Sono la sorte e i vostri volti non li conosco

siete solo cromosomi, genomi combinati

in modo casuale. Nelle fitte trame del bosco

le date dell’apocalisse e flussi di stelle

nel percorso dell’evoluzione. E nella religione

del mio vagare, l’odissea nel ritorno

al caos da cui tutto ebbe inizio, il dazio

da pagare è la notte che risorge nel lampo

di un’esplosione di luce. Sarò col tempo

sino alla fine, separata solo dallo spazio

di un quark. E nel vostro procedere di giorno

in giorno- nel dispetto come nell’emozione-

vedrete nubi di fumo e strati di bolle

puzzle mai completati e fiori di pesco.

Pensate ad altro, a cosa non siete mai stati

un vento, un fiore o rami d’albero nel sottobosco.
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Commenti  

francesco
# francesco 04-08-2017 15:23
Interessante poesia. Mi piace molto l'apertura. ***** Buona giornata.
Sabyr
# Sabyr 05-08-2017 08:33
Cruda se leta nel profondo, e molto vera. Bella :-)
fintipa2
# fintipa2 05-08-2017 08:52
c'è una buona probabilità che sia proprio così.
la sorte ci ha fatto uomini ma potevamo essere altro.
è ben noto che le cose non sono andate esattamente come nel racconto biblico.
abbiamo però un bel pò di cose da sistemare nel nostro essere al mondo.
ciao

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