Se riuscissi, non so dire quando,
ad incollarmi tutto il mare addosso,
a fare in modo ch’onda io diventi,
potrei rispondere al quesito antico:

qual è per me il “suo” significato?

L’ho inseguito, da bambino amato
da quando a pesca insieme con mio padre
m’incuriosiva quella luce d’onde
nei pomeriggi regalati ai sogni.

Ed era porto, quasi ferma l’acqua
tra le intagliate ombre dei navigli,
in compagnia di odi e di bestemmie
di chi aspettava pesci in abbondanza.

Ed era porto, ore benedette
per ripararsi un poco dagli affanni,
per destreggiarsi a legar due ami
e poi gioire se fissati bene.

Di là dal molo alto, all'orizzonte,
quando sfidavo quei gradini erti
per sporgermi dall'infuocato bordo,
di là s’aprivano respiri lunghi.

Tra le nuance d’un azzurro eterno,
in mezzo ai vizi dei bagliori al giorno,
m’impossessavo d’un verdastro gozzo
e - re - andavo incontro ad un abbraccio.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Fronzoli e orpelli

da spuntare



l'apparenza appunto



il resto ...

quasi nullo



distratti nel tempo

e d'abitudini perse



anche alle tempeste.



Ma forse tagliare

recidere,

a germogli

è creare spazi



spiragli di sole

di giorni più freschi



ché come polmoni

si riempiano d'aria

e d'amore



ridenti, poi

siano frutti

di succo ricolmi



e si senta

quel loro vociare



vendemmia ...

vendemmia.


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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Mai le mie mani avranno sensori.

Mai!

La bruma mai ostenterà luce come ora io

mai la terra girerà in tondo priva del sole suo.

Mi oscureranno parole e pianeti

e l'ombra mia sarà casa.

E'.

Gli orizzonti afoni e incolore

in amalgama d'acido

chimico stridore di mente

e la luce suona

ti parla

e tu non senti

non senti altro che beceri versi

in risposta al tuo sbracciare

in questo mare privo di squali

e natanti.




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Profilo Autore: Aita Carla  

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La notte dormo poco, e a volte male

perché i figli sono un boccale di birra

quando la gola è arsa, sono pane e salame.

Ma sono anche gli ultimi spicci alla metà

del mese, o per la strada buchi nel brecciame.

La notte dormo poco, perché la notte

mi fa scrivere di chi non c’è più.

Di chi riempie le stanze, e di chi il cuore.

La notte mi fa ridere scomposto

e capita che io esca e annusi un fiore.

Se la stanchezza la fa da padrona.

Ma mi ha fatto anche piangere la notte,

con la gola arsa sdraiato sul brecciame.

Senza sogni, o fiori dentro il cuore; niente spicci

per un poco d’acqua o un pane orfano di salame.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Svegliarsi controvoglia,
coi rumori vibranti
di una giovane settimana
che all'alba irrompe prepotente,
tra il suono di campane
e l'alzarsi assordante di persiane.
Itineranti venditori
che strillano la merce,
strade cucite a toppe colorate.
Sui volti profumati d'amore
si schiarisce la notte,
torna serietà,
e si va o si torna.
S'indossa il camice del dovere,
la tuta dei mille mestieri,
e tra le mani ricomincia
il fare e il creare.
I giorni si contano daccapo,
uno, due, tre... sei,
fino all'amato giorno
vigilia di festa.
È lunedì,
tra il bene ed il male,
in assenza di esso
sulla ruota del tempo,
non ci sarebbe domenica.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Io amo, forse troppo non so`, 
non so amar diversamente 
il dolore mi scorre nelle vene 
la gioia mi completa. 
Amare è donare il cuore in mano, 
può annidarsi nel suo cuore 
gioir di un riparo. 
Esser amata vorrei 
come amo io, 
il resto non esiste 
è neve di luglio.
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Profilo Autore: Liviana Poletti  

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Attendi,
occhi dischiusi
al sol d'agosto,
sotto le tesi
d'un ampio cappello.

Agghindato come l'uomo
dal vecchio frac
miri lontano lo sguardo
e, similmente
a madre terra di Calabria,
attendi d'abbracciar,
al rimpatrio,
l'esule figlio.

Fermo,
al muro a secco
appoggi il braccio,
come a sgravare
la forte emozione,
ricurvi il corpo
a sopportazione
del tuo cuore in tumulto
all'udire l'eco di mille voci,
nel mentre, in mano,
l'omaggio d'un fiore
a dimostrar lo smisurato
amore.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

Questo autore ha pubblicato 167 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Trovavo bello il piccolo e l’angusto,
le capanne di canne, l’asinello,
al fonte far le donne capannello,
Ilarità e riso di gioventù febbrile
Il cercine in testa alle fanciulle
e sudata l’acqua nel barile
ch’esibivano fiere come culle.
Le case di legno e poca pietra,
i quattro muri elevati a chiesa
col campanile in fianco del fienile.
Case basse, qualche finestrino,
scuri chiusi e pochi vetri a specchio
del sole d’oro e l’occhio della luna.
Viuzze strette prive di selciato,
salite e chine, niente livellato.
Intrecciato il borgo cittadino,
ampi spiazzi adibiti ad aia.
S’udiva incudine e martello
l’odor di forgia, fumo del camino,
e riposava la notte miniata a stelle.
Tutto mi volteggia a girotondo
e svanisce il segno di quel mondo,
un ordine che lascio a malincuore.
M'inchino e torno nel progresso,
anche sapendo che si muore
già varcandone l’ingresso.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

Questo autore ha pubblicato 137 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vestita di mare e ricoperta di cielo,
lo sguardo mi si rallegra mentre
inseguo un pensiero.
Gioiosa e ridente la mia bocca tace:
intanto che una leggiadra ninfea
sull'acqua giace.
L'aria fresca e vivace s'impregna di odori:
accorda gli strumenti con toni e sapori.
Mentre l'acqua gorgheggia al suono
di vecchie canzoni...anch'io giocosa canto, stornellando emozioni...
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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si riversa il sereno

ci sfiora il fragore dell'ombra

strema il dì fiori dal labbro

ma poso la mano sul vetro

la piccola trina bordeaux



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Sono ritornata
 mio dolcissimo mare 
rifugio solitario del mio tempo 
rifugio di ogni tormento 
meraviglia di ogni  mio risveglio
increspo  di carta da zucchero che
mi avvolge il cuore.


Non esiste un poeta, un pittore , 
che non abbia trattenuto e raccontato il tuo rumore.


Tu quell'angolo  di pace  che sorprende 
generoso di brezza  
tu quella tempesta che strugge 
forte d'ira e di dolore 
che muta ,come mutano le stagioni 
suono di vita che accoglie ogni certezza  
e senza forma dà alla notte
 gli sguardi muti delle stelle.


A  chiudere il sipario
una  luna tonda misteriosa si distende e  
sospende il suo cammino per amarti  e 
far nascere aurora. 


Risultati immagini per mare di notte con la luna
Dal WEB 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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La prima volta che ho sceso le scale

di questo enorme albergo con le sbarre alle finestre

ti ho trovata pallida e tanto silenziosa.

E da allora tutte le volte che scendo ti trovo che dormi.

Mi domando quante cose ti facciano fare

durante il giorno per essere sempre così stanca…

 

Vengo spesso a trovarti anche se tu non dici niente

perché mi ricordi lei: sai prima che mi trasferissi qui

abbiamo abitato insieme per tanti anni in una casetta

col giardino, e sopra il tetto un nido con le rondini.

Sai lei le accudiva, come accudiva me che a volte

non ricordo le cose e ho una gamba cianca.

 

Poi un mattino le rondini sono partite, e lei

si è addormentata; da quella volta ha dormito tanto

come fai tu fino al giorno che un signore gentile

vestito tutto di bianco mi ha portato qui.

Qui mi trovo bene, ma qualche volta mi sembra

di non ricordare più il mio giardino e la casetta bianca.

 

Qui mi danno quelle belle pastiglie colorate da bere

che io nascondo nella federa e quando sono triste

perché le rondini non tornano ci gioco al gioco dei bottoni.

Delle volte ricordo che non ricordo che ci faccio in questo

albergo coi chiavistelli alle porte; delle altre volte non sto

bene: mi guardo i polsi e mi sembra di ricordare la calanca.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Domani è vicino
oggi è già ieri, 
viaggio col pensiero 
che mi porta lontano. 
Volo d'aereo
come un'aquila libera,
in terre lontane 
col mare trasparente, 
il sole che brilla, 
occhi per la strada 
ti sorridon per nulla. 
Lascio a casa i tormenti
chiusi in valigia, 
ricerco la pace
persa da tempo, 
mi devo ritrovare 
non sono più io, 
lontana da tutto 
tu solo con me. 
Affidiamoci al vento 
al sole alle stelle, 
sarà un incanto 
incanto d'amore. 
Baci in riva al mare 
a raccoglier conchiglie
intrise di carezze, 
abbracci con la luna
insieme per sempre. 
Spegnamo il passato 
e ricominciamo da noi.
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Profilo Autore: Liviana Poletti  

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Dovrò decidere se sentirmi piuma
ormai affidata a crinale d’onda
oppure onda spessa che ora alza
e ora abbassa la superba cresta.

Il mio respiro impera,
annulla il tempo quale che sia,
fa schiava questa pelle calda
che a comando si distende e stira.

Il buio, aperti o chiusi gli occhi,
non cambia d’una virgola nuance
mentre mi accorgo che di lui
da parte ho messo ogni paura.

Poi, del respiro perdo ascolto
al primo prillo del cuscino,
al colpo di tosse intempestiva,
all’idiota attacco dei pensieri.

Nella mia gara contro il sonno,
ancora prima che io perda,
tento e ritento d’esser solo,
di risentire il suono di tamburo.

Tra poche ore, rasoio in mano,
non mi ricorderò d’aver fissato
né in una lacrima né in un sorriso
l’istante in cui sul serio vivo.





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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Birra sul piano

volto scarno

Le corde s'aprono di tastiera e morte

Voce

eredità -addio chiuso nella lampo d'un palco-

Queen

Scolpisce lapide ogni tuo verso

aggrappato a microfono, nota

Corteo funebre fra assi a spettacolo

-il non ridersi minuti di rispetto repleti-

e contano le dita mentre canti il tuo “Salve”

al cambiar parole quando “Mama” menzioni ad oltre

oltre il petto d'amore sporcato

che dettò all'anima cimelio d'uomo



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Profilo Autore: Aita Carla  

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