di tonalità antiche e più severe.
costruente attesa
e vita ambrata.
dolce come un seno
d’atomi ripieno;
i chicchi a tintinnare

nell'ultimo tuo giorno.
Sulla fronte una ruga profonda
forse a salutare a malincuore
l'ultimo verso mai affidato al foglio.
Un silenzio che odorò di piombo!
Corpi ammassati ai corpi
di Angeli e persone
tutti uniti nel divenir concime
nel fondo di un burrone.
A che pensa l'uomo nel preparare forche.
Uccide i poeti per guadagnarsi il pianto
da lasciare in dote a figli di altri tempi.
Una cupa fama ti vestì da allora.
Da qui partì la mano che gli spaccò il cuore.
Fu questa la nazione che tolse all'amore
il suo Cantore.
Dal cielo gli Angeli ci guardano pietosi.
La bellezza uccisa non può entrare in paradiso.
Il sangue deve dare i suoi germogli là dov'è caduto.
Cercare il suo riscatto, poi la luce.
Quante volte ancora verrà ucciso per le strade
prima che il suo canto torni al cielo?
Ogni giorno, tutti i giorni
noi lo uccideremo,
finché dirà :<<sono diverso>>.
La terra è fatta per gli uguali.
Guai a chi vola e non ha ali!
L'ultimo che lo vide prima di cadere,
lo diede per sicuro: la sua camicia
era di un bianco puro.
Dicevano:
Se scrivi di pioggia,
ti porterai l'ombrello.
Se scrivi di neve,
finisce che nevicherà.
Ma, se dalla penna
esce un acquerello,
con un cielo azzurro...
prima o poi, il sole uscirà!
Ed io:
Ho scritto di pioggia
e pioveva... dai miei occhi.
Ho scritto di neve
e nevicava... nel mio cuore.
Nell'acquerello del mattino,
ho scritto d'azzurro
e il Sole... non arrivava mai!
Mi manchi.
Come al letto di un fiume asciutto l’acqua
come alla lingua la saliva.
Sei padrona dei miei occhi senza saperlo.
Sei proprietaria del mio umore,
dei miei sorrisi
delle mie lacrime.
Sei capace di passarmi attraverso
e mentre lo fai
mi stringi lo stomaco con i tuoi capelli
mi calpesti il cuore con i tacchi
mi leghi i polmoni con le tue calze velate
assorbi la mia energia con la tua pelle.
Ed è bello…fa male…ma è bello.
Ti manco ma è diverso.
E’ colpa mia
Ti manco perché non voglio prenderti,
perché non ti colpisco
perché nascondendomi sei tu a non vedermi
perché tremo nel prendere la mira.
Il ricordo di un amore mai finito
è fatto come di nuvole.
Le vedi,
non puoi prenderle
e appaiono e scompaiono nel cielo
apparentemente
-solo apparentemente-
senza un motivo.
quando ci baciamo,
quando ci abbracciamo,
la chimica dei nostri corpi
s' intreccia in un unico sussurro d' amore.
Le nostre emozioni
accarezzano il nostro cuore
e come dolce vento
fanno muovere i nostri capelli.
Sentiamo i brividi percorrere tutto il corpo.
Mettiamo le nostre anime a nudo,
con un sorriso,
come un pittore che dipinge la sua prima tela
con tutta la sua profonda immaginazione
e grande sensibilità.
Abbandoniamo le nostre lacrime al sole
per farle diventare un mare caldo
dove poter sempre trovare calore.
Guardando il tramonto e l' infinito,
ci teniamo stretti
assaporando questo infinito
fatto di felicità,
questo infinito fatto solo di noi!
soffocante odore.
Non è disgustoso incenso.
Sulle mani
dei “consacrati” dal dio del tempio
mescolanza di pane
“smembrato” a sudore di bambino.
“Fate questo in memoria di me”
Ripetersi dell’offerta
E come i ruggenti e arrugginiti chiodi
amarono
ieri il sapore della carne
mischiato a legno sudato…
così bambini e le bambine
assaporano
vino divenuto aceto
pane ammuffito.
“Fate questo in memoria di me”
Sacrificio del Getsemani
legno inchiodato tra le loro cosce.
E il "sacrificio eucaristico"
si ripete...
In "silenzio"
non ci riuscirei nemmeno quando la vita
qualche scoglio mi frappone,
andrei continuamente a sbatterci contro
come fa l’onda del mare
che la spiaggia vuole andare ad accarezzare.
Allorché di te mi sono trovato prigioniero in un solo minuto,
quando l’amore è nato dentro il cuore,
tanto da diventare assordante il suo rumore.
E come potrei dir di no a questo sussulto
che nella notte mi fa svegliare
per guardarti al mio fianco sognare
e dentro di me fa accrescere il desidero di fare l’amore,
cogliendoti come fa l’ape con il polline su di fiore.
Ancor dentro me, tu sei l’infinito che
s’illumina ogni mattina con il sole, anche quando fuori piove,
la luna che nella notte rischiara con il pallore
tutto questo sei per me, mio dolce amore.
E all’improvviso qualcosa c’è
che non posso più lasciarti andare,
perché per me sarebbe come morire,
ogni volta che ti vedessi partire.
E ricopre pelle lunare.
Bianca vestale pura
I tuoi occhi sono fari scuri
Che pieni d'ardore vibrano come carboni.
Il viso perfetto da sfinge
Si staglia lungo le pareti della stanza
Statua di luce ti esalti come una musa
E le labbra perfette schiudono stupore
Che intenso appare sul tuo viso dorato.
Sei essenza di luce ...intensa luce
Che come il tramonto
Innonda il mondo che appare.












