
Volente o nolente,
viviamo nella mera illusione
di poter capire le persone...
triste sentimento di umanità
che giace inerme
sotto falsa identità.
Mi accingo a riflettere
su questa diatriba insolente
che volente o nolente
sprona l'ira invadente
e prolifera
nei meandri della mente.
È triste rassegnarsi
alla frenesia del viver moderno
tra menzogne sociali
e amori virtuali
che inquinano
gli amori puri e casuali.
È spiacevole pensare
che c'è sempre
uno scotto da pagare,
e che volente o nolente
ci troveremo a scontare
il deleterio vizio
del procrastinare.
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Merletto di stella
fruga nei miei occhi,
didascalia d'oceano
sciama sul mio petto,
gheriglio di lacrime
m'abbaglia come un fior
caduto in un sepolcro di neve.
Mai più tornerò ad addizionar
parafrasi di cielo terso,
a spiluccar atomi d'immenso
e smarriro' la rotta del dolore
fra stormi pronominali di cuore
in questo abecedario d'illusioni,
nudo furto d'immaginazioni.
fruga nei miei occhi,
didascalia d'oceano
sciama sul mio petto,
gheriglio di lacrime
m'abbaglia come un fior
caduto in un sepolcro di neve.
Mai più tornerò ad addizionar
parafrasi di cielo terso,
a spiluccar atomi d'immenso
e smarriro' la rotta del dolore
fra stormi pronominali di cuore
in questo abecedario d'illusioni,
nudo furto d'immaginazioni.
E un sorriso sornione mi accompagna
in una sera in cui l’ebbrezza procede spedita
bruciante d’ispida ironia
fluttuante in ellissi d’illusioni
ma piacevoli d’essere in questo danzare
in cui è lieve la linea che separa i suoni, le memorie
e l’augurio di trovare quella tanto sospirata via di mezzo.
in una sera in cui l’ebbrezza procede spedita
bruciante d’ispida ironia
fluttuante in ellissi d’illusioni
ma piacevoli d’essere in questo danzare
in cui è lieve la linea che separa i suoni, le memorie
e l’augurio di trovare quella tanto sospirata via di mezzo.

Vorrei un mondo diverso, con persone che si vogliono bene.
Vorrei un mondo migliore , pieno di pace e amore.
Vorrei un mondo pieno di felicità, per tutta l' umanità.
Vorrei un mondo pieno di gioia ed armonia, pieno di magia.
Vorrei, vorrei un mondo così pieno di persone che si amano con ritrovata passione
Ti sei perso in un rumore,
tra i semafori spenti ai lati delle strade,
così ti drogavi per avere nuovi sogni.
La follia sa essere fumo negli occhi,
tenebre cosparse d’inchiostro,
caroselli di buchi sulle braccia in cerca di vene.
In solitudine ti racconti cumuli di bugie,
pensieri perversi con cui assassini la tua vita,
sai di esserti perso
e nella morte vedi il tuo sorriso che si spegne,
mentre incipria di bianco il tuo volto.
Le maschere han solo dei fori per farti vivere,
nascondono la realtà sotto la finzione,
equilibri precari di giorni tutti uguali,
fatti di polvere e lavati dalla pioggia.
tra i semafori spenti ai lati delle strade,
così ti drogavi per avere nuovi sogni.
La follia sa essere fumo negli occhi,
tenebre cosparse d’inchiostro,
caroselli di buchi sulle braccia in cerca di vene.
In solitudine ti racconti cumuli di bugie,
pensieri perversi con cui assassini la tua vita,
sai di esserti perso
e nella morte vedi il tuo sorriso che si spegne,
mentre incipria di bianco il tuo volto.
Le maschere han solo dei fori per farti vivere,
nascondono la realtà sotto la finzione,
equilibri precari di giorni tutti uguali,
fatti di polvere e lavati dalla pioggia.
Naufraga la mente,
affoga nel mare del logos
parole parole parole
immagini di spazio circoscritto
dal mistero del non spazio.
Tutto passa, panta rei;
eracliteo è il senso della memoria
che non sa trattenere quell’attimo
del nostro continuo divenire.
Parole corrono
e mai saranno le stesse di ieri
a ferirti due volte l’anima,
a farti battere il piede
sulla nuda terra.
Sprezzante il tempo
spazza via dorate certezze,
prepara giorni ammalati
di ruvide e disperate carezze,
prepara giorni ammalianti
di aspettative e boccioli di rose
che forse non sapremo odorare.
Preputente, arraggiuso, scrianzato,
tira e votta cavece 'a fore 'e ffeneste.
Te trase dinto 'e capille e maliziuso,
se 'nfizza curiuso sotto 'e vveste.
Quanno stà sfastedjato e chiove,
votta acqua a zuffunne p'ê ccase.
Sbatte 'e pporte, scassa ll'arbere,
fuje pe llà attuorno comm'â 'nu 'nvaso.
'E vvote stà quieto e te parla chiano:
s'appoja delicato 'ncoppa 'e mmane.
T'accarezza 'o viso, te parla doce
e te trase dinto chianu chianu.
Se 'ntrufola curiuso dintê rrecchie:
'nu poco bruntulianno se 'ntallea,
po' 'mpruvvisamente scioscia, sbuffa
e scutuliannese vene e te schjaffea.
Si 'o saje piglià isso s'addulcisce,
ma spisso allucca forte e te sturdisce.
A vvote dice cose ca 'nun sanno 'e niente:
se mette a murmulià parole sfaticate,
ca se ne vanno sbuffanno 'nsieme 'o viento...
tira e votta cavece 'a fore 'e ffeneste.
Te trase dinto 'e capille e maliziuso,
se 'nfizza curiuso sotto 'e vveste.
Quanno stà sfastedjato e chiove,
votta acqua a zuffunne p'ê ccase.
Sbatte 'e pporte, scassa ll'arbere,
fuje pe llà attuorno comm'â 'nu 'nvaso.
'E vvote stà quieto e te parla chiano:
s'appoja delicato 'ncoppa 'e mmane.
T'accarezza 'o viso, te parla doce
e te trase dinto chianu chianu.
Se 'ntrufola curiuso dintê rrecchie:
'nu poco bruntulianno se 'ntallea,
po' 'mpruvvisamente scioscia, sbuffa
e scutuliannese vene e te schjaffea.
Si 'o saje piglià isso s'addulcisce,
ma spisso allucca forte e te sturdisce.
A vvote dice cose ca 'nun sanno 'e niente:
se mette a murmulià parole sfaticate,
ca se ne vanno sbuffanno 'nsieme 'o viento...
Albero io ti ammiro
quando per amore
vesti l'abito migliore.
Albero io ti contemplo
quando fiore di fantasia
t'accendi rosso e oro
nell'ottobre che muore.
Ma ti amo in inverno
quando le tue lunghe scarne braccia
ricamano il cielo.
Io ti sento fratello
quando crocifisso da chiodi ancestrali
la nebbia ti fa da sudario.
quando per amore
vesti l'abito migliore.
Albero io ti contemplo
quando fiore di fantasia
t'accendi rosso e oro
nell'ottobre che muore.
Ma ti amo in inverno
quando le tue lunghe scarne braccia
ricamano il cielo.
Io ti sento fratello
quando crocifisso da chiodi ancestrali
la nebbia ti fa da sudario.
Restano torvi i pianeti
nel lento moto di Corvi
dai fiori recisi
Apostoli fedeli
nel lento moto di Corvi
dai fiori recisi
Apostoli fedeli
di voci e di specchi
di abiure e promesse
dalle ali pulite
Deserti dorati
dal candido esilio
nel continuo appassire
di ogni partenza
un calice di luce
di abiure e promesse
dalle ali pulite
Deserti dorati
dal candido esilio
nel continuo appassire
di ogni partenza
un calice di luce
per "voi "
attesa inerme
di Sante salvezze !
attesa inerme
di Sante salvezze !

Stella a tre punte, maestosa e imponente,
compagna di viaggio, cromata e luccicante.
Sintonia elettrica di passione e poesia,
un connubio perfetto di arte e tecnologia.
Il suo abitacolo emana note di sicurezza
con finezza progettuale, spie luminose ed eleganza;
guidarla è un vero amplesso di emozioni,
tra comfort di guida e super prestazioni.
Un'orchestra sinfonica è il suo motore
tra suoni di valvole, cilindri e cavalli vapore;
un design aerodinamico di pura ingegneria
che permea l'aria con veemente maestria.
Mercedes-Benz,
uno stile inconfondibile e una linea senza tempo
che da più di un secolo illumina la strada di novità
oltre i limiti della velocità...
Ricordo un tempo
di nebbie fitte,
adagiate come
bianche lenzuola
sulla verde pianura.
Alberi intirizziti
e spogli,
colori sbiaditi
e uccellini
di brina vestiti.
Cieli plumbei,
giorni grigi
e freddo, tanto freddo.
Segnali di fumo
dalle case
ornate a festa
e angoli di cielo
sempre pronti
a colorarsi d'arcobaleno.
Coincidenze d'azzurro
sfibrano cicatrici di mare
ed il tempo è un teatro in affitto,
lacrima stupefatta d'arpa e cometa.
Solletico confetti di nuvola,
inchiostro di sguardo è sutura,
bocciolo d'un tramonto corallo
in questo apostrofo di cuore stanco.
Mi culla questa nenia di grano,
sei farina di un ricordo scalzo,
finestra abbottonata dal sole
in un respiro svestito d'aurore.
sfibrano cicatrici di mare
ed il tempo è un teatro in affitto,
lacrima stupefatta d'arpa e cometa.
Solletico confetti di nuvola,
inchiostro di sguardo è sutura,
bocciolo d'un tramonto corallo
in questo apostrofo di cuore stanco.
Mi culla questa nenia di grano,
sei farina di un ricordo scalzo,
finestra abbottonata dal sole
in un respiro svestito d'aurore.
Io ero
quel sorriso perso
che tu distrattamente
non avevi visto,
ma era lì per te
e tu non l’hai saputo cogliere.
Esso così è svanito,
tramutandosi in una lacrima
che è andata a morire
tra le labbra di un uomo
che in silenzio ti ama
e soffre per te.
quel sorriso perso
che tu distrattamente
non avevi visto,
ma era lì per te
e tu non l’hai saputo cogliere.
Esso così è svanito,
tramutandosi in una lacrima
che è andata a morire
tra le labbra di un uomo
che in silenzio ti ama
e soffre per te.
Il vento tagliente
come una lama affilata,
soffia sul viso
semi coperto.
Nel cielo del mattino
nuvole nere
mantengono il buio
della notte.
In lontananza
il bagliore del
nuovo giorno,
illumina una striscia di cielo
con i suoi colori brillanti
che sfumano dall'arancione
fino al giallo del sole .
La via é vuota,
popolata solo
da macchine parcheggiate
con un velo di brina sul tetto.
In lontananza
una sagoma
si avvicina alla strada principale
dove c'è la fermata dell'autobus
poi pian,piano
altre sagome imbacuccate
come una lama affilata,
soffia sul viso
semi coperto.
Nel cielo del mattino
nuvole nere
mantengono il buio
della notte.
In lontananza
il bagliore del
nuovo giorno,
illumina una striscia di cielo
con i suoi colori brillanti
che sfumano dall'arancione
fino al giallo del sole .
La via é vuota,
popolata solo
da macchine parcheggiate
con un velo di brina sul tetto.
In lontananza
una sagoma
si avvicina alla strada principale
dove c'è la fermata dell'autobus
poi pian,piano
altre sagome imbacuccate
arrivano camminando lentamente.
C'É chi va a lavoro,
chi va a scuola,
chi trascina due
piccoli bambini
che piagnucolano
C'É chi va a lavoro,
chi va a scuola,
chi trascina due
piccoli bambini
che piagnucolano
perché buttati giù
dal letto,
interrompendo
i loro sogni.
La notte é passata
il giorno irrompe
con i suoi rumori e colori,
svegliando la città
che si era assopita
coperta
dal mantello nero della notte.
dal letto,
interrompendo
i loro sogni.
La notte é passata
il giorno irrompe
con i suoi rumori e colori,
svegliando la città
che si era assopita
coperta
dal mantello nero della notte.
E ti sento anche se stiamo dormendo
respiri asincroni, poi sottovoce
-per non essere sentiti- gli echi dell’amore
nei vocaboli. Brevi conciliaboli, c’è la notte
per restare aggrappati al nostro fiato,
forse, ti dico, ci siamo sempre amati
ancora prima di conoscerci. Nelle estati,
esposti allo scirocco e nell’inverno desolato,
nelle discese a perdifiato verso le grotte
del cuore e nel procedere nel dolore
verso l’inferno: quindi un passo verso la foce,
un fiume carsico da guadare correndo.









