I piccoli denti della tua bocca grande
lasciano impronte dalla forma ardita
sul legno duro delle mie palpebre.
Centinaia di tagli che bruciano
senza sanguinare,
come occhi
che seccano
rapiti soltanto
da vedute sporadiche.
Dietro la finestra finta, però,
il panorama è roba mia,
è l’ingresso privato
per l’uscita.
