Metto le cose in chiaro: ho voglia di autunno
quanto di topi che invadono la cucina
Al diavolo dunque ogni elogio a regole di dissolvimento
alberi che si spogliano
nuvole che rincorrono rondini fino a riempirne lo spazio
e costringerle a scappare
Se c’è qualcosa da evidenziare col rosso è questa forza che spinge
me in una corrida senza conoscerne i rudimenti
Io dico angoscia che si rapprende in gesti banali
Come poggiare le mani sul volante
E follia di aspettarsi un saluto dal passero del semaforo
Finisce ancora la vita, questo sì,
come se morire fosse una scadenza del bollo auto
o una rata dell’acqua potabile
un obbligo che non fa amare un giorno più di un altro
un fiore più di una formica su un bigattino
Poi sopraggiungono le differenze
i volti esagerati dall’odio contro questo o quel governo
Il contraccolpo di quelli che amano il suo sesso
la cronaca di vessazioni, stupri, successi strabilianti
il riciclo nella testa di voci e personaggi che credevo fuori gioco
Sì perché di voci che sfuggono dai tombini ce ne sono a migliaia
E da lì reclamano
Il diritto alla riapertura dei processi primaverili
qualche prova che non s’è voluto mettere agli atti della vecchia fioritura
Come se una specie di cassazione avesse le chiavi dell’ eterno ritorno
ed il passato fosse solo una merda sul lucido dello stivale
quanto di topi che invadono la cucina
Al diavolo dunque ogni elogio a regole di dissolvimento
alberi che si spogliano
nuvole che rincorrono rondini fino a riempirne lo spazio
e costringerle a scappare
Se c’è qualcosa da evidenziare col rosso è questa forza che spinge
me in una corrida senza conoscerne i rudimenti
Io dico angoscia che si rapprende in gesti banali
Come poggiare le mani sul volante
E follia di aspettarsi un saluto dal passero del semaforo
Finisce ancora la vita, questo sì,
come se morire fosse una scadenza del bollo auto
o una rata dell’acqua potabile
un obbligo che non fa amare un giorno più di un altro
un fiore più di una formica su un bigattino
Poi sopraggiungono le differenze
i volti esagerati dall’odio contro questo o quel governo
Il contraccolpo di quelli che amano il suo sesso
la cronaca di vessazioni, stupri, successi strabilianti
il riciclo nella testa di voci e personaggi che credevo fuori gioco
Sì perché di voci che sfuggono dai tombini ce ne sono a migliaia
E da lì reclamano
Il diritto alla riapertura dei processi primaverili
qualche prova che non s’è voluto mettere agli atti della vecchia fioritura
Come se una specie di cassazione avesse le chiavi dell’ eterno ritorno
ed il passato fosse solo una merda sul lucido dello stivale

Commenti
Un saluto
Rita
saluti..HERA
Puoi spaziarci dentro a piacimento, fingere di non sapere che tutto finisce e ricomincia.
Ci uccideremo con armi che ancora non conosciamo.
Ma che moriremo e torneremo per morire ancora è cosa certa!
Bravo!
Un saluto da Ibla.