Com’ è difficile vedere il cielo,
quando tutto intorno a te tutto è buio.
Angelo mio ti prego, allontana da me il buio
e fammi vedere il cielo.
Si lo so i miei occhi si sono abituati all’oscurità!
Ma ti prego, angelo mio
fammi vedere brillare il sole nel cielo.
Lo so che la notte è lunga e fredda,
ma tu fammi vedere il cielo,
quel cielo che ora non so più vedere.
Angelo mio ti prego, fammi vedere la notte
con la luna e le stelle e quanto grande è il cielo,
lo so i miei occhi si sono abituati al buio e
non sanno più vedere Il cielo.
Angelo mio ti prego, fammi vedere il cielo
con tutti i suoi colori.
Angelo mio ti prego, prendimi per mano
e portami con te nel cielo,
i miei occhi si lo so si sono abituati all’oscurità,
non sanno più vedere il cielo,
angelo mio ti prego, dai luce ai mie occhi
che sono dello stesso colore del cielo.
Lo so i miei occhi si sono abituati al buio.
Ma tu per una volta fammi vedere il cielo.
quando tutto intorno a te tutto è buio.
Angelo mio ti prego, allontana da me il buio
e fammi vedere il cielo.
Si lo so i miei occhi si sono abituati all’oscurità!
Ma ti prego, angelo mio
fammi vedere brillare il sole nel cielo.
Lo so che la notte è lunga e fredda,
ma tu fammi vedere il cielo,
quel cielo che ora non so più vedere.
Angelo mio ti prego, fammi vedere la notte
con la luna e le stelle e quanto grande è il cielo,
lo so i miei occhi si sono abituati al buio e
non sanno più vedere Il cielo.
Angelo mio ti prego, fammi vedere il cielo
con tutti i suoi colori.
Angelo mio ti prego, prendimi per mano
e portami con te nel cielo,
i miei occhi si lo so si sono abituati all’oscurità,
non sanno più vedere il cielo,
angelo mio ti prego, dai luce ai mie occhi
che sono dello stesso colore del cielo.
Lo so i miei occhi si sono abituati al buio.
Ma tu per una volta fammi vedere il cielo.
2 commenti
Il Vento freme assorto
nei giorni a levante
rasserenano
cristalli di sguardi
in questo silenzio di luce
nel tuo soffio
ad accogliere versi
dalle ali dischiuse
Vergini azzurri
splendono quieti
raccolte le frasi
travolti i sentieri
nelle cattedrali
ora vuote
tra milioni di mani
Osserva il sussurro
di sempre
nel tuo Cielo fedele
che ora sente distante
quell' eco nel buio !
Pensieri da stringere a te
nei giorni a levante
rasserenano
cristalli di sguardi
in questo silenzio di luce
nel tuo soffio
ad accogliere versi
dalle ali dischiuse
Vergini azzurri
splendono quieti
raccolte le frasi
travolti i sentieri
nelle cattedrali
ora vuote
tra milioni di mani
Osserva il sussurro
di sempre
nel tuo Cielo fedele
che ora sente distante
quell' eco nel buio !
Pensieri da stringere a te
Ricordo di molti anni fa il tempo è trascorso veloce
anche se mi sembra ieri.
Una piccola dilettante che racconta la sua storia
le sue emozioni.
Chi ero e chi sono
ricordo con immensa simpatia.
Inventavo delle scuse
per non ammettere di aver sbagliato.
Buttarmi in questa avventura
dentro e fuori con il sorriso ironico.
La pazienza di aspettare
quando perdevo il filo del discorso.
Quando ho dimenticato le regole.
Non è importante quello che dico
o quello che scrivo,
ma il bisogno di trasmettere, di emozionare.
Quando mi stancherò è dirò che vorrei essere morta
non arrabbiatevi
un giorno comprenderete che cosa mi ha spinto a dirlo.
Capirete che alla mia eta’ non si vive ma
si sopravvive…
Un giorno scoprirete che nonostante
i miei errori ho sempre dato il meglio.
Ho tentato di spianarmi la strada.
Datemi solo un po’ del vostro tempo,
un po’ della vostra pazienza,
datemi una spalla su cui poggiare la testa.
Aiutatemi a camminare,
aiutatemi a finire
i miei giorni con amore e pazienza...
In cambio io vi darò un sorriso
e l’immenso amore che ho sempre avuto per voi.
anche se mi sembra ieri.
Una piccola dilettante che racconta la sua storia
le sue emozioni.
Chi ero e chi sono
ricordo con immensa simpatia.
Inventavo delle scuse
per non ammettere di aver sbagliato.
Buttarmi in questa avventura
dentro e fuori con il sorriso ironico.
La pazienza di aspettare
quando perdevo il filo del discorso.
Quando ho dimenticato le regole.
Non è importante quello che dico
o quello che scrivo,
ma il bisogno di trasmettere, di emozionare.
Quando mi stancherò è dirò che vorrei essere morta
non arrabbiatevi
un giorno comprenderete che cosa mi ha spinto a dirlo.
Capirete che alla mia eta’ non si vive ma
si sopravvive…
Un giorno scoprirete che nonostante
i miei errori ho sempre dato il meglio.
Ho tentato di spianarmi la strada.
Datemi solo un po’ del vostro tempo,
un po’ della vostra pazienza,
datemi una spalla su cui poggiare la testa.
Aiutatemi a camminare,
aiutatemi a finire
i miei giorni con amore e pazienza...
In cambio io vi darò un sorriso
e l’immenso amore che ho sempre avuto per voi.
È un lusso
lasciar che penda
frugale e chiara
una stilla, una nuova
dal fondo.
Si sporge un viso
malgrado non volessi,
cos’è, domanda muto,
e sospetta che i treni
per quello esistano
-sempre qualcuno
in mezzo alla folla che torna
con un filo di freddo,
perché.
Rugiada d'ancore lunari
spettinera' uno stormo di papaveri
come briciole di mare,
rapsodia di cuor siderale
ed una confessione d'anima
pulsera' come fiocco di neve
sulle scrivanie del sentiero
e t'amerò, come faro del silenzio,
perché siam nuvole che brillano d'eterno.
spettinera' uno stormo di papaveri
come briciole di mare,
rapsodia di cuor siderale
ed una confessione d'anima
pulsera' come fiocco di neve
sulle scrivanie del sentiero
e t'amerò, come faro del silenzio,
perché siam nuvole che brillano d'eterno.
Perdonami
se non ti ho guardata negli occhi
se non ti ho guardata negli occhi
l'ultima volta....
Perdonami
se non ho potuto
Perdonami
se non ho potuto
starti vicina come avrei voluto.
Perdonami
se non ho creduto in te....
se non ho creduto in te....
Voglio pensare
che tu stia bene adesso
che
che tu stia bene adesso
che
vedi il vento sorgere
su nuove albe.
Li...
su nuove albe.
Li...
Dove ogni distanza
non esiste.
Li....
non esiste.
Li....
Dove tutto è possibile ....
So che puoi sentirmi.....
Pezzo di cuore mio.....
L’ultimo sguardo e poi più nulla
di chi il destino, rubandone la vita,
ne ha relegato il ricordo in una fotografia
che terrà sempre vivo lo sconsolante dolore.
S’è fatto cereo il viso di chi ti ha procreata
tanto da sembrar freddo marmo,
che lascia cader lacrime a bagnar i fiori,
dopo essersi spento l’eco delle preghiere.
Maligna la sorte di una figlia amata,
impietoso l’imprevisto sul lavoro,
d’esser strappata dalla terra come una tenera radice
e volar nell’infinito con lo spirito.
Non ci saran più abbracci né sogni da realizzare,
l’aria non profumerà più di giovinezza,
il silenzio prenderà il posto delle risa,
nulla sarà più come prima nel cuore di una madre.
Soltanto solitudine per la vita.
di chi il destino, rubandone la vita,
ne ha relegato il ricordo in una fotografia
che terrà sempre vivo lo sconsolante dolore.
S’è fatto cereo il viso di chi ti ha procreata
tanto da sembrar freddo marmo,
che lascia cader lacrime a bagnar i fiori,
dopo essersi spento l’eco delle preghiere.
Maligna la sorte di una figlia amata,
impietoso l’imprevisto sul lavoro,
d’esser strappata dalla terra come una tenera radice
e volar nell’infinito con lo spirito.
Non ci saran più abbracci né sogni da realizzare,
l’aria non profumerà più di giovinezza,
il silenzio prenderà il posto delle risa,
nulla sarà più come prima nel cuore di una madre.
Soltanto solitudine per la vita.
Correre
correre dietro a tutto
e a tutti.
Oppure
stare fermi,
stare fermi ed aspettare,
tanto il mondo
è rotondo
e continua a girare.
In definitiva
a che serve una
o l'altra cosa?
Se tutto resta uguale,
non c'è somma o sottrazione,
solo una certezza:
potessi moltiplicarmi
-oppure dividermi-
conserverei sempre
intero
il mio cuore.
correre dietro a tutto
e a tutti.
Oppure
stare fermi,
stare fermi ed aspettare,
tanto il mondo
è rotondo
e continua a girare.
In definitiva
a che serve una
o l'altra cosa?
Se tutto resta uguale,
non c'è somma o sottrazione,
solo una certezza:
potessi moltiplicarmi
-oppure dividermi-
conserverei sempre
intero
il mio cuore.
Sole di giada
Sulla pelle rifletti,
Trasmette l'opaceo tuo calore
Contorto di rovi,
E l'anima affonda nel buio.
Solo tenui fiammelle
Ricoprono le tenebre
E sono fatue e discontinue.
Ombre ricamano il viso,
I sorrisi sono un ricordo lontano,
Neppure l'azzurro cielo
Diffonde e distende
Un cuore schiacciato
Sotto ad un maglio.
Meglio chiudere gli occhi al mondo
E nascondere l'amore che muore.
.
Sulla pelle rifletti,
Trasmette l'opaceo tuo calore
Contorto di rovi,
E l'anima affonda nel buio.
Solo tenui fiammelle
Ricoprono le tenebre
E sono fatue e discontinue.
Ombre ricamano il viso,
I sorrisi sono un ricordo lontano,
Neppure l'azzurro cielo
Diffonde e distende
Un cuore schiacciato
Sotto ad un maglio.
Meglio chiudere gli occhi al mondo
E nascondere l'amore che muore.
.
Il pianto non è pioggia
non ci si nutrono fiori. Asciugati gli occhi ora.
Disegna il tuo cerchio magico
e non lasciare che l’oltrepassi il tuono.
Guarda le tue mani
hanno voglia di giocare.
Scompigliali i capelli!
Non farne più le trecce
a trainare principi bugiardi.
Guardati allo specchio
e ricorda il tuo sorriso.
Non avere mai vergogna
l’abominio è in chi l’ha ucciso.
Ricordi,
di un passato gioioso.
Quando da bambini
si faceva il presepe.
Quella statuetta era di zio,
quell'altra del nonno.
Eredità preziose
che valevano un tesoro.
Fantasticare,
su storie inventate,
di un passato gioioso.
Quando da bambini
si faceva il presepe.
Quella statuetta era di zio,
quell'altra del nonno.
Eredità preziose
che valevano un tesoro.
Fantasticare,
su storie inventate,
di pastorelli
in cammino
che con il naso all'insù
seguivano
la stella cometa.
Statuine intente
a rivivere vite semplici.
Che gioia vedere
le luci colorate.
Non vedere l'ora
di riempire
il vuoto della mangiatoia
con Gesù bambino.
Che Magia.
in cammino
che con il naso all'insù
seguivano
la stella cometa.
Statuine intente
a rivivere vite semplici.
Che gioia vedere
le luci colorate.
Non vedere l'ora
di riempire
il vuoto della mangiatoia
con Gesù bambino.
Che Magia.
Poi aggiungere i Re Magi
le uniche statuine
vestite con abiti sontuosi
a cavalcioni dei cammelli.
Il presepe un rito non solo
religioso,
romantico.
Tramandato
di anno in anno.
Da grandi vedere
la stessa gioia
negli occhi dei figli,
riconcigliandoci,
con la festa del Natale.
le uniche statuine
vestite con abiti sontuosi
a cavalcioni dei cammelli.
Il presepe un rito non solo
religioso,
romantico.
Tramandato
di anno in anno.
Da grandi vedere
la stessa gioia
negli occhi dei figli,
riconcigliandoci,
con la festa del Natale.
Non solo quiete d’estati antiche
o verde nell’azzurro
né a largo slarghi di mare scuro
dove in eterno è l’affondare.
Non il vagare al vento avvolto
o il sale in faccia
né abbraccio d’acqua, rifugio nero
- orgia d’assoli, silenzio, nulla, e tutto.
Non navi bianche al porto
approdo a luci vive
né sguardi verso l’Ellade
deviati dal timone.
Ma quelle mille barche a traboccare
il popolo più antico
cacciato dalla terra al mare amico
nell’Europa
dimentica, già allora
secca di sangue d’anima.
Ma quelle mille bocche tutte lorde
illiri o non illiri - incerto ceppo -
a terra occhi-Balcani
quegli occhi neri su mani molle,
e tre parole da mille antenne
torte di là dal mare, strozzate in gola.
Barriera e sfogo, via-ponte-fuga
- un mare madre che accoglie e mescola.
Come la terra mia
è un impeto mai pago
misericordia memore
d’unione primordiale.
o verde nell’azzurro
né a largo slarghi di mare scuro
dove in eterno è l’affondare.
Non il vagare al vento avvolto
o il sale in faccia
né abbraccio d’acqua, rifugio nero
- orgia d’assoli, silenzio, nulla, e tutto.
Non navi bianche al porto
approdo a luci vive
né sguardi verso l’Ellade
deviati dal timone.
Ma quelle mille barche a traboccare
il popolo più antico
cacciato dalla terra al mare amico
nell’Europa
dimentica, già allora
secca di sangue d’anima.
Ma quelle mille bocche tutte lorde
illiri o non illiri - incerto ceppo -
a terra occhi-Balcani
quegli occhi neri su mani molle,
e tre parole da mille antenne
torte di là dal mare, strozzate in gola.
Barriera e sfogo, via-ponte-fuga
- un mare madre che accoglie e mescola.
Come la terra mia
è un impeto mai pago
misericordia memore
d’unione primordiale.
Che vuol dire scrivere col proprio sangue?
-Interrogo gli ulivi, il pino amputato, dicembre-
Ci sono statue in giro che sanno la risposta
le vedi atterrite come agnelli prima di essere scuoiati
così potente passa l’arma, rasoio e vita nelle stesse dita
Il processo è al dunque, sul banco d’imputato sale
un cristo senza parole, forse donna questa volta,
rappresentante di merletti fuori mercato
a cui non si accorda un minimo di credito
Che vorrà?
È mese di poche discussioni: tutti si è felici
una forza scema invade le strade
mette bianco dove c’è sporcizia
Un nulla speciale dunque
guastafeste di Natale
contorto come una lamiera dopo l’urto con un tir
Trema persino nello scrivere su wordsapp
e ha bisogno di aggrapparsi a un ceppo
Il rosso però è solo sangue, tanto che riempie il verso di poeta
Io ne vedo una, di spalle in questo momento sul ciglio della 236
chiede la ragione di essere chiamata in vita
nessuno vorrebbe ch’esistesse neanche tra le statue di un presepe
-Interrogo gli ulivi, il pino amputato, dicembre-
Ci sono statue in giro che sanno la risposta
le vedi atterrite come agnelli prima di essere scuoiati
così potente passa l’arma, rasoio e vita nelle stesse dita
Il processo è al dunque, sul banco d’imputato sale
un cristo senza parole, forse donna questa volta,
rappresentante di merletti fuori mercato
a cui non si accorda un minimo di credito
Che vorrà?
È mese di poche discussioni: tutti si è felici
una forza scema invade le strade
mette bianco dove c’è sporcizia
Un nulla speciale dunque
guastafeste di Natale
contorto come una lamiera dopo l’urto con un tir
Trema persino nello scrivere su wordsapp
e ha bisogno di aggrapparsi a un ceppo
Il rosso però è solo sangue, tanto che riempie il verso di poeta
Io ne vedo una, di spalle in questo momento sul ciglio della 236
chiede la ragione di essere chiamata in vita
nessuno vorrebbe ch’esistesse neanche tra le statue di un presepe
Liscia
di pietre, acqua e brezza
armonia rilucente
un osanna blu
privo di appartenenza.
Solo l’alba assorta, la torre
i lineamenti dei gabbiani,
solo linee di pace
nel canone dell’eternarsi.
(Il tempo)
il tempo posa qui
ma non dimora
è rituale di sponde
mappa reale, rarefatta
che spinge a noi i Balcani.
E sembra siamo nati al largo
tutti
limitrofi d’immensità
uniti i tratti: quei monti
con le dune nostre
scolpiti in ruggia d’onda
al fianco stretto del Mediterraneo.
E siamo nati qui sicuro
in una lingua barbara
più larga.
più larga.

Camminerò in riva al mare e ti verrò a cercare, per stare con te.
Ti troverò perché tu sei il mio futuro, con te sarò al sicuro.
Camminerò al tuo fianco, ti terrò accanto il mare ci cullera' .
Tu ed io anime unite da amore che ridarà la speranza al tuo cuore.
Tu ed io per ricominciare, per sperare di nuovo in un' emozione .
Colma di ritrovata passione per vivere felici, sereni un raggio di sole , di nuovo innamorati e spensierati.











