Rielaborazione recente in endecasillabi sciolti di un testo scritto a venticinque anni, una scampagnata improvvisata con colleghi e colleghe, alla fine di un giorno di lavoro. Fascinazione e desiderio di atavici valori
La quiete che pervade questa terra
fa scenario al fluire del suo fiume
all’imbrunir del cielo nella sera
e ad essa s’abbandonan fiduciose
le acque dei canali di golena
e i filari di pioppi e le boscaglie
donde uccelli acquattati tra le foglie
frementi d’ali s’alzano fuggiaschi
all’inceder di passi e voci umane.
Scampagnata a sorpresa a fin lavoro
collega a festeggiar in riva al fiume,
brigata lieve a caso improvvisata,
pur tu presente schiva crëatura
che stasera rivedo in altra luce,
fata limpida ignara di magie
che vorrei coglier come un fior tu fossi
senza dover recidere il tuo stelo
per chiuderti appassita e scolorita
tra pagine del libro della vita.
Ed ecco repentin dall’altra sponda
a vespro uno squillare di campane
che chiamano i fedeli alle preghiere
dando pace ad aviti casolari,
a parche mense e talami consueti
ove le stanche membra ristorare.
Incantator di torbide malie,
demone esausto d’anima sgualcita
vorrei mia redenzione in questa terra,
e a te fata il mio pane consacrare,
attinger acqua pura dal tuo pozzo,
bere al tuo desco nettare divino,
con te in onesto talamo giacere.
E mentre altrove ancor sono disperso
soave amico a fianco mi rammenta
l’amaro pane a romper l’indomani
e io fingo apprensione a chi non sa
quale suono profondo m’ha cercato. (*)
(*): Parafrasi da “Vento a Tindari” (Salvatore Quasimodo)
La quiete che pervade questa terra
fa scenario al fluire del suo fiume
all’imbrunir del cielo nella sera
e ad essa s’abbandonan fiduciose
le acque dei canali di golena
e i filari di pioppi e le boscaglie
donde uccelli acquattati tra le foglie
frementi d’ali s’alzano fuggiaschi
all’inceder di passi e voci umane.
Scampagnata a sorpresa a fin lavoro
collega a festeggiar in riva al fiume,
brigata lieve a caso improvvisata,
pur tu presente schiva crëatura
che stasera rivedo in altra luce,
fata limpida ignara di magie
che vorrei coglier come un fior tu fossi
senza dover recidere il tuo stelo
per chiuderti appassita e scolorita
tra pagine del libro della vita.
Ed ecco repentin dall’altra sponda
a vespro uno squillare di campane
che chiamano i fedeli alle preghiere
dando pace ad aviti casolari,
a parche mense e talami consueti
ove le stanche membra ristorare.
Incantator di torbide malie,
demone esausto d’anima sgualcita
vorrei mia redenzione in questa terra,
e a te fata il mio pane consacrare,
attinger acqua pura dal tuo pozzo,
bere al tuo desco nettare divino,
con te in onesto talamo giacere.
E mentre altrove ancor sono disperso
soave amico a fianco mi rammenta
l’amaro pane a romper l’indomani
e io fingo apprensione a chi non sa
quale suono profondo m’ha cercato. (*)
(*): Parafrasi da “Vento a Tindari” (Salvatore Quasimodo)

Commenti
Profonda Poesia su esperienze del passato, che, rielaborate con l'occhio della saggezza, diventano Eventi Epici!
Grazie, Sisifo, per questo Capolavoro di Lirica scritta in punta di piedi: si percepisce un profondo rispetto, quasi che lo scorrere della penna o l'odierno pigiar sulla tastiera possano rompere l'incanto!
Buona notte. Caterina
Infatti la Poesia prende vita solo se qualcuno la legge. Questi è il solo che può entrare in intima fusione di emozione con il Poeta, oppure percepire alti sentimenti, altre emozioni e, in quel caso, ci sarà un salto di qualità, senza giudizi.
La Poesia per il Poeta è una Creatura, da lui generata e oggetto della sua gelosia, ma, come un figlio, non può restare sotto una campana di vetro, rischiando la muffa. Un figlio deve confrontarsi per poter crescere, anche se non verrà compreso ...
Quando una Poesia viene letta si libra nell'aria e il suo Spirito si espande e rende tutti migliori!
Credimi, questo povero mondo ha tanto bisogno di Poesia!
Ciao, buonanotte. Caterina
Gli unici spazi disponibili sono quelli dei siti virtuali, dove prevalgno logiche di scambio narcisistico o guerricciole fra bande rivali, o dove al meglio ci si può trovare, secondo le affinità, tra quattro amici al bar.
E da qualche tempo dobbiamo pure guardarci dall'A.I., in continua evoluzione, che arriverà a creare degli avatar non-umani di inusitata potenza poetica. Perderemo l'anima perché nessuno vorrà più riconoscerla. Siamo rimasti pochi epigoni di un mondo che sta morendo.
Spero abbia ragione tu, ma sono pessimista.
Il Poeta non cerca una compagna, ma cuori che sappiano ascoltare: non ci sarà nessun Avatar! Nessuna macchina potrà mai sostituire l'Anima del Poeta!
Sorridi, ancora c'è speranza!
Buona serata. Caterina
Le anime dei poeti sono già disperse nella caciara dei tempi e degli interessi editoriali. Sono anime timide e silenziose. Difficile udirle, ancor più ascoltarle.
Fidati!
Buona serata! Caterina