Come un adagio suona il mio spirito incantato
tra la dolcezza e la tristezza
Ci son corde fini che vibrano intime
come fili d'arpa tesi nell'anima
e possono essere toccate solo da chi ci ama
con la stessa intensità con cui un musicista
solo sfiora eppure possiede il suo strumento
- e forse perfino ne è posseduto -
Come un adagio si culla lento il mio cuore
scivolando leggero eppure in qualche modo grave
sulla melodia struggente di una qualche nostalgia
mentre un violino piange appoggiato ad una sedia.
tra la dolcezza e la tristezza
Ci son corde fini che vibrano intime
come fili d'arpa tesi nell'anima
e possono essere toccate solo da chi ci ama
con la stessa intensità con cui un musicista
solo sfiora eppure possiede il suo strumento
- e forse perfino ne è posseduto -
Come un adagio si culla lento il mio cuore
scivolando leggero eppure in qualche modo grave
sulla melodia struggente di una qualche nostalgia
mentre un violino piange appoggiato ad una sedia.
3 commenti
E mi perdevo ad inseguir un gatto,
come faceva ogni bambino
che lo voleva prender per la coda e tiragli i baffi,
ma quando poi l’avevo preso
alla notte, sognavo dormisse con me nel mio lettino.
E correvo tutto il giorno, giocando con il mio cane
che mi proteggeva, ringhiando alla sera,
quando sentiva arrivar le befane,
ero piccolo e a volte impaurito,
tra le braccia della mamma,
il coraggio andavo a cercare.
Son passati gli anni e ora son cresciuto,
ma continuo a inseguir con i sogni un gatto
e a correre insieme al mio fedele amico cane.
come faceva ogni bambino
che lo voleva prender per la coda e tiragli i baffi,
ma quando poi l’avevo preso
alla notte, sognavo dormisse con me nel mio lettino.
E correvo tutto il giorno, giocando con il mio cane
che mi proteggeva, ringhiando alla sera,
quando sentiva arrivar le befane,
ero piccolo e a volte impaurito,
tra le braccia della mamma,
il coraggio andavo a cercare.
Son passati gli anni e ora son cresciuto,
ma continuo a inseguir con i sogni un gatto
e a correre insieme al mio fedele amico cane.
E' qui che avrei voluto amarti
sotto questo cielo immenso .
Ci tramuteremo in sogni
dopo aver annodato le pareti del cielo.
Lo vedi l'ultimo ?
E' li , non trova riparo ...
Si tinge di neve ,
indugia come il tramonto ,
attende.
Nemmeno quando il nero
serra gli occhi e sconfina .
Non s'addormenta
lascia le ombre e mi siede accanto .
Ha le labbra screpolate di brina
varca il pendio
cade nella voce del vento
e rinasce fiore
senza tempo.

Foto dal Web

Quanta passione in quel ballo, quanta estasi ascoltando quella musica.
Tra le tue braccia, un brivido mi invade e danzando aderisco a te.
I cuori uniti da quella dolce melodia , ci trascina e ci porta via.
Il tango, ballato con tanta armonia mentre tu mi sussurri parole d' amore che tengo nel mio cuore.
Il tango che ci unisce ci lega, mentre mi lascio andare a tutta la sensualità che tu mi sai donare.
Una danza colma di magia, per donarmi a te in una nuova veste io sempre e solo tua .
Tu il mio unico ardore, sulle note di quel tango colmo di amore.
La serata freddissima,
la cena un pò sotto tono
in attesa dell'adrenalina,
tutto condito
con fiori, chiacchiere e risate.
Ma ecco che arriva
il momento danzante.
L'adrenalina sale
vertiginosamente.
Musica
che ricorda la gioventù,
gli anni sereni
e liberi.
Balli su balli...
senza sosta,
con la felicità
stampata sul viso.
Improvvisamente
l'incanto si spezza...
come nella fiaba
di cenerentola
schiocca la mezzanotte...
e tutto finisce,
tutto termina.
Tranne le risate
e le amiche di sempre.
Spartito d'anima,
violini d'estate
su brina di girasoli
e coriandoli d'aurore,
l'orchestra del silenzio
favilla sulla pelle
come schizzi d'onde ribelli
su matite d'orizzonte.
Le mani s'imperlano
di grano e solfeggio,
l'acquerello dei campi
squarcia finestre di cielo:
culla la vela di una barca
raggio di sole distratto
sul pentagramma del mio cuore.
violini d'estate
su brina di girasoli
e coriandoli d'aurore,
l'orchestra del silenzio
favilla sulla pelle
come schizzi d'onde ribelli
su matite d'orizzonte.
Le mani s'imperlano
di grano e solfeggio,
l'acquerello dei campi
squarcia finestre di cielo:
culla la vela di una barca
raggio di sole distratto
sul pentagramma del mio cuore.
"Sì, di certo, se domani farà bel tempo," disse la signora Ramsay. "Ma bisognerà che ti levi al canto del gallo," soggiunse. Queste parole procurarono al suo bambino una gioia immensa, come se la gita dovesse effettuarsi senz'altro, come se il prodigio che a lui sembrava d'aver atteso per anni e anni, fosse ormai, alla distanza d'una notte nel buio e d'una giornata sul mare, quasi a portata di mano. Giacomo Ramsay, all'età di sei anni, apparteneva di già a quella vasta categoria di gente che non può tener distinte le proprie emozioni, ma lascia che i lieti o mesti presagi del futuro annebbino quanto va realmente accadendo.
(Virginia Woolf)
Semini
ancora il panico,
come fa il pianoforte
con quattro mani
che sembrano
trenta dita,
o come fa
il lunghissimo
pianto strozzato
del povero Charlie.
Prima dell'imprevedibile
e prima del coup de théâtre.
Da oggi la vita non è più priorità,
non c'è nessuna discesa e risalita.
Ma quando io andavo e tornavo
e tu non mi aspettavi mai,
e quando io
non ti cercavo più
e tu eri sempre lì
perché non
ti eri mai
mossa;
ma
soprattutto
quando io svenivo
e tu invece anche,
allora sì
che
noi
ci
capivamo.
"They're in the dream I should've been."
Giunge al termine lo splendor dell'estate
tra feste di piazza e lunghe passeggiate,
con la sabbia rovente del mare
e bibite fresche da gustare.
Giunge al termine la melodia estiva
con il frinire delle cicale e dei grilli,
il sublime gorgheggio degli uccelli
e l'inconfondibile canto dei galli.
Giunge al termine l'ironia dell'estate
a parlar di sport e dieta con le gambe sdraiate,
tra rustici salati e birra ghiacciata,
tra sorbetti al limone e panna montata.
Giunge al termine finalmente
il tormentone estivo della radio invadente,
i capricci dei bambini con il vociar dei vicini
per non parlar dei ridicoli Karaoke stonati
e le gelosie dei fanciulli innamorati.
Giunge al termine la frenesia estiva
tra desideri notturni e riposi diurni
tra satira politica e gossip moderni,
scrivendo le rime di poesie cantate
aspettando l'arrivo della prossima estate.
tra feste di piazza e lunghe passeggiate,
con la sabbia rovente del mare
e bibite fresche da gustare.
Giunge al termine la melodia estiva
con il frinire delle cicale e dei grilli,
il sublime gorgheggio degli uccelli
e l'inconfondibile canto dei galli.
Giunge al termine l'ironia dell'estate
a parlar di sport e dieta con le gambe sdraiate,
tra rustici salati e birra ghiacciata,
tra sorbetti al limone e panna montata.
Giunge al termine finalmente
il tormentone estivo della radio invadente,
i capricci dei bambini con il vociar dei vicini
per non parlar dei ridicoli Karaoke stonati
e le gelosie dei fanciulli innamorati.
Giunge al termine la frenesia estiva
tra desideri notturni e riposi diurni
tra satira politica e gossip moderni,
scrivendo le rime di poesie cantate
aspettando l'arrivo della prossima estate.
Scrivo, per trovare
conforto dal dolore,
scrivo nella speranza
che qualcuno capisca;
mi fanno solo complimenti
per quanto siano belle,
e mi domandano
solo il "come" le ho scritte.
È incredibile quanto può distruggerti
una parola detta nel passato,
e quanto feriscono quelle non dette.
Quante lacrime dovrò versare,
prima che qualcuno mi comprenda?
Quanto dovranno essere
profondi i tagli sui miei polsi,
prima che qualcuno
mi chieda "Come stai"?
Quante volte ancora
dovrò impiccarmi,
prima che qualcuno mi ami?
conforto dal dolore,
scrivo nella speranza
che qualcuno capisca;
mi fanno solo complimenti
per quanto siano belle,
e mi domandano
solo il "come" le ho scritte.
È incredibile quanto può distruggerti
una parola detta nel passato,
e quanto feriscono quelle non dette.
Quante lacrime dovrò versare,
prima che qualcuno mi comprenda?
Quanto dovranno essere
profondi i tagli sui miei polsi,
prima che qualcuno
mi chieda "Come stai"?
Quante volte ancora
dovrò impiccarmi,
prima che qualcuno mi ami?
Forbite parole stese su di un foglio
con presunzione d’esser della storia l’eterno acume,
son atte ad essere sol catrame
Muri di cemento non arginan fiumi di frasi,
nulla posson sembrar d’aver di concreto
nonostante sian scritte con diletto,
son viste dai più come un effluvio dell’intelletto,
incomprensibile per chi le legge, seppur corrette.
Son dotte e ben vergate con accurate tracce su carta,
grafici segni d’elevata conoscenza della lessicale madre lingua,
talune volte abusata dai cavillosi,
tanto da farle divenir un enigma fatto di righe d’inchiostro,
lungi dall’esser imbrattate da un erudita,
come può far l’illetterato con sconnesse frasi su di un muro.
Astrusa così diventa l’arte di alcuni,
andranno a basar le loro fondamenta,
in un guazzabuglio di lemmi stilati per esser da un critico notati,
che per stramberia li eleverà a una colta poesia
andando a lodar e premiar metafore sconnesse.
Oh Muse, all’ode siete divenute sorde e cieche,
stan deturpando la vostra arte con avventate locuzioni,
soltanto per fregiarsi d’un prestigio, al fin effimero.
con presunzione d’esser della storia l’eterno acume,
son atte ad essere sol catrame
Muri di cemento non arginan fiumi di frasi,
nulla posson sembrar d’aver di concreto
nonostante sian scritte con diletto,
son viste dai più come un effluvio dell’intelletto,
incomprensibile per chi le legge, seppur corrette.
Son dotte e ben vergate con accurate tracce su carta,
grafici segni d’elevata conoscenza della lessicale madre lingua,
talune volte abusata dai cavillosi,
tanto da farle divenir un enigma fatto di righe d’inchiostro,
lungi dall’esser imbrattate da un erudita,
come può far l’illetterato con sconnesse frasi su di un muro.
Astrusa così diventa l’arte di alcuni,
andranno a basar le loro fondamenta,
in un guazzabuglio di lemmi stilati per esser da un critico notati,
che per stramberia li eleverà a una colta poesia
andando a lodar e premiar metafore sconnesse.
Oh Muse, all’ode siete divenute sorde e cieche,
stan deturpando la vostra arte con avventate locuzioni,
soltanto per fregiarsi d’un prestigio, al fin effimero.

Noi ed il nostro amore, che colma i nostri cuori, noi ed il colore del nostro cuore.
Noi ed i nostri sentimenti, i nostri attimi ed i nostri momenti.
Tu ed io l' arcobaleno che colora la nostra vita, tu sei dolcezza infinita.
Solo tu mi dai la forza di vivere ed affrontare anche le giornata più dure, solo tu il mio raggio di sole il mio unico amore.
Noi e l' arcobaleno che brilla e compare, nel cielo per colorare e scaldare anima e mente io e te la felicità sicura e che dura sempre.
Parole sciolte
frastornanti, in attesa
appassite
da tarlo dentro.
Vorresti cospirare con promesse
nascere mattino, affollato
di sogni. Poi suoni perduti
spiovono, sulle guance.
Da porte chiuse,
mura vuote di gesti.
Ma presto, d’urgenza
cambieremo indirizzo.
Saranno piazze
le anime toccate
e non di gelo, cardini.
Di chiavi e dita,
tendini tesi a dare
e altri a stringere.









