Chiedimelo di nuovo, ti risponderò senza ironia,
magari non quando facciamo l’amore, dimmi
del tuo futuro: se accompagnerà il mio per un tratto
di strada- il più lungo possibile- se avrà un orizzonte
dai colori accesi, se userà parole complici
per farsi poesia, se girerà la chiave del cruscotto
del cielo per scolpire statue di luce e sole.
Chiedimelo di nuovo e troverò stavolta le parole
per dirti del mio amore in tempo di guerra, tradotto
in versi dell’anima nuda, strofe più semplici
all’ascolto- molto ci siamo già dati su questo fronte-
e se il tempo non ci aspetta lo rincorreremo, matto
com’è a volte rallenta per leggere gli ultimi lemmi
di una storia. Come la tua e come la mia.
2 commenti

Ciao, bel micetto, sono un elfo mi presento, il mio nome è Sbirulina porto tanta allegria e simpatia , sarò la tua compagna di giochi.
Il gattino meravigliato da Sbirulina rimase conquistato , non si sente più solo corre e gioca, è sempre sereno con quell' elfo pieno di simpatia.
La loro amicizia è consolidata portano solo sogni e magia il pianeta si riempie solo di pace ed armonia.
È solo fantasia , forse una lieta novella, intanto il gatto e Sbirulina mi hanno fatto compagnia non è realtà ma un episodio raccontato con tanta dolcezza , un pizzico di tenerezza
Non cercherò parole
Né atti e gesti,
Voglio solo restare
Per non perdere nulla.
Quel poco che rimane
Mi basta a respirare,
Sotto a un cielo aranciato
Che promette promesse.
Voglio offrire la mia anima spoglia,
Percepire la sua voce che canta
E diventa singulto,
Piume bianche come neve,
Sono le tue carezze
Che non posso avere,
E percepire il vuoto mi fa quasi tremare.
Forza e calma attingo
In un pozzo di desideri,
E mi riscoprono più nuda,
Più bella e senza legami.
Né atti e gesti,
Voglio solo restare
Per non perdere nulla.
Quel poco che rimane
Mi basta a respirare,
Sotto a un cielo aranciato
Che promette promesse.
Voglio offrire la mia anima spoglia,
Percepire la sua voce che canta
E diventa singulto,
Piume bianche come neve,
Sono le tue carezze
Che non posso avere,
E percepire il vuoto mi fa quasi tremare.
Forza e calma attingo
In un pozzo di desideri,
E mi riscoprono più nuda,
Più bella e senza legami.
Solo ricami
che l'animo ed il cuore
tessono nel tempo
arrivando ad un lenzuolo
per riparar dai graffi
dalla polvere del mondo
Accade tutto in un istante
anche quanto si va dicendo
la luce posata sulle guance
l'aria nelle narici
il caldo che tocca le pareti
già in questo son cambiate
sono nuove
nel tutto che
pare non si muove
Accade tutto in un istante
l'acqua che corre
le voci che s'allungano
le nuvole che passano
le foglie che s'ammorbidiscono
Tutto è diverso da prima
tutto vola e cambia
Di quell'istante
ho assorbito il suo infinito dilagare
che non tornerà
si ripresenterà come le onde
sempre urlanti
mai uguali
a tener sveglio
il futuro
di qualsiasi presente
che l'animo ed il cuore
tessono nel tempo
arrivando ad un lenzuolo
per riparar dai graffi
dalla polvere del mondo
Accade tutto in un istante
anche quanto si va dicendo
la luce posata sulle guance
l'aria nelle narici
il caldo che tocca le pareti
già in questo son cambiate
sono nuove
nel tutto che
pare non si muove
Accade tutto in un istante
l'acqua che corre
le voci che s'allungano
le nuvole che passano
le foglie che s'ammorbidiscono
Tutto è diverso da prima
tutto vola e cambia
Di quell'istante
ho assorbito il suo infinito dilagare
che non tornerà
si ripresenterà come le onde
sempre urlanti
mai uguali
a tener sveglio
il futuro
di qualsiasi presente
Pasticciami il cuore
d'una cometa che sverna,
d'un cinema d'aurore,
d'un bozzolo d'occhi dischiusi,
d'uno chignon d'iris confusi.
E respiro grandine d'orizzonte,
abita il mar sulla tua bocca,
ramo di ciliegio in fiore
ed una scacchiera di parole
giocherà col gomitolo del silenzio,
siamo intelletto d'amore
nel volo di giorni disadorni.
d'una cometa che sverna,
d'un cinema d'aurore,
d'un bozzolo d'occhi dischiusi,
d'uno chignon d'iris confusi.
E respiro grandine d'orizzonte,
abita il mar sulla tua bocca,
ramo di ciliegio in fiore
ed una scacchiera di parole
giocherà col gomitolo del silenzio,
siamo intelletto d'amore
nel volo di giorni disadorni.
Cercai di spiegargli che [...] vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l’universo e noi stessi: e che quindi il Sistema Periodico di Mendeleev era una poesia, più alta e più solenne di tutte le poesie digerite in liceo. A pensarci bene, aveva persino le rime.
(Il sistema periodico, Primo Levi)
(Il sistema periodico, Primo Levi)
Io lo vedo
il fiammeggiante calore
prenderti gli occhi
dal libro- meraviglia
che hai imparato a leggere,
e pagine che hai scritto
d’amore per la chimica
il dono alla ricerca
che eleva l’uomo
nella catena della vita.
Ti ho vista, per mia fortuna,
col camice tra i piccoli segreti
del "tuo" laboratorio.
È lì, l’orgoglio mai ostentato
dopo una prova
tra centrifughe e Bunsen
e il grafico che cresce in stime,
la cura e anche il rovello
di dare un senso
ai segni infinitesimi.
Perché tu tocchi l’intoccabile
con le pinzette della mente
dove le nostre dita no, non sentono.
Molecole
aggiunte e cancellate
come parole in manoscritti
come elementi d’arte
che spiegano e rispiegano chi siamo
noi natura, oggetti in movimento
energia e vibrazioni
virati in formule.
E che nessuno dica “fredde”.
il fiammeggiante calore
prenderti gli occhi
dal libro- meraviglia
che hai imparato a leggere,
e pagine che hai scritto
d’amore per la chimica
il dono alla ricerca
che eleva l’uomo
nella catena della vita.
Ti ho vista, per mia fortuna,
col camice tra i piccoli segreti
del "tuo" laboratorio.
È lì, l’orgoglio mai ostentato
dopo una prova
tra centrifughe e Bunsen
e il grafico che cresce in stime,
la cura e anche il rovello
di dare un senso
ai segni infinitesimi.
Perché tu tocchi l’intoccabile
con le pinzette della mente
dove le nostre dita no, non sentono.
Molecole
aggiunte e cancellate
come parole in manoscritti
come elementi d’arte
che spiegano e rispiegano chi siamo
noi natura, oggetti in movimento
energia e vibrazioni
virati in formule.
E che nessuno dica “fredde”.
T’ho già dato er mi core
pe avè ‘n po’ d’amore,
t’ho donato la mi vita
anche se nun è finita.
Tutto quanto m’hai pijato,
quanno mai m’hai ringraziato ?
Elargivo a piene mani
puro dollari americani,
t’ho donato casa mia
nun pensavo a ‘na pazzia !
Te sei presa er rococò
che tenevo sur comò,
io volevo consolatte
d’esperienze insoddisfatte.
Se nun era abbastanza
me sartavi sulla panza !
Ora sono qui pe strada
a soffrì a notte fonda,
a sognà che tu me ami,
a sentire che me brami.
‘Nvece vieni a me vicino
e me chiedi puro er cardellino
che avevo invero risparmiato
dar gran tracollo dell’ innamorato.
Nun me cercà, te prego, l’ucelletto
rimane solo ‘n piccolo diletto
de ‘na vita ormai distrutta
giunta oramai a la frutta.
Anzi, or che vedo meijo
l’ucelletto è ‘no sbaijo,
t’o dovevo dà prima, e me ne pento,
‘nvece de sta qui a pagà er conto !
pe avè ‘n po’ d’amore,
t’ho donato la mi vita
anche se nun è finita.
Tutto quanto m’hai pijato,
quanno mai m’hai ringraziato ?
Elargivo a piene mani
puro dollari americani,
t’ho donato casa mia
nun pensavo a ‘na pazzia !
Te sei presa er rococò
che tenevo sur comò,
io volevo consolatte
d’esperienze insoddisfatte.
Se nun era abbastanza
me sartavi sulla panza !
Ora sono qui pe strada
a soffrì a notte fonda,
a sognà che tu me ami,
a sentire che me brami.
‘Nvece vieni a me vicino
e me chiedi puro er cardellino
che avevo invero risparmiato
dar gran tracollo dell’ innamorato.
Nun me cercà, te prego, l’ucelletto
rimane solo ‘n piccolo diletto
de ‘na vita ormai distrutta
giunta oramai a la frutta.
Anzi, or che vedo meijo
l’ucelletto è ‘no sbaijo,
t’o dovevo dà prima, e me ne pento,
‘nvece de sta qui a pagà er conto !
Quanto calore
e come scaldava
quel vecchio camino,
dove aggiungevo
legna da ardere
e fermo,
la stavo guardare
a bruciare.
Quella fiamma
mi è rimasta
impressa nel cuore
e il suo calore
non so dimenticare.
Fiamma che ardevi
davanti a me,
che bello era stare lì,
davanti a te.
Come mi manchi
e quanto riaccenderti vorrei
per tornare ad avere
il tuo calore che donavi a me.
e come scaldava
quel vecchio camino,
dove aggiungevo
legna da ardere
e fermo,
la stavo guardare
a bruciare.
Quella fiamma
mi è rimasta
impressa nel cuore
e il suo calore
non so dimenticare.
Fiamma che ardevi
davanti a me,
che bello era stare lì,
davanti a te.
Come mi manchi
e quanto riaccenderti vorrei
per tornare ad avere
il tuo calore che donavi a me.
Marcasti d'altre curve la mia mente
con parole
gesti
gesta
ideologia
Glisso e scivolo su di esse in largo stampo
nell'ardire gocciolio di sole in ombre
Giacesti nel mio letto a contarmi unghie e labbra
ed io con te
contai
esule d'ogni ragione
ignara dell'io e del noi
Giacqui nella risposta giusta
Diedi un Dio ai perchè
perchè un Dio non me li diede
lasciando l'ombra bianca a farmi sella
con parole
gesti
gesta
ideologia
Glisso e scivolo su di esse in largo stampo
nell'ardire gocciolio di sole in ombre
Giacesti nel mio letto a contarmi unghie e labbra
ed io con te
contai
esule d'ogni ragione
ignara dell'io e del noi
Giacqui nella risposta giusta
Diedi un Dio ai perchè
perchè un Dio non me li diede
lasciando l'ombra bianca a farmi sella
Ero assopita
quando una luce bianca
entrò a distendere
un pensiero mentre seduta
mi accingevo a spegnere
la sera, dopo un tramonto
finito da un pò. Lo dicevo io
che guardarti significa
vedersi come vorresti tu
dietro a orizzonti ambrati
dove c'è la pillola dell'eterna
giovinezza che non sà cos'è
la stanchezza. Prima non lo sapevo
che ce l'hai sempre avuta
non conoscendola neppure
nella tua coscienza
dipinta, da un sogno infinito
Aroma di biscotti nell'aria
Solleticano,
Vetri appannati appena
Da intravedere il niveo manto.
Fiammelle di luce scintillano,
Dal camino che scoppietta
Sui ciocchi.
È l'avvento di un Natale
Tranquillo, che apre sorrisi
Nel cuore e seppellisce
Per una parvenza il grigiore.
Accendi candele al profumo
Di mela e cannella e guarisci,
L'anima aspetta, un abbraccio sincero
E briciole di pandoro d'amore.
Solleticano,
Vetri appannati appena
Da intravedere il niveo manto.
Fiammelle di luce scintillano,
Dal camino che scoppietta
Sui ciocchi.
È l'avvento di un Natale
Tranquillo, che apre sorrisi
Nel cuore e seppellisce
Per una parvenza il grigiore.
Accendi candele al profumo
Di mela e cannella e guarisci,
L'anima aspetta, un abbraccio sincero
E briciole di pandoro d'amore.
Prigionia d'agave
su rugiada d'aquiloni,
capigliatura d'astri
colorera' il battito dei giorni
ed il mio animo lacrimera'
come orologi di sale
nel pugno dei ricordi.
Sguardo ferito nel buio,
spiccioli di cuore m'alluvionano
finestre d'un respiro di vita
ed inchiostro di luce pulsera'
come sonata artica d'amore
nel lento danzar delle ore.
su rugiada d'aquiloni,
capigliatura d'astri
colorera' il battito dei giorni
ed il mio animo lacrimera'
come orologi di sale
nel pugno dei ricordi.
Sguardo ferito nel buio,
spiccioli di cuore m'alluvionano
finestre d'un respiro di vita
ed inchiostro di luce pulsera'
come sonata artica d'amore
nel lento danzar delle ore.

Disegnare vorrei
come in sogno
aurore inargentate
nascenti
sopra campi d’erbe
e su mari cobalto
mai visti prima
dove il vento bisbigli
splendenti segreti
vaganti in quegli spazi
immortali
in cui la luce
è danza purificata
che attrae
nella lingua agognata
dagli accenti
cantati in armonia.
insidia dei miei sogni:
devastante nemico della realtà
ignora la ragione
il corpo sbranato dalla follia
nasconde metastasi senza senso
nostalgia di carezze senza luce
complici della mia pazzia
baciami
toglimi questo dolore che mi opprime
le tue mani di fuoco
bruciano il mio corpo
prendimi
illudimi che sei diverso
amarti è ammalarsi e poi guarire
continuando a ricaderci.
devastante nemico della realtà
ignora la ragione
il corpo sbranato dalla follia
nasconde metastasi senza senso
nostalgia di carezze senza luce
complici della mia pazzia
baciami
toglimi questo dolore che mi opprime
le tue mani di fuoco
bruciano il mio corpo
prendimi
illudimi che sei diverso
amarti è ammalarsi e poi guarire
continuando a ricaderci.











