Forbite parole stese su di un foglio
con presunzione d’esser della storia l’eterno acume,
son atte ad essere sol catrame
Muri di cemento non arginan fiumi di frasi,
nulla posson sembrar d’aver di concreto
nonostante sian scritte con diletto,
son viste dai più come un effluvio dell’intelletto,
incomprensibile per chi le legge, seppur corrette.
Son dotte e ben vergate con accurate tracce su carta,
grafici segni d’elevata conoscenza della lessicale madre lingua,
talune volte abusata dai cavillosi,
tanto da farle divenir un enigma fatto di righe d’inchiostro,
lungi dall’esser imbrattate da un erudita,
come può far l’illetterato con sconnesse frasi su di un muro.
Astrusa così diventa l’arte di alcuni,
andranno a basar le loro fondamenta,
in un guazzabuglio di lemmi stilati per esser da un critico notati,
che per stramberia li eleverà a una colta poesia
andando a lodar e premiar metafore sconnesse.
Oh Muse, all’ode siete divenute sorde e cieche,
stan deturpando la vostra arte con avventate locuzioni,
soltanto per fregiarsi d’un prestigio, al fin effimero.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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