E io di fronte a te, lì… dentro i tuoi occhi, occhi smarriti… che scavano nei ricordi sbriciolati nel tempo … un volto famigliare… ma chi? Ma dove? Quando?
E tu fronte a me, lì dentro il mio passato strabordante nel presente.
Poche parole a volte senza senso… la voce anche se flebile è quella che proteggeva, consolava e rassicurava.
Non serve parlare molto... non serve ricordare... è sufficiente prendere le tue mani per raccogliere la storia della vita vissuta e donata.
Tutto l’amore di madre… tutto l’amore di figlio e padre ora innanzi ai tuoi occhi… persi.
Io ricordo anche per te: i giorni che incalzavi, quelli che rimproveravi, quelli che mi stringevi e quelli in cui piangevi.
E io di fronte a te… ad una vita vissuta e quasi conclusa... un’esistenza senza memoria in quegli occhi… occhi che hanno parlato, insegnato, sorriso e sofferto.
Ma la tua storia è in me… nei miei gesti, nel volto, in quello che stringo e nell’amore in cui credo.
E io di fronte a te, lì… perso dentro i tuoi occhi, accanto al tuo candore di bimba… a cercare me stesso.
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Profilo Autore: Carlo P.  

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