Il nero è questo spolverino.
a forma umana
che preme, sfiora le ossa,
i fiori sbagliati in un unico stelo
arrendevole alla più muta carezza.
Rieccola la vita
è una colpa sul filo. Tuttora
spinge da un capo all’altro
nel mancarsi da vene senza promesse.
Principia col niente dei pori
e fragranze ammucchiate
nel tramonto, è il sonno che scioglie
le immagini portando l’occhio
cucito su un pezzo di buio.
a forma umana
che preme, sfiora le ossa,
i fiori sbagliati in un unico stelo
arrendevole alla più muta carezza.
Rieccola la vita
è una colpa sul filo. Tuttora
spinge da un capo all’altro
nel mancarsi da vene senza promesse.
Principia col niente dei pori
e fragranze ammucchiate
nel tramonto, è il sonno che scioglie
le immagini portando l’occhio
cucito su un pezzo di buio.
6 commenti
Assonanza di cristallo
s'annoda alla luce d'un fior
e di zucchero è l'aurora
in questo spiffero di tempo.
T'assaggio in questa confessione di cielo
come l'ombra foulard di sole
per poi piangere sul petto del vento
come cometa coreografica del cuore
nell'inciampo d'una parola d'amore.
s'annoda alla luce d'un fior
e di zucchero è l'aurora
in questo spiffero di tempo.
T'assaggio in questa confessione di cielo
come l'ombra foulard di sole
per poi piangere sul petto del vento
come cometa coreografica del cuore
nell'inciampo d'una parola d'amore.
Mi perdo
nei tuoi occhi
nei tuoi occhi
è mento
a me stessa.
a me stessa.
Vorrei ingannare
il cuore
mentre nasce
una poesia.
una poesia.
Vorrei tagliare
il cielo
e perdermi
nell'immensità dell'amore.
nell'immensità dell'amore.
Forse è una pazzia,
forse è solo aria,
forse
è solo un sogno.
è solo un sogno.
fuggo via,
scappo via
è porto i tuoi occhi
con me.

con me.

Questo è il poema
dello specchIO
dove io pinocchio
m’imbatto in riti
rifioriti ingannatori
senza un solo quadrifoglio
nel solo portafoglio (non un foglio, né moneta)
Sono un rapper
senza dIO
senza letto
senza tetto
ma ho una mente
che non mente
Oggi è festa
- è la Madonna -
ma la sol-fa suona amara
né uno spillo
o un trillo, un battito d’ali
in questi portali
sbattimento di coIOni
dove ioni impuri
stanno a guardare
e muoiono col tallio
senza ferite da taglio
in questa valle di lacrime
[(il futuro è pazzo
e la setta, alle 7
trova adepti da circuire
Ragionieri senza ragione
persa, in cento tisane)]
dello specchIO
dove io pinocchio
m’imbatto in riti
rifioriti ingannatori
senza un solo quadrifoglio
nel solo portafoglio (non un foglio, né moneta)
Sono un rapper
senza dIO
senza letto
senza tetto
ma ho una mente
che non mente
Oggi è festa
- è la Madonna -
ma la sol-fa suona amara
né uno spillo
o un trillo, un battito d’ali
in questi portali
sbattimento di coIOni
dove ioni impuri
stanno a guardare
e muoiono col tallio
senza ferite da taglio
in questa valle di lacrime
[(il futuro è pazzo
e la setta, alle 7
trova adepti da circuire
Ragionieri senza ragione
persa, in cento tisane)]
Vibran, nel lor brillar, le stelle, la notte,
mentre la pallida luna
ne va a consolar il loro romantico pianto.
Squarcian il buio, con il lor canto le civette,
mentre il fumo esce dal camino,
un gufo su di un ramo,
impassibile, resta ad ascoltare.
Flemmatico e ripetitivo
è l’abbaiar di un cane,
da echeggiar tra le meste case
di un paesino.
Spian, guardando fuori dalla finestra,
gli occhi di un bambino;
la neve far capolino,
mentre la mamma alle sue spalle, lo lascia fantasticare
e, le sue mille domande, s'appresta a soddisfare.
Ombre giocan con le fiamme
e i scintillii del camino,
l’inverno, con il suo passo lento, sta per arrivare,
con tutte le sue feste e Babbo Natale.
mentre la pallida luna
ne va a consolar il loro romantico pianto.
Squarcian il buio, con il lor canto le civette,
mentre il fumo esce dal camino,
un gufo su di un ramo,
impassibile, resta ad ascoltare.
Flemmatico e ripetitivo
è l’abbaiar di un cane,
da echeggiar tra le meste case
di un paesino.
Spian, guardando fuori dalla finestra,
gli occhi di un bambino;
la neve far capolino,
mentre la mamma alle sue spalle, lo lascia fantasticare
e, le sue mille domande, s'appresta a soddisfare.
Ombre giocan con le fiamme
e i scintillii del camino,
l’inverno, con il suo passo lento, sta per arrivare,
con tutte le sue feste e Babbo Natale.

In punta di piedi, dolcemente sono arrivata nel tuo cuore, come una dolce brezza profumata.
In punta di piedi, ho iniziato a conoscerti e sperare, che quel tuo cuore per me batteva.
Tu uomo ferito nell' amore piu' non credi, troppo dolore, troppa delusione.
Non so se idea cambierai, se di me ti innamorerai, non so se riusciro' a farti cambiare idea.
Se di nuovo all' amore crederai, so solo quello che per te sento provo, la purezza di questa sensazione.
In punta di piedi, con molta tenerezza so che imparerai a capire, come sono.
In punta di piedi nella tua vita sono arrivata, al tuo cuore mi sono avvicinata.
Ora , solo il tempo mi sapra' raccontare, ora dovro' solo aspettare.
In punta di piedi sono qui, per dedicarti , questi versi questa emozione che per te provo.
Anima mia , sapro' aspettare sapro' come cullare quel tuo cuore ferito, dall' amore trasformato.
Un uomo diverso diventerai, sono sicura che con me di nuovo all' amore crederai.
… chi richiama la mia attenzione?
Ah, sei tu!.
E da ieri l’altro che t’aspettavo… amore.
Li senti pure tu ora i dolci suoni
dei passi sulla via lastricata?
Amato calpestio sulle vie vuote.
Ieri passi sul mio cammino non c’è né erano.
Senso di vuoto.
Mancanza di udito.
Il non sentire lo spingere di scarpe lungo la strada.
Il camminare insieme.
E ora accogliere il suono dei passi.
Dolce tocco ripetuto.
Susseguirsi di note sulla strada.
Di quei passi desiderati da tempo
Uno dopo l’altro…
come se fosse un lungo ti amo scritto lungo il cammino.
Mille volte ieri mi chiesi
dove fossero nascosti i passi tuoi.
Oggi il suono dei tuoi passi.
Normale effetto acustico per altri.
Abituale poggiare sulla via di scarpe
per chi ha scordato…
ha smarrito l’attenzione dell’ amato “rumore”
di quei passi che accompagnavano altri passi
E di questo suono di scarpe sulla via
lungo il cammino
io ora sento
Tocco, il tocco ripetuto dei tuoi passi
Ah, sei tu!.
E da ieri l’altro che t’aspettavo… amore.
Li senti pure tu ora i dolci suoni
dei passi sulla via lastricata?
Amato calpestio sulle vie vuote.
Ieri passi sul mio cammino non c’è né erano.
Senso di vuoto.
Mancanza di udito.
Il non sentire lo spingere di scarpe lungo la strada.
Il camminare insieme.
E ora accogliere il suono dei passi.
Dolce tocco ripetuto.
Susseguirsi di note sulla strada.
Di quei passi desiderati da tempo
Uno dopo l’altro…
come se fosse un lungo ti amo scritto lungo il cammino.
Mille volte ieri mi chiesi
dove fossero nascosti i passi tuoi.
Oggi il suono dei tuoi passi.
Normale effetto acustico per altri.
Abituale poggiare sulla via di scarpe
per chi ha scordato…
ha smarrito l’attenzione dell’ amato “rumore”
di quei passi che accompagnavano altri passi
E di questo suono di scarpe sulla via
lungo il cammino
io ora sento
Tocco, il tocco ripetuto dei tuoi passi
Ora più che mai ascolta
Il silenzio ci parla, il tempo
oramai è molto prezioso
non bisogna sprecarlo
per vite affettive. Il sole si è offuscato
i petali i salici copriranno
il terreno e non sapremo cosa
si nasconderà se fuoco o aria
per il nostro domani. Quando accadrà, sotto le suole
uno dei due si attaccherà
se assorbiranno fuoco, avremo
odore d'incenso e allora penseremo
a quello che diceva, avvertendoti
dei mutamenti, di un clima umido
e soffocoso
Il silenzio ci parla, il tempo
oramai è molto prezioso
non bisogna sprecarlo
per vite affettive. Il sole si è offuscato
i petali i salici copriranno
il terreno e non sapremo cosa
si nasconderà se fuoco o aria
per il nostro domani. Quando accadrà, sotto le suole
uno dei due si attaccherà
se assorbiranno fuoco, avremo
odore d'incenso e allora penseremo
a quello che diceva, avvertendoti
dei mutamenti, di un clima umido
e soffocoso
Battito di parola,
abisso solare
e strapiombo di cielo,
strazia petali di un giglio
merletto di pioggia smeraldo
e son nuda radice
d'un cuor naufragato,
farina numerica del creato,
fiammifero d'un pianto scordato
in un rimario di stelle indaffarato.
abisso solare
e strapiombo di cielo,
strazia petali di un giglio
merletto di pioggia smeraldo
e son nuda radice
d'un cuor naufragato,
farina numerica del creato,
fiammifero d'un pianto scordato
in un rimario di stelle indaffarato.
Ho visto un angelo
non era bellissimo
la pelle scura, le ali arruffate.
Fluttuava sopra una moschea
ricavata da un capannone.
Ho visto un angelo
biondo e bellissimo,
d'oro e di seta vestito,
volava tra le cupole
e le statue di San Pietro.
Nel primo anno del Signore,
vidi un angelo,
le ali grandi, il volto severo
posato su una povera capanna,
vegliava il bimbo e la madre,
la madre stanca per il lungo cammino.
Ritornarono a Nazareth
nella loro povera casa,
ignorando templi e palazzi dorati.....
e l'angelo li seguì.
non era bellissimo
la pelle scura, le ali arruffate.
Fluttuava sopra una moschea
ricavata da un capannone.
Ho visto un angelo
biondo e bellissimo,
d'oro e di seta vestito,
volava tra le cupole
e le statue di San Pietro.
Nel primo anno del Signore,
vidi un angelo,
le ali grandi, il volto severo
posato su una povera capanna,
vegliava il bimbo e la madre,
la madre stanca per il lungo cammino.
Ritornarono a Nazareth
nella loro povera casa,
ignorando templi e palazzi dorati.....
e l'angelo li seguì.
Che ne pensi di un idea in più
-di uno spartito d’emozioni
che abbia note per due
- una rosa
- una rosa
e una candela accesa?
Di un sole soprannaturale dentro gli occhi
che rimescoli le impurità- e che ne dici
di una commozione crescente
del disordine della fantasia
fino al vizio
del disordine della fantasia
fino al vizio
-di un desiderarsi fino al supplizio.
Del bisogno erotico
che ti cambia persino il timbro della voce
che ti cambia persino il timbro della voce
quando diviene sentimento alto - come la croce.
Che ne dici
di non arrestarsi davanti a nessun ricordo
di non arrestarsi davanti a nessun ricordo
e combinare una scena straordinaria;
riprovare perdute sensazioni di
quella volta –unica- come la vita.
Che ne dici
del godimento del guardarsi
del godimento del guardarsi
-delle mani pronte a toccarsi
per sempre, per sempre…
...anche nel lungo silenzio del poi,
nell’assenza che per sempre dura.
Perché non darsi questa tortura?
Il tempo si è fermato
l’orologio non cammina.
Le notti e i giorni
trascorrono nell’ansia
di pensieri insormontabili
è affollano la mente.
La sabbia nella clessidra
è ferma,
sembra trascorso un secolo
dall’ultima volta
che l’ho girata.
Ma sono passati
pochi giorni...
Un cerchio
brilla nella notte...
Ma il giorno
è triste...
Spento...
Spento...
I fantasmi del passato
diventano realtà.











