Chiamerò amore
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!
4 commenti
Ti voglio bene,
vorrei essere accanto a te
crescere con i tuoi anni
toccare le tue emozioni
e vestirmi con i tuoi sorrisi.
Il mio bene è lì dentro le tue tasche
abbottonato al tuo cuore.
E' nei gesti senza forza, nei passi distanti da me,
nascosto in un piatto di pasta,
nell'ombra di ogni parola non detta.
Il mio bene è credere in te...
la parte migliore di me.
vorrei essere accanto a te
crescere con i tuoi anni
toccare le tue emozioni
e vestirmi con i tuoi sorrisi.
Il mio bene è lì dentro le tue tasche
abbottonato al tuo cuore.
E' nei gesti senza forza, nei passi distanti da me,
nascosto in un piatto di pasta,
nell'ombra di ogni parola non detta.
Il mio bene è credere in te...
la parte migliore di me.
Qui di seguito vi voglio riportare
un concetto che ho letto non so dove,
pensatene quello che vi pare
è uno scherzo senza controprove.
Se per riacquistare il riacquistato
ho dovuto prima perdere il perduto,
e per conquistare il conseguito
ho dovuto sopportare il sopportato;
se per ritrovarmi innamorato
mi hanno maltrattato e poi ferito,
ho ben sofferto tutto il sofferto
e ho ben pianto quasi tutto il pianto.
Quindi dopo tutto ho dimostrato
che non si gode bene del goduto
se non dopo averlo tollerato.
Sono certo poi d'aver capito
che il verde dell'albero e il fiorito
vive di ciò che in terra è seppellito.
un concetto che ho letto non so dove,
pensatene quello che vi pare
è uno scherzo senza controprove.
Se per riacquistare il riacquistato
ho dovuto prima perdere il perduto,
e per conquistare il conseguito
ho dovuto sopportare il sopportato;
se per ritrovarmi innamorato
mi hanno maltrattato e poi ferito,
ho ben sofferto tutto il sofferto
e ho ben pianto quasi tutto il pianto.
Quindi dopo tutto ho dimostrato
che non si gode bene del goduto
se non dopo averlo tollerato.
Sono certo poi d'aver capito
che il verde dell'albero e il fiorito
vive di ciò che in terra è seppellito.

Mi piacerebbe tanto innamorarmi, ma senza soffrire.
Il mio cuore ora non è privo d' amore, batte sì ma solo per mio figlio.
L' amore da gioia, da felicità, quando trovi quello vero.
Non lo cerco prima o poi arriverà, cosi' mi dicono tutti.
Io per adesso aspetto, intanto lo guardo e lo sento nei racconti degli innamorati.
L' amore quello vero , che ti da solo emozione ed una grande passione.
L' amore quel sentimento unico e meraviglioso , che ti completa davvero.

Vivono le mie parole
nel passar della notte
impresse su un foglio di carta,
pulsano inquiete
per raggiungere i tuoi sogni.
Il mio continuo pensarti,
dolcemente mi allontana
da questa incudine della realtà,
ponendo il mio cuore al sicuro
in un luogo di anelito bagliore
che assomiglia al tuo splendore.
Non conosco tutti i tuoi segreti
e forse mai riuscirò a contenerli,
ma è cosa certa che sempre mi farò sedurre
da questo continuo cercarti...
da questo incessabile pensarti.
Ti sei nascosta con la rabbia nel cuore,
perché non volevi che ti vedessero piangere
e custodire gelosamente i tuoi ricordi,
nei libri del tuo passato,
dove li avevi scritti con le lacrime
che non hai saputo lasciare andare.
Sei scappata con in mano un fiore
che stava appassendo
e, ad ogni tuo passo,
esso lasciava cadere un petalo
sempre più incolore,
come sa essere solo un cuore senza amore.
Tu non sai più se andare lontano,
o se restare ferma e seduta nel buio della stanza accanto,
là dove il tuo cuore un tempo aveva toccato il cielo
e dalle finestre entrava il sole,
quelle di una ragazzina che sognava l’amore.
perché non volevi che ti vedessero piangere
e custodire gelosamente i tuoi ricordi,
nei libri del tuo passato,
dove li avevi scritti con le lacrime
che non hai saputo lasciare andare.
Sei scappata con in mano un fiore
che stava appassendo
e, ad ogni tuo passo,
esso lasciava cadere un petalo
sempre più incolore,
come sa essere solo un cuore senza amore.
Tu non sai più se andare lontano,
o se restare ferma e seduta nel buio della stanza accanto,
là dove il tuo cuore un tempo aveva toccato il cielo
e dalle finestre entrava il sole,
quelle di una ragazzina che sognava l’amore.
Mani in tasca tra la polvere
Innegabile tormento
Di una vita condivisa.
Sotto spogli rovi è vissuta.
Coltri bianche a riscaldare,
Cuori stanchi di fiatare,
Neve lenta scende...
Sopra gli occhi della gente,
Freddi automi senza amore,
Lasceranno monti di parole ,
Dette senza rispetto,
Senza amore, solo per difetto.
Tutto scivola, e si fa fiume,
Sulle anime in tormento,
Strani fiori nasceranno e
Saranno fiori d'inganno.
Nebuloso il futuro di una vita
Senza calore, solo
Battiti di cuore nel silenzio
Di un altro giorno
Che incolore...muore.
Innegabile tormento
Di una vita condivisa.
Sotto spogli rovi è vissuta.
Coltri bianche a riscaldare,
Cuori stanchi di fiatare,
Neve lenta scende...
Sopra gli occhi della gente,
Freddi automi senza amore,
Lasceranno monti di parole ,
Dette senza rispetto,
Senza amore, solo per difetto.
Tutto scivola, e si fa fiume,
Sulle anime in tormento,
Strani fiori nasceranno e
Saranno fiori d'inganno.
Nebuloso il futuro di una vita
Senza calore, solo
Battiti di cuore nel silenzio
Di un altro giorno
Che incolore...muore.
E’ il sogno che va in scena con i suoi dettagli,
le luci sfocate dello sfondo e le trame a scatti,
certi merletti della nonna, la gonna stretta,
il refrain della canzone in sottofondo.
E se al risveglio è tutto uguale: a colori accesi,
a sillabe verticali, a orizzonti appesi al sole,
vuol dire che c’è una recita da terminare
per attori e marionette di passaggio.
Perché è ciò che siamo davvero, un paesaggio
in attesa di promozione e il luminare
notturno che riflette i desideri di chi vuole
lasciare la sua traccia. E poi… sentieri scoscesi
da attraversare di corsa, il girotondo
dei poeti intorno alle parole, la fretta
di scendere le scale sino agli anfratti
del cuore e il risalirle con in mano nuovi bagagli.
Sillabe in verticale
a formare ellissi d’emozione.
Le puoi ascoltare nel cielo
mi toccano e mi fermano la voce,
l’inchino al sole
e il suolo che si solleva
nelle nebbie del sogno…
d’emozioni.
La pace, orfana di guerra
figlia di un generale
morto in battaglia
decorato alla memoria
con una medaglia
s'è confusa tra la gente che lavora.
Lei aspetta una scintilla
per vendicare la madre persa
e il padre generale ucciso in battaglia:
finché saranno figlie della guerra
ogni pace avrà la stessa storia.
figlia di un generale
morto in battaglia
decorato alla memoria
con una medaglia
s'è confusa tra la gente che lavora.
Lei aspetta una scintilla
per vendicare la madre persa
e il padre generale ucciso in battaglia:
finché saranno figlie della guerra
ogni pace avrà la stessa storia.
Autografo di cielo,
scenografia del pianto,
mietitura d'aurora,
cardiologia terrestre del creato,
l'anafora del respiro letterario
riluce come spina di una rosa,
come quieta passeggiata d'oriente
in una mareggiata d'orchestre
e danzero' sulle scogliere del pensiero,
sarò petalo d'orizzonte acceso.
scenografia del pianto,
mietitura d'aurora,
cardiologia terrestre del creato,
l'anafora del respiro letterario
riluce come spina di una rosa,
come quieta passeggiata d'oriente
in una mareggiata d'orchestre
e danzero' sulle scogliere del pensiero,
sarò petalo d'orizzonte acceso.
Terso il buio di brevi sussuri
che di un placido manto
avvolge le antiche memorie
Vuote le strade
che di vertigini assorte
esaltano le certezze di "poi "
rendono sazia e libera
la scena fedele
nella ressa di voci
Cospirano venti lontani
nelle preghiere di ieri
nelle carezze adombrate
di secoli imbanditi e fieri
da bianchi conflitti di patrie vittorie
Croci serenano attonite
le infrante virtu`
di donne spoglie
nel piombo del cielo
nelle scalze speranze
piegate al giudizio !
che di un placido manto
avvolge le antiche memorie
Vuote le strade
che di vertigini assorte
esaltano le certezze di "poi "
rendono sazia e libera
la scena fedele
nella ressa di voci
Cospirano venti lontani
nelle preghiere di ieri
nelle carezze adombrate
di secoli imbanditi e fieri
da bianchi conflitti di patrie vittorie
Croci serenano attonite
le infrante virtu`
di donne spoglie
nel piombo del cielo
nelle scalze speranze
piegate al giudizio !

La bimba, saltellava spensierata mentre canticchiava, felice e beata.
Una nuova canzone aveva imparato un nuovo gioco lei aveva inventato.
Correva, mentre tranquilla su quella strada, non vi era nessuno.
Lei era contenta allegra, sapeva che tra poco sarebbe arrivata.
Era il suo percorso giornaliero, il suo tragitto preferito.
Quello che la portava , a casa della sua amica del cuore.
Loro passavano pomeriggi interi, a giocare a cantare.
Cosi' fino al calar del sole, quando poi ella a casa tornava.
Di nuovo su quella strada tornava, di nuovo saltava.
Per tornare, felice dalla sua mamma, che attendeva.
La bimba, mille cose aveva da raccontare.
La sua mamma, la ascoltava e al petto se la stringeva.
Ora quella bimba ormai e' cresciuta, ma ancora rammenta.
Quando lei su quella strada , saltellava contenta.
Vedo la tua anima in lontananza
sospesa nel vuoto, inerme e confusa
tra verdi nuvole di speranza.
È lì, meravigliosa, unica e sola
sorretta dal vento della passione
con gli occhi socchiusi dal sole.
Giace sdraiata sulla cima del colle,
enigmatica e silenziosa
nell'immenso baglior di un ricordo folle.
Vanitosa si specchia
negli occhi indiscreti della luna piena
e viaggia su un cavallo alato
nello spazio infinito di un cielo stellato.
È la tua anima, lassù,
tra stelle cadenti e sguardi affettuosi
che si nutre di pioggia e venti maestosi
mentre attira l'attenzione
dei miei occhi curiosi.
Del silenzio mi faccio figlio,
osservo da lontano il tempo evolversi
e le radici essiccarsi sulla terra d’argilla.
Partorisco dubbiosi pensieri,
inciampanti nelle pietre che s’intersecano sul cammino,
talune volte composti di astruse altre ludiche parole.
Curiosamente cerco tra le righe il sapere celato,
magnetico ed enigmatico, di un’anima cosmica dai mille volti,
siam esseri celesti arrivati dalle stelle.
Antropologia cosmica, si fa domanda espressa
del togliere il velo sull’ipocrisia
atto a far chiarezza sulle occulte verità.
Una ruota che gira a ellisse è il cosmo
che si perpetua spostandosi nell’infinito,
spargendo il soffio di vita
a tutto ciò che incrocia nel suo vagabondare.
osservo da lontano il tempo evolversi
e le radici essiccarsi sulla terra d’argilla.
Partorisco dubbiosi pensieri,
inciampanti nelle pietre che s’intersecano sul cammino,
talune volte composti di astruse altre ludiche parole.
Curiosamente cerco tra le righe il sapere celato,
magnetico ed enigmatico, di un’anima cosmica dai mille volti,
siam esseri celesti arrivati dalle stelle.
Antropologia cosmica, si fa domanda espressa
del togliere il velo sull’ipocrisia
atto a far chiarezza sulle occulte verità.
Una ruota che gira a ellisse è il cosmo
che si perpetua spostandosi nell’infinito,
spargendo il soffio di vita
a tutto ciò che incrocia nel suo vagabondare.










