Il pennello del tempo
ha spalmato di grigio i tuoi capelli,
ha seminato gioie e sofferenza
nei solchi del tuo viso,
pochi ritocchi al verde dei tuoi occhi,
scavato il tuo sorriso
ma sempre assetato
del bacio appassionato
che io so darti.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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A volte mi sento un diverso,
perso tra milioni di volti sconosciuti,
un folle che scrive inutili pensieri.
A volte cerco la serenità nel silenzio della solitudine,
ma poi mi perdo in enigmatiche domande,
come fossi un bambino innocente.
A volte immagino che tutti leggano le mie poesie,
e ognuno trovi nelle parole le cercate risposte
che io finora non ho mai trovato.
Il verbo la fede,
dell’essere l’attore protagonista della mia vita.
Invece a volte resto lì fermo a far scena muta,
lasciando all’ansia che su di me prenda il sopravvento
e scateni un doloroso temporale interiore.
Così mi guardo attorno
e vedo la volatilità avvolgere tutto come un malevolo alito
che s’insinua nelle menti,
tanto da far sembrare la vita una cosa futile,
un giocattolo, una marionetta fatta per essere usata
e quando si rompe la butti via.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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quando un albero brucia
 
una lama mi dilania il petto;

rode le gioie della vita

mina le speranze dell'umanità.

Chiudo gli occhi e mi piego

per la morte di un amico.

Barbarie inutili e volute

per chi donò bellezza e civiltà.

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Profilo Autore: francesco  

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Forse sarà la tempesta in arrivo,
oppure i pensieri che mi uccidono.

Cammino in questo mare in tempesta
sempre più in salita.

La lunga notte disperata
di questa vita.

Profonda sconosciuta
e calpestata vita.

Penso a quello che mi manca
nell'ora più silenziosa della notte.

Mi domando perchè chi ha incrociato
il sentiero della mia vita non c'è più.

Mi chiedo perchè
mi manca il filo della vita.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Ogni anno 'a stessa storia: vaco e vengo d'â Lapponia.
Me piazzo 'ncopp'â slitta e vaco sempe deritto. 
'Ncuollo 'o vestito 'e sempe, ca s'è pure scagnato
e mme va 'nu poco astritto pecchè me so' 'ingrassato. 
Ogni ghiuorno m'arrivene centenare 'e lettere, cartuline:
me scrivene 'a tutto 'o munno: gruosse e piccoline.
Cu 'o tiempo m'aggio 'mparato 'a scrittura 'e uno, 'e n'ato:
'a vista 'nun tanto m'aiuta, pe ll'eta assaje avanzata.
Però aggio riconosciuto 'a scrittura tennera 'e Nanninella:
me cerca comme a ssempe 'na pupata, 'e ccaramelle.
Che brutta calligrafia! E chesta è 'a lettera 'e Maria!
"Babbo Natale mio, 'nun me purtà sempe 'a stessa cosa"
"St'anno, si pe te va bbuono, vulesse truvà 'nu ricco sposo."
Chi me cerca pazielle, chi va truvanno 'nu diamante,
chi vo' 'na connola, chi 'nu marito, chi 'nu turbante. 
Chi vulesse 'na bona ciorta e 'na vita senza patimente,
chi vo' 'na bambola, chi 'o pane, chi 'na varca, chi 'e diente!
Chi ha perso 'o posto 'e fatica e 'nun riesce a campà 
 e chi tene 'e rrendite spase 'o sole e fa 'a vita d''o pascià.
Ma j' che pozzo fa: vengo sulo 'na vota a ll'anno.
Si putesse, pigliasso 'a slitta e ghiesse sempe vulanno.
Accuntentasse femmene, uommene e bisognose.
A cchi n'ave necessità, 'o regnesse 'e tutte 'e ccose.
'Sta vota però ve voglio cercà j' a vuje 'nu piacere.
V'aggio lassato 'na lettera vicino 'o piatto, sotto 'o bicchiere.
Si' vedite quacche cristiano ca 'nun pozza accuntentà,
purtatancella vuje 'na cusarella, 'na parola pe cunfurtà.
Donate pace e surrise: nisciuno s'avessa maje 'ntristì:
criature, gruosse e anziane 'nun avessana suffrì!
Putissene purtà pe ssempe pace p'ê ccase, p'ê spitale?
Se putesse fa ca ognuno e vuje addeventa Babbo Natale?
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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46954.jpgPiccola Falena,
ingenua e dorata
fluttui di fiore in fiore
con le ali spiegate al sole.
Intrisa di libertà,
ti sento librare nei miei pensieri
in un campo colmo di desideri;
volteggi gaia e variopinta nel vento
oltre la fantasia del tempo,
tu che vivi di flebili istinti
nel breve spazio di soli istanti.
Come una fatina
espandi le tue ali al cielo
dolce e birichina
e col nettare dei fiori
intingi le tue ali di nuovi colori.
Piccola falena,
portami sulle tue ali
verso l'arcobaleno,
portami lontano e vola finché puoi,
innalza i tuoi occhi al cielo
e non fermarti mai.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Arriva il tempo Natale
Con pazienza verticale
Sulla curva del mondo
   E i problemi della terra.
E' neve odorante
Per il dolce Annunzio
   L'allegra profezia.
Ti ricordi Maria?
   Di un certo sorriso -divino-
      Come di persona che sogna;
Che amabilità
   La sua storia cristiana
  - Di certa rarità!
    La sua gloria futura
   La sua traccia di luce
    -Il suo spettacolo potente.
     E non importa cosa dice la gente:
Tutto può cambiare
  Nella sua impresa d'amore
  che non vuole chieder niente.
 E la commozione di Giuseppe?
  Come d’innanzi
  al compiersi d’un meraviglioso fato:
Il corpo bellissimo del suo figliolo
-Di grande bagliore
Non paragonabile ad alcuno
Dei profumi conosciuti.
   Giocatore ammirabile, d’altro stile
-Perfetto!
Forse rarità
     E' vita che esiste  
     -Che sempre sarà.   




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Profilo Autore: Hera  

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Quando il tempo ha la tua anima come incanto
suscita in me rabbia del mio petto;
collera delle mie mani.
Perchè il tempo...
si il tempo... il tempo ti ha sempre:
quando io sono al lavoro;
quando io dormo;
quando saluto;
quando cammino;
quando...quando...quando...
è sempre lui con te.
Un attimo prima delle mie labbra.
lui è già  su di te.
Quando sono nei tuoi sogni
diviene il sogno della notte.
Quando sono nelle tue pieghe e lui che è già nelle tue pieghe.
Con te vi è sempre il tempo che scorre su di te;
che si posa con leggero tocco su di te.
Più’ delicato delle mie mani di amante
a coprirti se fa freddo;
a regalarti la pioggia
la gioia di un sole caldo
le danze delle farfalle.
E io  oltre il mio ti amo non ho il potere
di donarti l’esplosione di una rosa rossa;
il rincorrersi di fiori e di farfalle;
il movimento del mare.
La caduta della neve.
Lo sciogliersi della neve.
Lo scorrere del cielo.
Niente è in mio potere di tutto questo.
Persino quando avvicino le mie labbra alle tue
le mie mani che scivolano sulle tue
E’ il signore dell’attimo del bacio.
E' il padrone dello scorrere delle mie mani lungo il tuo corpo..
Non posso donarti il tempo di un tramonto
lo scorrere di un’alba.
Lo scivolare delle pioggie.
l'istante di un fiore..

E quando sono accanto a te
lui è nei tuoi occhi;
il dominatore del tuo sorriso.
La nudità del tuo primo vagito;
lui è stato il primo ad annusare il profumo della tua pelle.
La forma del tuo primo sorriso.
Il tempo ti ha nel suo palmo
legandoti alle narici del suo fiato
rendendo più sensuale del mio respiro la sua mano su di te.
Io sono solo un tappeto per i tuoi baci;
una coperta per il tuo viso
Più’ di una carezza,
di un sorriso,
del sussurro delle mie labbra...io non posso

è la tua pelle diviene sua;
è il tuo sorriso diviene suo.
Le mie mani dalle tue si slegano
i miei occhi dai tuoi scivolano per un po’
Ma il tempo... lui no,
non si separa mai da te
e il tuo respiro impigliato ad ogni respiro del tempo.
Lui ruba qualcosa per sempre da me

che mi appartiene
che è mio.
E per questo che io ti fermo.
Ti tengo stretta.
F
erma alle mie braccia.
Fissata al mio fuoco.
Con l'illusione di poter ingannare iL tempo...
non muovendoci dai nostri occhi.
Non staccandoci dal nostro abbraccio.
Non slegandoci dalla nostra presa.
Fissi nei nostri sguardi...
Credendo che passerà oltre….
Così credo.
Ribollo di rabbia.
Non sopporto che ogni notte  ruberà da te il calore del corpo.
E quasi come geloso amante
non tollero
che posi su di te il suo sguardo.
Ma io nulla posso.
Nulla è in mio potere di evitare che rubi la tua bellezza
la tua forza
il tuo abbraccio...
e per questo altro non posso fare
che amarti oltre il tempo.
Oltre...il tempo.
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Profilo Autore: Vincenzo liguori  

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Cos’è mai la normalità?

Quando mi guardi con quello sguardo perso
In quel tuo mondo stondo,
dove tutto vale solo se è emerso,
e il pensiero gioca a cercare ciò che è disperso.

Cos’è mai la normalità?

Quando la mente vaga i ricordi ingarbuglia
e la tua vita di giorno in giorno aggroviglia,
come un torrente
che rompe gli argini e allaga i pensieri di oggi e di ieri.

Il tempo si è dissolto e tu sembri un bambino
ed è per te normale lasciarti imboccare dal tuo vicino,
poi stanco ti addormenti
 il nuovo giorno nasce
senza tormenti e non ricordi ieri.

Tutto è normale nei tuoi vaghi pensieri.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Ogni atomo disperso ritorna ai tuoi respiri
ai passi di neve sul costato di rose, sepolte a settentrione 

- cattedrali affondate nel tuo limbo segreto - 

(catapulto siderali sillabe
affascinato da vertigini

ricamate agli antipodi) 

Rapida genesi mi sovviene e si stringe al diaframma
dove cadono, nella notte le stelle
come setosi veli in anse oblique
tremando il mio respiro 

- sei viva se ti ascolto su queste frequenze - 

ma se sposto lo sguardo sul grembo delle nuvole
ti vedo anima, tra miliardi di anime 

Mi affaccio alle tue mani e trattengo i tuoi respiri
Senza Te il mondo si sbriciola e l’apocalisse ci allontana

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Profilo Autore: sasha  

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Ricamo anime danzanti
all’equatore del silenzio,
ruggine d’alba mi orienta
in una scenografia di sguardi ribelli
ed una coniugazione d’iris celesti
sciama carezze saccheggiate dal vento
in una caffetteria di lacrime e tormento. 

Ed un matrimonio di cielo
inurba d’argento le stazioni del cuore,
m’innamora d’abbracci perduti,
autografa il romanzo di baci caduti
ed eccomi, son ramo di luce vestito
in questo firmamento di storie proibite.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Dimmi che sei tutta per me
e che non mi lascerai mai,
perché tu sei, per me,
il grande amore,
quella che prenderò per mano
e specchiandomi nei suoi occhi,
chiamerò per nome.
Dolce e soave come un sogno,
voli nella mia anima,
permeando ogni momento il mio cuore,
al punto di far echeggiare il tuo nome
come fosse un suono
che si perpetua ogni volta
che ti penso e ti chiamo amore.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Nel tramonto che spegne la sera
nell'alba che riaccende il giorno
ritrovo ogni volta le cose
che fanno amare la vita
Il sorriso di un bambino
la sua piccola mano
stretta a quella di un padre amorevole
che gli da sicurezza, amore
per quando uomo sarà
L'azzurro del cielo
palcoscenico di cirri nivei
che danzano sospinti dal vento
il fresco profumo dopo una notte di pioggia
o il guardare dalla finestra
i fiocchi di neve in silenzio imbiancano il tutto

Queste sono le piccole cose
per cui apprezzare la vita

Il tuo sguardo al risveglio
il bacio posato leggero
sul viso ancora assonnato
rivivendo la notte d'amore vissuta,
leggere insieme il giornale
bevendo un caffè fumante
Camminare a piedi nudi sul verde prato,
abbandonarsi alle onde del mare
e ridere di cuore alle tue battute un po così
cantare la nostra canzone a gran voce
ricordando i momenti più belli
seppellendo per sempre quelli sofferti
La bellezza di un quadro d'autore,
l'emozione scoperta tra le pagine di un libro
scovato in un vecchio mercatino

Queste cose buttate qua e là
non fanno forse poesia,
 mi fanno apprezzare la vita
il dono più bello che ho ….
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Lascio cadere ciò che fa zavorra
al passo cadenzato del cammino;
distendo su di te la mia essenza,
non guardo più lontano del mio naso.

Rileggo poi alla luce di esperienza
le stronzate di ieri, i giorni amari,
le idee esaltanti, i moti del mio cuore,
ma non rinnego niente del passato.

Il viaggio poi riparte, più leggero,
e nel mio corpo ancora pulsa vita.
Alla fin fine questo è l’importante:
che non si dica che non si è vissuto.
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Profilo Autore: Andrea Guidi  

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Che sia testone è cosa risaputa,
nun ce sta gnente che l’idea me muta
e la difenno in ogni occasione
sinnò me pare d’essere ‘n ciartrone.
Come n’insetto me ronza ‘n testa,
cor tempo piano piano se rafforza,
la mi ragione inevitabilmente infesta
e se nasconne sotto dura scorza.
Così successe quanno me ‘nnammorai
Je dissi “Nun te lasso mai”
e pe tenè fede a la promessa
feci rinunzia anche a ‘na contessa !
Quanno che feci er sordato, militare
inevitabilmente dovea marciare !
Je dissi “aho, che d’è sta gran menata”
me fecero fa er caporale de gionata.
Però cerco sempre de capì
perché m’ostino, è giusto o so un po’ così ?
Se po’ difenne la propria idea
come se fosse l’urtima tua dea ?
Si è così, cagnateme ve prego
c’a mijoramme io nun me rinnego.
Mò che ce sto a pensà…senza pretese…
sono ‘n testone perché…so calabrese !
Che sia testone è cosa risaputa,
nun ce sta gnente che l’idea me muta
e la difenno in ogni occasione
sinnò me pare d’essere ‘n ciartrone.
Come n’insetto me ronza ‘n testa,
cor tempo piano piano se rafforza,
la mi ragione inevitabilmente infesta
e se nasconne sotto dura scorza.
Così successe quanno me ‘nnammorai
Je dissi “Nun te lasso mai”
e pe tenè fede a la promessa
feci rinunzia anche a ‘na contessa !
Quanno che feci er sordato, militare
inevitabilmente dovea marciare !
Je dissi “aho, che d’è sta gran menata”
me fecero fa er caporale de gionata.
Però cerco sempre de capì
perché m’ostino, è giusto o so un po’ così ?
Se po’ difenne la propria idea
come se fosse l’urtima tua dea ?
Si è così, cagnateme ve prego
c’a mijoramme io nun me rinnego.
Mò che ce sto a pensà…senza pretese…
sono ‘n testone perché…so calabrese !
Che sia testone è cosa risaputa,
nun ce sta gnente che l’idea me muta
e la difenno in ogni occasione
sinnò me pare d’essere ‘n ciartrone.
Come n’insetto me ronza ‘n testa,
cor tempo piano piano se rafforza,
la mi ragione inevitabilmente infesta
e se nasconne sotto dura scorza.
Così successe quanno me ‘nnammorai
Je dissi “Nun te lasso mai”
e pe tenè fede a la promessa
feci rinunzia anche a ‘na contessa !
Quanno che feci er sordato, militare
inevitabilmente dovea marciare !
Je dissi “aho, che d’è sta gran menata”
me fecero fa er caporale de gionata.
Però cerco sempre de capì
perché m’ostino, è giusto o so un po’ così ?
Se po’ difenne la propria idea
come se fosse l’urtima tua dea ?
Si è così, cagnateme ve prego
c’a mijoramme io nun me rinnego.
Mò che ce sto a pensà…senza pretese…
sono ‘n testone perché…so calabrese !
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Profilo Autore: Bronson  

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