Sono la sorte e i vostri volti non li conosco
siete solo cromosomi, genomi combinati
in modo casuale. Nelle fitte trame del bosco
le date dell’apocalisse e flussi di stelle
nel percorso dell’evoluzione. E nella religione
del mio vagare, l’odissea nel ritorno
al caos da cui tutto ebbe inizio, il dazio
da pagare è la notte che risorge nel lampo
di un’esplosione di luce. Sarò col tempo
sino alla fine, separata solo dallo spazio
di un quark. E nel vostro procedere di giorno
in giorno- nel dispetto come nell’emozione-
vedrete nubi di fumo e strati di bolle
puzzle mai completati e fiori di pesco.
Pensate ad altro, a cosa non siete mai stati
un vento, un fiore o rami d’albero nel sottobosco.

Commenti
la sorte ci ha fatto uomini ma potevamo essere altro.
è ben noto che le cose non sono andate esattamente come nel racconto biblico.
abbiamo però un bel pò di cose da sistemare nel nostro essere al mondo.
ciao