“ Francamente me ne infischio”, il rischio
non è calcolato, non ho sposato la fretta
o chiesto la luna, guardatemi storto
non cambio idea, è il cuore a comandare
l’unico che vale la pena seguire. Col mare
di Agosto e le distanze accorciate, il porto
non sembra più lontano. E se ti ho stretta
alle mie braccia dinanzi a uno spicchio
di luna ruffiana, nella notte dei poeti
in calzamaglia, ladri d’emozioni, il verso
spiegato verso l’alba, scritto a quattro mani
il domani puoi scrutarlo dal raggio che filtra
dalla finestra e se la luce non è più sinistra
e se puoi ancora vedere i gabbiani
in volo sulle acque, è perché ci è concesso
ancora sperare dal percorso amico dei pianeti.
I tuoi cateti, le diagonali, la geometria
Euclidea ed Eraclito che ci spiega il cambiamento
siamo figure nello spazio e anime nel tempo
di un soffio di vento, ti ascolto e ti vedo
quando è buio, il sorriso sempre a corredo
del viso, simile a un fiore o a un lampo
l’assenza di suono solo per un momento
una frazione, un’equazione dell’empatia.

Commenti
Questa tua, trasuda sentimenti ed emozioni da brividi.
Come tutte quelle che scrivi.
Un saluto da Ibla.