
E così sei qui
disegnato nell’estate
scolpito
in un ozio senza superficie.
Ma ecco il dono,
il meraviglioso dono:
riscopro la tua luce nella gioia
che mi suffraga dalle incertezze
che mi hanno abitato dentro.
Penso sia meravigliosa la vita
accompagnata dai colori dell’iride
e da tutte le bellezze che ci regala l’universo
che mi accolgono lucide e senza più ombre
nello spicco dello sguardo.
Il cielo scorre nuovamente su di me…
e le nuvole sono un azzurro
visto di schiena.
il tuo sentiero seguo,
al tuo voler m’adeguo
e guardo alla TV,
quello che vuoi tu.
Vorrei spezzare in due
queste serate,
lasciarne parte a te
e portarmi una
per al destarmi
ritrovare
qualcuno a cui donare
il mio diario,
per poi ricominciare
l’itinerario che piace a te.
o correre nella notte per non fumare
e lasciare il letto da rifare....
A volte vorrei dirti tante cose,
ma non ho il coraggio di poterlo fare,
così dentro di me i pensieri mi trovo a soffocare.
A volte vorrei poterti capire per non soffrire,
non dar tutto per scontato
se è giusto quello che ho fatto
e per ripicca essermi vendicato.
A volte vorrei che tutto fosse diverso
e credessimo che basta poco per vivere felici,
perché basterebbe solo cercare di capirci.
ingloba le rondini solitarie che spariscono
là dove il mare incontra il terreno,
là dove il giorno e la notte si uniscono.
Seduto su una pietra la tranquillità è il mio scudo,
mi riposa,mi culla, mi trasporta in altri luoghi
un viaggio infinito dove nulla comunque concludo
la rabbia sale, ma non serve a nulla che io mi sfoghi!
La mia pace interiore è instabile,incerta;
mare aperto, tempo variabile la bufera s’avvicina
ora si tinge di nero il cielo, lo copre una coperta.
Fuggo invano,e l’anima si fa piccina piccina.
Mi volto sperando di trovare la gioia della fine,
ma il tramonto è sparito,morto di fronte alla notte.
essa non indugia,è animata da emozioni assassine
e così è l’esistenza, l’indecisione che la vita inghiotte.
Per fortuna stavo solo pensando!
O lettore, ti stavi forse impaurendo o emozionando?
Corrono i miei pensieri e così le mie parole,
schizzi di sentimenti come il colore nelle aiuole.
Basta la natura a mettermi in pace con me stesso,
vitalità,linfa nelle vene, la mia vita è un successo!
Potete forse fidarvi del mio cervello matto e pazzo?
c’è la verità, tra questi versi scritti da un umile ragazzo?
Fossi in voi diffiderei,al massimo proverei un po’ di pena
per quel poveretto la cui vita oscilla come un’altalena
e ha perso del buon tempo per scrivere una poesia oscena.
Sarà un ritorno, pochi mesi appena
ma c’è la piena sotto il ponte della città sul fiume
un lume di notte, una candela avvolta nel fumo
a sigillare un patto. Del tuo primo sorriso
ho rivisto ogni frame e i successivi hanno raggiunto
il nucleo denso dell’emozione, cambiando ogni stato
-la gioia sotto pelle e le faglie richiuse dell’amarezza-
e il fondamento delle incertezze. Della carezza
che ti ho chiesto è arrivato il primo boato
la firma al quadrato sulla tenerezza. Ho un punto
di liquefazione, forse è vicino al tuo, sul viso
acceso di rosso o facendomi inondare dal profumo
delle tue mani, del giorno e della notte cosa rimane
se non ci sei tu a riempire la scena?
della ciliegia dentro
la polpa che s’ammolla
dissoni note al centro
di spazio che non crolla.
Avello si fa nitido
e addensa sul detrito
anelito di strina
ma s’arrovella il dito
al tatto che s’incrina.
Alla tua fonte arida
perennemente pietra
si graffia la mia guancia
nel precipizio arretra
a bugna poi s’aggancia
e pencola ch’è lacera
a un metro dalla terra
dov’aquila non vola
- un refolo si serra
all’uscio della gola.
in mezzo a tutto il traffico che va;
una gabbia aperta senza l'uccello che canta,
mi son convinto, è il prezzo della libertà.
Una folla m'investe e mi trapassa,
o forse è l'ombra dell'altalena.
La mia evoluzione adesso mi tartassa,
rigagnoli si anastomizzano sulla schiena.
Pensieri sicuri ora disinnescati,
rimane il flusso delle paure;
non mi sveglierò su altri prati desolati,
prede d'inverni, di rami e d'arsure.
Vuote sensazioni
respirano nell'aria
satura di parole non dette
risvegliarsi così
nel mattino plumbeo
e già stanco
senza peso,
senza senso di vita
solo sospeso
tra una voglia di lacrima
e un mesto inchino.
calibrare anche i gesti
per ricordarli come moto perpetuo
e monotono suono
sotto riflessi
di annunciata pioggia
e freddo arrivo di gelo
nel cuore.
Ricordo d'aver concluso che
bella scoperta,
il sole all’orizzonte
accende le luci della notte.
Stelle grandi pulsano
trasmettendo nello spazio
lampi di luce
spezzando il giorno che muore.
E domani…
alle prime luci dell’alba
quando il sole riapparirà
all’orizzonte…
il mio animo riaccenderà
ancora
sentimenti mai sopiti!

Però non fa più così caldo,
viene, lei, fin nella prigione
come l'onda a stropicciarsi in bollicine
come l'ispirazione di un poeta
Così appaiono i bimbi se li guardo alla mia vita
Mani che si fan maestre -veloci al primo mese-
curiose
ad inventarsi occhi nell'aprirli ai nostri giorni
dove l'orologio segna punti in fendenti
e genitori lasciano fuggire il passo lesto
Dolci come acerbi umori in sogno
che slittano la vita come neve















