e fetente,
di quelle  che furon foglie ,
verdi e belle,

È grazie al vento 
se ora il marciapiede
può tornare a respirare
e l'aria baldanzosa
tutt'intorno a giocare
ma è solo un'altra
illusione;
un raffinato, iterato
gioco d'ordine
e non preannuncia
primavera alcuna


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Profilo Autore: Marrella Luca  

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Fiamma vivace

vibri piano sotto crepitii
e scoppiettii inconsueti.
lamella di luce danzante
tra fuoco di vita divampi ardendo l'aria
e riempi le narici di fumo acre.
sai mangiare con potenza

lasciando tracce del tuo passaggio divorante.
fuoco di luce
fuoco che brucia l'anima

e ne corrode i bordi
devastando l'interno.
mai
saziando gli spasmi di un corpo
che cammina nel buio senza luce

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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È tutto qui
una giostra di sogni
un castello di carte che cade
una vela distrutta nella tempesta
di un mare che non c'è
È tutto qui
una stella morta da secoli
ti inonda di luce ora
nello splendore vuoto...
Mi chiedo semmai
se sia davvero nata
nell'inganno del tempo...
E i sensi mi truffano di continuo
inventando il mondo per me
Gioco psichedelico
tra sprazzi di pallida coscienza
in cui riemergo e mi rendo conto
che è davvero tutto qui
dove non c'è nulla...
Allucinazione perfetta


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Profilo Autore: Sabyr  

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E mi sorprende la falce della luna

fioca e bassa sopra l’orizzonte

diamante grezzo, linea d’occidente

morente fiato, sommesso bisbiglio

che precede un rauco grido di morte.

A chi è toccato in sorte il filmato

di ciò che procede senza alcun senso

prima di schiantarsi tra il fumo denso

e acre che chiude la gola? Il quadrato

del battito e la radice delle porte

chiuse in faccia, la geometria è un foglio

tra le mani del figlio imprudente

è un calvario salvarlo, ma se c’è un ponte

e se il vento è muto, è larga ogni cruna.



È fredda questa notte senza stelle

le rotte del tempo sono chiuse

a ogni viaggiatore senza scorta

l’aorta cede e le doglie sono dieci

al cubo, il tubo dell’ossigeno

è interrotto da un grumo scuro

di sangue, è stato il turno dei nonni

a scoprire l’orrore del fumo dei forni

e del gas che non si vede dal muro

che ci divide dal reale. Il triangolo è scaleno

e il cortile sghembo, nelle stragi

c’è il senso di ogni vita storta

la speranza è risorta quando le fosse

si sono svuotate e sono riapparse le folle.











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Profilo Autore: mybackpages  

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Ho il pessimo torto

di avere ragione

ed ora non posso

che dirmi d’accordo

nel volere parlarti

mettendomi a nudo

scordandomi il bene

o dicendo del male

e non solo avanzarti

costruendo teoremi

per dartene sfoggio

fino a farti sfinire

sulle mie posizioni

che in certe faccende

non occorre spiegarsi

ma incontrarsi e abitare

nel bel luogo comune

del pensare a una testa

soltanto a guardarsi

dove se non ci si vede

bisogna lasciarsi

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Profilo Autore: luigi  

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Luna di cuor raffermo,

battito d’ali solari

sulle carezze del tempo,

rugiada d’astro tu sei

e ti confondi sulle labbra

naufragando nei ricordi

come petalo d’ambrata marea,

sottana di lacrime e ninfea.


L’anima s’accenta d’amor,

luna di cuor raffermo

sbrodola talco di dolor,

un battito s’aggettiva d’eterno,

danza nudo il silenzio

in questo carillon di cielo imperfetto.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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I

Sono bianche come i denti delle donne di colore sulla due sei sette
quelle nuvole sdraiate al largo in cielo che mi fissano con ghigni e musi bioccolosi
e sembrano quasi gridare "Terra!" da lassù,
io invece faccia a faccia con me stesso
a scoprire di esistere e soffrire e niente liquori
quando piango questa noia aspettando una poesia
senza domande o strappandomi i capelli su ciò che siamo
e lagne, critiche, lodi o comete di pensiero
ma semplicemente scorrendo come l'acqua dalle grondaie
con maglie scolorite e i due jeans che ho tenuto tutto l'inverno.

II

Il crepuscolo indossa un elegante smoking
per corteggiare dimesse madri di periferia intente a stirare camice dai colletti consumati
in questo luminoso oceano d'infinito che porta via lontano molti pesci boccheggianti
pronti a tuffarsi nel fulgore biancore del pensiero
ed io vedo solo angeli di desiderio allargare le braccia
e vorrei congelassi per sempre nell'amore.
Qualche volta gironzolo nei grandi magazzini
solo per sentirmi dire quel "Desidera?"
e poter rispondere magari "Certo che desidero,
desidero quel tuo viso bianco come un giglio
darti un morso e sentire il sapore della vita
poi metterci di traverso perché il tuo corpo abbassi questa febbre"
ma sarebbe troppa dolcezza per me solo
dolce come quando il pranzo è servito e ti viene l'acquolina in bocca
o come quando ho mangiato clementine nella luce del fuoco
e da qualche parte c'è chi sta in preda alla sete, alla stanchezza, alla pazzia.

III

Ho imparato a odiarmi quando sto da solo e sono me stesso
con dentro quella nullità abissale peggiore del mio pressapochismo
ma non potrei mai dimenticare le scie di luce dell'autunno sulle aperture dei tuoi maglioncini,
tu che vieni incontro con un sorriso profumato di mandorle
e in questo stato d'animo me ne sto disteso pancia sotto
e sogno tutta la società, le belle facce delle puttane dell'est
la forza di attrazione delle cosce e l'oscurità che sta nel mezzo
e di primo mattino quella voce impastata e vivace che hanno gli studenti
che farfugliano facendo a gara a chi ha i peggiori corsi di studi
o i libri più spessi delle biblioteche universitarie
ed io mi aggiro sconsolato come uno straniero
notando come i fiori se ne fregano di tutte queste cose,
hanno il corpo ricoperto di rugiada e basta.

IV

"Se solo fossimo altrove
se solo fossimo a New York o ad Hollywood
potremmo diventare degli artisti" -
avremmo qualcosa da fare, anzi
avremmo qualcosa da essere -
ma poveri cuori che battono e sbattono dovunque
i giorni passano -
non possono fermarsi -
io non me ne accorgo.
A questo penso le domeniche pomeriggio fissando il calendario
e capisco che metà giornata è già andata via
mentre vedo generazioni di orrori e cemento senza fondo
oltre le solitarie piogge della provincia,
manciate di foschia e conti pagati alla cassa,
i vecchi paranoici che gridano "Ladro!" a chiunque si avvicini
gli intellettuali balordi con la puzza sotto al naso
in compagnia di declassate coi capelli patinati
ed è tutto, solo, una questione di discriminazione,
occorrerebbe molto più caos per rimettere le cose in sesto
frattanto che mi dimetto dai tentativi della felicità
ma ci vuole un bel coraggio a vivere quest'impasse
ammettendo che tutto è a posto.
Per fortuna conosco una strada dove il rosa caldo dei tramonti
diventa un insieme di pastelli sparsi per il cielo
la sera viene giù morbida come le guance di un bambino
la luna si inabissa e la terra rotola via
e posso starmene seduto a contemplare - Signore - i tuoi lunghi corridoi di luce.

V

Gli uomini restano uomini anche se hanno il cuore sopra uno stelo.
Vivono per desiderare, è cosi forse che si fa
anche si trattasse di una forma di vuotezza.
Questa mente è un tappeto di stracci oramai.
I miei libri segnano sempre le stessa pagina
e quel mio modo di andare in giro succhiando fumo poi.
Il sole è sceso e una luna di ghiaccio ne prende il posto.
Sono stanco di sentire quello che devo dire.
Alla fine non frega niente a nessuno
e non ha la benché minima importanza.
Tutto quel che voglio è un carillon colorato.
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Profilo Autore: Antonio  

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Vivo di piani
Come se fossi io ad aver pensato al cielo
Ogni cosa ha il mio tempo, Il mio posto
Ogni persona farà ciò che penso, dirà ciò che mi aspetto

Come un pittore dipingo la storia, inserendo dettagli personaggi sfumature
Poi comincio a vivere e come una sinfonia esplode la parola imprevisto...
Che dolce rumore l'infrangersi del piano
Da pittore divento surfista.

Allora galoppo sulle onde delle mie emozioni
Mi tuffo nei tuoi occhi incontrati in una strada
Nuoto nel sorriso di mio figlio che mi chiede aiuto e mi trova.

Che pace sapere che il quadro è nelle Sue mani
vivere non è pianificare ma solo vivere.

Risultati immagini per onde e surf
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Profilo Autore: Ugo Papagni  

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Una volta penetrato

si accende

il tuo corpo.

Spirito di fuoco

teatro di giochi urlanti

sangue di leone.

Come vulcano incandescente

disteso sul letto della terra

erutta la sua lava di passione. 

Il tuo corpo, ora

ha sete rossa

il tuo corpo arde.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Le notti d’estate

mia mamma bambina

distesa sul letto

di fronte al soffitto

faceva la conta

di tutte le stelle

ma non per dormire

o sognare da sveglia

soltanto per dare

ad ognuna il suo nome

e la prima ogni volta

era una Filomena

sua madre sparita

quando aveva sei anni

però di nascosto

sempre lì accanto

con la sempre seconda

chiamata Maria

che il primo amore

aveva accesa per lei

e cosi' continuando

fra padre e fratelli

metteva il suo mondo

nel mio firmamento

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Profilo Autore: luigi  

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Adesso e` qui
eppure e` niente,
Ci scappa
non si ferma mai .

Adesso ci sta
e poi non ce` niente,
Svanisce
nel nulla
Adesso, e` passato...
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Profilo Autore: Maricela C  

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