Ricordi quelle notti sul molo di Duino?
Era pieno inverno.
Ma niente gelo per noi due nel sacco a pelo.
Le mattinate fresche nei giardini Rilke
sopra Trieste.
Quasi mai mano nella mano eppure sempre insieme.
Nel cielo il sole intenso e freddo
come una lampadina trasparente accesa.
Venne l'estate calda della Croazia
fatta apposta per affogarci dentro noi
con tutto il resto.
Le tue risate trasparenti e pulite
salate come l'acqua del mare.
Vide l'inverno, la primavera e un'estate ancora
questo nostro amore folle.
Poi si frantumò in silenzio come una bolla di sapone.
Così, nell'aria senza far rumore.
Era pieno inverno.
Ma niente gelo per noi due nel sacco a pelo.
Le mattinate fresche nei giardini Rilke
sopra Trieste.
Quasi mai mano nella mano eppure sempre insieme.
Nel cielo il sole intenso e freddo
come una lampadina trasparente accesa.
Venne l'estate calda della Croazia
fatta apposta per affogarci dentro noi
con tutto il resto.
Le tue risate trasparenti e pulite
salate come l'acqua del mare.
Vide l'inverno, la primavera e un'estate ancora
questo nostro amore folle.
Poi si frantumò in silenzio come una bolla di sapone.
Così, nell'aria senza far rumore.
6 commenti

Prima di lasciare qualcuno pensaci , il cuore puoi spezzare.
Prima di offendere qualcuno pensaci, lo puoi ferire.
Prima di far soffrire pensaci, puoi arrecare dolore e frantumare quel cuore.
Quel cuore ormai è in frantumi, è deluso e dell' amore privato.
Quando un cuore è a pezzi è difficile rimediare, anche se ti vuoi scusare.
Chissà, Gigante Buono,
se alzandoti dal letto
distruggerai ancora il tetto della tua casa.
Mi alzo anch'io.
Vorrei rompere quello specchio,
ma quelli che lo fanno, di solito,
finiscono per moltiplicare
l'immagine che intendevano distruggere.
Come sono fortunato, Gigante Buono,
io posso rannicchiarmi in uno scatolone.
Ti tocca subire il mondo.
Che farai quando le formiche rosse
ti strapperanno la carne dal basso?
Che fortuna, Gigante Buono,
io oggi osserverò gli orrori
che puntualmente colpiranno qualche luogo a caso
da un piccolo schermo,
sicuro che l'orrore abbia soltanto due dimensioni.
Gigante, non ti seguirò di certo,
ti faccio piuttosto gli auguri.
Chi te lo fa fare? Morale o Natura?
Eroismo o Stupidaggine?
Mentre vai, ti osserverò da questa nuvola
che tanto mai nessuno raggiungerà
perché i fagioli non son più quelli di un tempo.
Se piangi, Gigante, li ucciderai.
Se piangi perché li hai uccisi, Gigante,
con le tue lacrime ne ucciderai altri ancora.
Pensa in cosa ti sei invischiato.
Dal canto mio, i miei occhi bollenti frugano
fra gli incubi. Non tornerò certo da quel capo cattivo,
o da quel compagno altezzoso,
o da quel vecchio irascibile.
Ma sei pur sempre di me,
la fregatura è che ovunque tu vada,
a malincuore, mi toccherà esserci.
se alzandoti dal letto
distruggerai ancora il tetto della tua casa.
Mi alzo anch'io.
Vorrei rompere quello specchio,
ma quelli che lo fanno, di solito,
finiscono per moltiplicare
l'immagine che intendevano distruggere.
Come sono fortunato, Gigante Buono,
io posso rannicchiarmi in uno scatolone.
Ti tocca subire il mondo.
Che farai quando le formiche rosse
ti strapperanno la carne dal basso?
Che fortuna, Gigante Buono,
io oggi osserverò gli orrori
che puntualmente colpiranno qualche luogo a caso
da un piccolo schermo,
sicuro che l'orrore abbia soltanto due dimensioni.
Gigante, non ti seguirò di certo,
ti faccio piuttosto gli auguri.
Chi te lo fa fare? Morale o Natura?
Eroismo o Stupidaggine?
Mentre vai, ti osserverò da questa nuvola
che tanto mai nessuno raggiungerà
perché i fagioli non son più quelli di un tempo.
Se piangi, Gigante, li ucciderai.
Se piangi perché li hai uccisi, Gigante,
con le tue lacrime ne ucciderai altri ancora.
Pensa in cosa ti sei invischiato.
Dal canto mio, i miei occhi bollenti frugano
fra gli incubi. Non tornerò certo da quel capo cattivo,
o da quel compagno altezzoso,
o da quel vecchio irascibile.
Ma sei pur sempre di me,
la fregatura è che ovunque tu vada,
a malincuore, mi toccherà esserci.

Sacro Graal, calice Divino,
sogno ricorrente della mia fantasia,
misterioso e introvabile,
disseti la mia fede di speranza e poesia.
Origine Divina che vaghi nei secoli,
donami i tuoi poteri sacri e spirituali
di cui i Templari ne furono custodi materiali.
Santo Graal, sogno inesaudito...
Chi ti ha occultato? Chi ti ha rapito?
Tu che cavalchi l'onda del mistero
sul mantello crociato di un cuore austero,
svelami il sentiero della tua essenza,
mostrami un segnale della tua presenza.
Narrami dell'ultima cena,
descrivimi i dodici apostoli,
raccontami di Giuseppe d'Arimatea
che ti usò per raccogliere gocce di sangue
del nostro Signore Gesù Cristo.
Parlami, raccontami, ti ascolto...
Sono qui, imperterrito,
in piena riflessione,
sulle tracce della mia adorazione,
con la speranza di svelare un giorno
il mistero irrisolto del calice eterno.
frigoriferi combusti
kerosene ed alchermes
su ferite alle mani
giunte
in preghiera
da stelle in franchising.
2017 candeline
soffiate dal phon,
un vulcano e la nube
in salotto
il bambino guarda
il ferro sulla croce
di suo padre,
collanina e fede,
mentre fuori piove.
Dietro l'uscio
puzza di cane.
kerosene ed alchermes
su ferite alle mani
giunte
in preghiera
da stelle in franchising.
2017 candeline
soffiate dal phon,
un vulcano e la nube
in salotto
il bambino guarda
il ferro sulla croce
di suo padre,
collanina e fede,
mentre fuori piove.
Dietro l'uscio
puzza di cane.
Come guardano le cose i poeti,
con gli occhi del cuore
o con quelli della mente,
e non sono essi forse la stessa cosa?
Cosa vedono poi quando descrivono
che so un paesaggio, una donna, un uomo
un amore immaginato o vissuto?
Ho l'impressione fissino fantasmi
Si, proprio così, fantasmi passati
e perfino ombre di quelli
che saranno destinati a diventarlo
nel loro futuro prossimo
Non so come,ma credo essi vedano oltre
in una dimensione tutta loro
e così trattano le parole come incantesimi
da cui farsi sedurre e con cui fare lo stesso
E le loro visioni hanno uno sguardo maledetto
eppure anche l'innocenza dei bambini,
se mi capite, perchè non è facile accostare
gli angeli ai demoni.
Non so come, ma intuisco che essi sono veggenti
alchimisti del verbo, strani maghi
E mentre sognano li spio, sognando forse anche io.
con gli occhi del cuore
o con quelli della mente,
e non sono essi forse la stessa cosa?
Cosa vedono poi quando descrivono
che so un paesaggio, una donna, un uomo
un amore immaginato o vissuto?
Ho l'impressione fissino fantasmi
Si, proprio così, fantasmi passati
e perfino ombre di quelli
che saranno destinati a diventarlo
nel loro futuro prossimo
Non so come,ma credo essi vedano oltre
in una dimensione tutta loro
e così trattano le parole come incantesimi
da cui farsi sedurre e con cui fare lo stesso
E le loro visioni hanno uno sguardo maledetto
eppure anche l'innocenza dei bambini,
se mi capite, perchè non è facile accostare
gli angeli ai demoni.
Non so come, ma intuisco che essi sono veggenti
alchimisti del verbo, strani maghi
E mentre sognano li spio, sognando forse anche io.
Ho sepolto il mio tesoro.
La chiamano apparenza,
un buon modo per dire a tutti
Io non ho mai sofferto.
Un buon modo per dire
Io non ho un passato.
Ho sepolto il mio tesoro
sotto strati geologici
del suolo metafisico.
Così che il capo, per assumermi,
vada a controllare
che non sia mai stato infelice,
altrimenti guai per le macchine difettose!
Ho seppellito il mio tesoro
fatto di miseri fiorini
Miseri perché ricchi di petali
i cui steli ancora prosperano al buio
per il solo fatto di credere ancora nella luce
Ho sepolto il mio tesoro,
mi dispiace sapere che nessuno
vuole e vorrà dissotterrarlo.
Fammi un'altra foto:
non serve una scopa
quando puoi comprare un tappeto
dove nascondere la polvere.
Quando la pillola amara della cronaca nera
ha uno spazio pubblicitario di dieci minuti
in cui compulsare fra i rimedi.
Ho sepolto il mio tesoro.
Sono l'unico ad averne nascosto uno.
E questo
soltanto perché
tutti gli altri pensano
che il tesoro consista nel forziere.
La chiamano apparenza,
un buon modo per dire a tutti
Io non ho mai sofferto.
Un buon modo per dire
Io non ho un passato.
Ho sepolto il mio tesoro
sotto strati geologici
del suolo metafisico.
Così che il capo, per assumermi,
vada a controllare
che non sia mai stato infelice,
altrimenti guai per le macchine difettose!
Ho seppellito il mio tesoro
fatto di miseri fiorini
Miseri perché ricchi di petali
i cui steli ancora prosperano al buio
per il solo fatto di credere ancora nella luce
Ho sepolto il mio tesoro,
mi dispiace sapere che nessuno
vuole e vorrà dissotterrarlo.
Fammi un'altra foto:
non serve una scopa
quando puoi comprare un tappeto
dove nascondere la polvere.
Quando la pillola amara della cronaca nera
ha uno spazio pubblicitario di dieci minuti
in cui compulsare fra i rimedi.
Ho sepolto il mio tesoro.
Sono l'unico ad averne nascosto uno.
E questo
soltanto perché
tutti gli altri pensano
che il tesoro consista nel forziere.
Pianeti sul crepuscolo di un bacio,
giorni sull'abaco del dolore,
marinai del sentimento siam noi,
letteratura di cuore, inciampo di storie.
Perifrasi d'orizzonte m'attraversa,
sgrana un rosario di stelle
ed uno spiffero di mare s'accende
come masserizia d'un diamante
colato in questo alveare d'azzurro
e ti stringo a me, poesia d'anima,
nel grido di un tempo arreso al silenzio.
giorni sull'abaco del dolore,
marinai del sentimento siam noi,
letteratura di cuore, inciampo di storie.
Perifrasi d'orizzonte m'attraversa,
sgrana un rosario di stelle
ed uno spiffero di mare s'accende
come masserizia d'un diamante
colato in questo alveare d'azzurro
e ti stringo a me, poesia d'anima,
nel grido di un tempo arreso al silenzio.
Baldassarre Corradini
signore di Pavia senza fissa dimora
lo conobbi a Venezia.
Lui fu nel tempo passato
miliardario e giocator d'azzardo
poi milionario e non a caso
finì nullatenente. Inaffidabile conclamato
però affabile oratore e amante
a suo dire instancabile e galante.
Gran bevitore e fine suonator di pianoforte.
Fu anche marito e marito separato.
L'altra estate s'ammalò davvero in grande.
La sera prima di partire mi volle all'ospedale
e fissandomi dubbioso tra l'ironico e il beffardo
mi disse: - amico mio stavolta qua ci scappa il morto! -
Baldassarre lo disse con ragione
Infatti lì rimase: morto per sempre.
Di quel giorno ricordo l'inestinguibile amarezza
che ancora esiste ma di pianti niente.
Ogni tanto ma non spesso lo vado a trovare
e restiamo lì tutti e due
muti a guardarci senza parlare.
signore di Pavia senza fissa dimora
lo conobbi a Venezia.
Lui fu nel tempo passato
miliardario e giocator d'azzardo
poi milionario e non a caso
finì nullatenente. Inaffidabile conclamato
però affabile oratore e amante
a suo dire instancabile e galante.
Gran bevitore e fine suonator di pianoforte.
Fu anche marito e marito separato.
L'altra estate s'ammalò davvero in grande.
La sera prima di partire mi volle all'ospedale
e fissandomi dubbioso tra l'ironico e il beffardo
mi disse: - amico mio stavolta qua ci scappa il morto! -
Baldassarre lo disse con ragione
Infatti lì rimase: morto per sempre.
Di quel giorno ricordo l'inestinguibile amarezza
che ancora esiste ma di pianti niente.
Ogni tanto ma non spesso lo vado a trovare
e restiamo lì tutti e due
muti a guardarci senza parlare.
Oltre la siepe
-Appuramenti
-Similitudini
Essenze!
E’ un largo respiro
Un rientrare in grembo.
Del caro cespuglio
Il profumo più intenso
E oltre i suoi rami
Nimbi leggeri
Sentieri fedeli.
.Un Naufragio di luce
Un punto d’oro
Un sorso nuovo.
E un mutamento sul volto
S’irraggia
S’irraggia
Nell’intatta visione:
Nè bianco, nè nero,
Nè falso nè vero,
Nè falso nè vero,
Nè brutto, nè bello.
Oh- sublime occasione!
Oltre la la siepe
Oh- sublime occasione!
Oltre la la siepe
Si può seguitare
A riaccendere il cuore.
A riaccendere il cuore.
Che intermezzo di nozze
Nell’esilissimo luogo
-Stupendo
-Dove sogno e comprendo.
Ci sono ore di notti insonni
dove il silenzio sembra che parli,
quando i pensieri scorron veloci
e nella testa non voglion più stare .
Ci sono notti di ore insonni
e un corpo pesante
in un sogno assente
dove i minuti non voglion passare
e il nuovo giorno si attarda a tornare.
C è il tuo respiro che nuota nell’aria
e lento il cuore lo vuol respirare
in questa notte che non vuol finire
c è la tua mano che mi viene a cercare.
Cancella i pensieri in un dolce dormire
fin quando il sole mi viene a svegliare.
dove il silenzio sembra che parli,
quando i pensieri scorron veloci
e nella testa non voglion più stare .
Ci sono notti di ore insonni
e un corpo pesante
in un sogno assente
dove i minuti non voglion passare
e il nuovo giorno si attarda a tornare.
C è il tuo respiro che nuota nell’aria
e lento il cuore lo vuol respirare
in questa notte che non vuol finire
c è la tua mano che mi viene a cercare.
Cancella i pensieri in un dolce dormire
fin quando il sole mi viene a svegliare.
non esisti cuore
che di lama addormenti
e goccia a goccia stilli bocciuoli in vita
che di neve il freddo
brucia
Non ci sei nei rami a sostenere nevi -quelle settimine-
e non sei su nidi in speranza
Fra rami
foglie
tra zigomi e rughe che anelano vita
Non t'annidi su fioche parole e tarli
su rime d'altri quand'anche...
quand'anche in me non trovi culla
La Gerusalemme d'amanti al vento
-su languidi sguardi ciechi di stelle-
e cuore
non seguirmi
-la traccia
coperta d'altra neve-
che di lama addormenti
e goccia a goccia stilli bocciuoli in vita
che di neve il freddo
brucia
Non ci sei nei rami a sostenere nevi -quelle settimine-
e non sei su nidi in speranza
Fra rami
foglie
tra zigomi e rughe che anelano vita
Non t'annidi su fioche parole e tarli
su rime d'altri quand'anche...
quand'anche in me non trovi culla
La Gerusalemme d'amanti al vento
-su languidi sguardi ciechi di stelle-
e cuore
non seguirmi
-la traccia
coperta d'altra neve-
Abbracciami e
brucia la tua passione
su di me,
con il tuo sguardo accattivante.
Portami nel tuo mare folle
e impetuoso.
Navigherò nei tuoi più oscuri tormenti,
diventando la tua stessa tempesta.
Esplorerò la tua bocca,
come dolce sentiero,
incatenandoti a me.
Non avrai più via di scampo,
quando ti perderai nei miei occhi
e lì troverai una parte di te.
Sarò la tua isola deserta,
la tua unica ragione.
Sarò la sabbia che scotta,
l' unico continente da attraversare
ancora e ancora all' infinito,
finché non sentirai i brividi di follia
lungo la schiena,
dolce tormento dei sensi!
brucia la tua passione
su di me,
con il tuo sguardo accattivante.
Portami nel tuo mare folle
e impetuoso.
Navigherò nei tuoi più oscuri tormenti,
diventando la tua stessa tempesta.
Esplorerò la tua bocca,
come dolce sentiero,
incatenandoti a me.
Non avrai più via di scampo,
quando ti perderai nei miei occhi
e lì troverai una parte di te.
Sarò la tua isola deserta,
la tua unica ragione.
Sarò la sabbia che scotta,
l' unico continente da attraversare
ancora e ancora all' infinito,
finché non sentirai i brividi di follia
lungo la schiena,
dolce tormento dei sensi!
E sono assaggio di cielo,
garofano dischiuso nel gelo,
parola nel traffico del silenzio.
Ripensero' ad un gomitolo di mare,
ad un cruciverba d'atmosfera
precipitato come piuma senza meta
e nel chiacchiericcio di una finestra
sfamero' l'orologio della sera
in questo autografo di cuore e cometa,
farina aritmetica di un respiro a primavera.
garofano dischiuso nel gelo,
parola nel traffico del silenzio.
Ripensero' ad un gomitolo di mare,
ad un cruciverba d'atmosfera
precipitato come piuma senza meta
e nel chiacchiericcio di una finestra
sfamero' l'orologio della sera
in questo autografo di cuore e cometa,
farina aritmetica di un respiro a primavera.











